Lake Como EDITION

Clooney on my mind, o Lake Como in my mind, come magari parafraserebbe la schiera di turisti che abbraccia ogni giorno questo luogo evidentemente benedetto. Dai tempi dei Romani, sia chiaro, che qui venivano con piacere e posavano le pietre delle loro ville i patrizi ed i consoli. Poi gli itineranti del Medioevo, il Rinascimento con i suoi architetti che concepivano spazi ed abitazioni per godere della vista del lago ma anche della salubrità dello stesso.

Il Grand Tour dei rampolli delle famiglie nobili che inserivano nel Settecento e nell’Ottocento il Lago di Como tra le mete prescelte per arricchire la propria cultura, subito dopo Roma, Firenze, Napoli. Il breve Novecento che ha sancito la popolarità di un luogo così lontano ma inevitabilmente charmant. Il Duemila che lo consacra come the place to be, anche solo per un matrimonio di quelli stellari che rimangono nella memoria e nei rotocalchi. Il Lago di Como è stato tutto questo. Non ha mai deluso, questa è la verità. Così come le ville ed i grandi alberghi che hanno accolto schiere di visitatori alloctoni e turisti che hanno abbracciato una stanzialità stagionale.

Questo Lake Como EDITION nasce sull’imprinting dell’Hotel Britannia, che per decenni ha stabilito parametri di ospitalità molto alti e molto elogiati. Oggi l’eredità è più che mai salva. Accoglienza delicata ma efficace. Percorso netto e subitaneo verso il lobby bar che si staglia alta ed imponente ma al contempo ti dà l’idea del salotto di casa.

Non ti senti spaesato, ti senti nel posto in cui avevi immaginato esattamente di essere. Un bancone ed una bottigliera a tutta vista, servizio preciso e rigoroso. Qualche défaillance nell’esposizione dei prodotti, ma se la competenza si perde un attimo, l’affabilità ed il garbo regnano incontrastati. Mauro Colagreco ha concepito il menù di Cetino, il fine dining per nulla divisivo, anzi, all’interno di questa architettura elegante e fine si adegua con discrezione alla qualità dell’ospite.

Ricercatezza e cura, dalla materia prima alla cottura e al servizio della stessa. La prossimità è rispettata, non che lo si debba fare ma la valorizzazione dei prodotti del luogo passa prima di tutto da chi il luogo lo vive, lo abita, lo lavora. Colagreco qui ha creato un piccolo capolavoro. Si sta davvero bene.

E la sala è un concerto di un’orchestra allenata ed affiatata. C’è una Spa molto ben realizzata. C’è un pied dans l’eau in cui godere delle calde giornate di sole, c’è la salvaguardia discreta di un ospite che vuole vivere il distacco da un quotidiano troppo ingombrante.

Visited 26 times, 1 visit(s) today

Comments are closed.

Trattorie italia Visualizzazioni:526

Il Palmizio

La cucina del Palmizio negli ultimi anni ha preso una direzione inaspettata grazie alla chef Elena...

Dream WinesVino Visualizzazioni:110

Krug e Max Richter

Every Note Counts, il progetto che unisce Krug e Max Richter: tre champagne, tre composizioni e un...

Produttori materie prime Visualizzazioni:25

L’olio extravergine non è un semplice condimento

Villa G Farm: quattro blend, quattro personalità Villa G Farm lancia quattro oli extravergini...

Close