Scotch Whisky: lo stato dell’arte dei Single Malt viaggiando in Speyside (e non solo)

Terza parte

Dopo la prima e la seconda puntata di questo grand tour nello Speyside, la quinta giornata del viaggio nei Single Malt Whisky ha visto il Tour & tasting alla distilleria GlenAllachie: potenziale produttivo di 4 milioni di litri; fondata nel 1967 è stata dismessa solo vent’anni dopo, poi ripresa dal gruppo Pernod Ricard, poi ancora rivenduta al GlenAllachie Consortium, con il significativo ingresso di Billy Walker, considerato una leggenda vivente dello Scotch Whisky, un Master Blender di riferimento, con la sua capacità di lavorare sulle botti perseguendo combinazioni su combinazioni, nell’assidua ricerca di casks ex vini fortificati in prevalenza. Ha dedicato oltre cinquant’anni anche a rilanciare distillerie, fra cui Benriach e GlenDronach. Può essere considerato un grande interprete del legno con tutte le sue capacità di trasmettere connotazioni uniche al Whisky. Billy Walker considera infatti il legno responsabile del 70% del sapore del Whisky, creando un feeling di selezione e assemblaggio sartoriale delle botti che è una vera e propria arte. Questo aspetto del legno lo possiamo considerare davvero ciò che fa del Whisky un distillato unico. Quando le botti ricevono la carbonizzazione (charring), processo che ne modifica l’interno col fuoco vivo e che è uno degli aspetti salienti per la maturazione – diverso dalla tostatura europea non a fiamma diretta, destinata alle botti per il vino – si crea un sottile strato di carbone, a contatto con il Whisky con anche note proprietà di filtro; il calore cambia la composizione del legno caramellizzando gli zuccheri nello “strato rosso” che viene permeato dal liquido alcolico ricavandone ulteriori aromi e colore (per approfondimenti sul metodo, si rimanda a questo link).

Nel vino, soprattutto negli ultimi quindici anni si è cercato di trasmettere molto meno, o in modo diverso, le note derivate da barrique e tonneaux, in Italia e Francia in particolare, mentre Spagna e USA rispondono a un mercato che cerca ancora tanto le connotazioni “speziate” o “vanigliate” (e non solo, chiaramente, ma è per semplificare) dai tannini morbidi derivati dal legno. Ciò che non accade in genere alle nostre grappe che non affinano in legno e che le rende praticamente dei New Make, pensati in ottica Whisky, ma anche il nostro distillato per eccellenza è interpretato da tanti nomi significativi in Italia con delle versioni Riserva dall’affinamento in botte, senza però arrivare a quella influenza diretta che possono dare casks ex-Sherry nelle variabili Fino, Amontillado o Oloroso, o ex-Porto, ex-Maderia, oppure ancora ex-vini francesi, come ad esempio Sauternes o Bordeaux, ma anche vini italiani. Lo scopo è completamente diverso. Stando al lavoro di Billy Walker, a rappresentare tutti i Master Blender, possiamo dedurre che le botti ex-Bourbon sono solo l’inizio del processo per arrivare allo Scotch Whisky contemporaneo. Si parte da queste botti americane semplicemente per ottemperare alla elevata quantità della produzione scozzese, dato che sul mercato ne arrivano in gran numero e ciò è dovuto al disciplinare dell’American Whiskey (loro lo scrivono alla irlandese), che nella sua versione Bourbon prevede la maturazione in botti di rovere nuove. L’American Standard Barrel (ASB-capacità 200 litri) è la botte standard utilizzata. Nelle dimensioni, le casks usate in Scozia cambiano, per un affinamento e maturazione più o meno lunghi, com’è ad esempio nelle Octave da circa 50 litri, 1/4 di una botte ex-Bourbon. Le principali botti sono: Quarter Cask (capacità 125 litri), utilizzata in passato per il trasporto del Whisky a dorso di mulo; Hogshead (250 l), il taglio più diffuso in Scozia per la maturazione del Whisky; Sherry Butt o Puncheon (500-600 l) utilizzate per la produzione del vino base degli Sherry spagnoli; Port Pipe (500-600 l), come le Sherry Butt, ma utilizzate per il Porto. Mentre le Firkin (41 l), sono botti solitamente usate per le birre inglesi Cask Ale.

Ovviamente le botti che rimangono per tanti anni nelle Warehouse hanno una evaporazione che pervade gli ambienti, disperdendo nell’aria il cosiddetto Angel’s share che, come dicevamo crea quell’odoroso affascinante sentore davvero unico. Il tempo fa la differenza, aggiungendo valore; chiaramente più il Whisky rimante nelle botti, più sarà soggetto ad aumentare di costo. Poi, molti altri aspetti incidono sul prezzo alla bottiglia, fra cui la scelta di una selezione ben determinata di botti o persino una single cask numerata.

Il pomeriggio della quinta giornata, oltre un passaggio esterno da Aberlour, nata nel 1879 e di proprietà Chivas Brothers Ltd (Pernod Richard), è dedicato alla distilleria Speyburn, fondata nel 1897 ed estremamente interessate, perché al suo interno sono conservati macchinari storici frutto di un primo tentativo di meccanizzazione del processo. Di proprietà Inver House Distilleries (International Beverage Holdings).

Poi, rapidi passaggi esterni da Ballindalloch, giovane piccolissima distilleria fondata nel 2014, di proprietà di Macpherson-Grant Family, al Bar della distilleria Cardhu, proprietà Diageo, nata nel 1824 ed ex proprietà di John Walker & Sons che la acquistò nel 1893. Per la cronaca, Diageo nel 2002 stravolse la produzione di questa distilleria, iniziando la produzione di Vatted Malt (altro modo di definire il Blended), ma le forti proteste nel 2004 fecero tornare indietro la proprietà al Single Malt. In prossimità, nei giardini a confine si trovano le statue celebrative della figura iconica dello Striding Man di Johnnie Walker affiancata da Helen Cumming, fondatrice della distilleria con il marito John Cumming. 

Fine giornata con passaggio da Cragganmore del 1869, creata da John Smith, lo stesso di Glenfarclas, che oggi appartiene a Diageo, e da Tormore, fondata nel 1958, dal 2022 di proprietà Elixir Distillers.

Nel corso del sesto giorno rilevante il Tour & tasting da Glendronach, fondata nel 1826, con un potenziale di 2 milioni di litri annui è di proprietà Benriach (Brown Forman), geograficamente nelle Highlands a est dello Speyside, aperta al pubblico nonostante gli importanti lavori interni di ammodernamento. Negli assaggi i dram sono stati significativi, in particolare due Hand-Filled Straight from the Casks, rispettivamente distillati nel 2011 e 2014, messi in bottiglia a inizio 2026, con tanto di numero della botte di origine, poi una Matured in the finest Pedro Himenéz Puncheon Cask # 1928, distillata nel dicembre 2005, messa in bottiglia nel 2020. Successivamente, rapida visita alla distilleria Strathisla, (in ristrutturazione la parte esterna di ingresso) di Chivas Bros (Pernod Richard), risalente al lontano 1786, dal Bar contemporaneo, estremamente raffinato. La giornata è infine proseguita con il Tour alla distilleria Dallas Dhu oggi ufficialmente chiusa, seppure visitabile con funzione museale, interessante nell’insieme, con possibile promessa di essere riaperta.

Il settimo giorno, passando dalla visita esterna a Glen Moray, originaria del 1897, dal 2008 di proprietà La Martiniquaise (COFEPP, Compagnie Financière Européenne de Prises de Participation, multinazionale francese dell’alcol fondata nel 1957), è stato dedicato soprattutto all’interessante Tour della Speyside Cooperage (foto sopra e sotto), l’azienda fulcro della manutenzione dei prestigiosi cask di tutta la Scozia e non solo, quindi “pellegrinaggio” presso l’imbottigliatore indipendente Duncan Taylor.

Quindi al Bar, dove gli assaggi sono stati eccellenti quanto difficilmente ripetibili: in dettaglio, tre dei cinque proposti, un Craigellachie del 2011 con Finishing, ovvero l’ultimo passaggio in botti di ex-vini fortificati in prevalenza, per periodi relativamente brevi, in questo caso in Octave di Oloroso; un Glentauchers del 2008 con stesso Finishing e un Laphroaig del 2011, per gli amanti delle note torbate, con ultimo passaggio in Octave di Porto.

Dopo l’irrinunciabile passaggio nella Warehouse, la giornata è quasi finita con un’altra cena all’Highlander Inn e i soliti eccellenti dram; non paghi, abbiamo concluso al vicino monumentale Bar di Macallan (nelle foto sopra), con il suo edificio avveniristico in cima a una collina dal prato assai levigato e lussuose vetture British in esposizione.

Un marchio certamente fra i più noti (importato in Italia da Velier), distilleria fondata nel 1824, poi acquistata nel 1999 da Edrington Group (con William Grant & Sons) per… 601 Milioni di Sterline! Questo gruppo cuba circa 23.000.000 di bottiglie e si accontenta “solo” del quarto posto in classifica, dietro a Diageo, al primo posto con oltre 126 milioni di di litri, Pernod Richard con 71 e William Grant a quota 44.500.000 litri (dati Malt Whisky Yearbook 2026). Non dimentichiamo che il Whisky per buona parte della popolazione scozzese in primis, poi irlandese, americana e canadese che ne rappresentano i principali territori di produzione, oltre al Giappone, ha una valenza più consumistica e spesso legata alla gradazione più bassa in cui viene messo in bottiglia, ovvero 40 ABV. Bevuto con ghiaccio, come accade negli USA, oltre che raffreddarsi, il Whisky cala di gradazione alcolica e se ne percepisce anche il potere dissetante, nonostante l’alcol, pensando sempre che il suo aspetto più significativo è proprio l’acqua, che in distilleria rappresenta un elemento indispensabile. Del resto, riferendoci in particolare alla Scozia, l’acqua è spesso pura e chiaramente si trova in grande quantità.

Ottavo ed ultimo giorno, dedicato alla visita a Elgin con la sua Cattedrale, il centro più grande dello Speyside, poi un passaggio al negozio Gordon & MacPhail dove oltre a perderci la vista per le meravigliose bottiglie di Whisky in vendita, si rischia di perderci anche il proprio capitale!

In una saletta a parte si può ammirare la speciale pregiatissima bottiglia disegnata dall’architetto americano Jeanne Gang, presentata il 2 ottobre del 2025 per l’uscita della più “anziana” bottiglia di Single Malt mai messa in commercio, 85 Years Old, dalla distilleria Glenlivet. Avvolta da una sorta di decanter in bronzo vero, che riproduce quattro rami intrecciati, il tutto per la modica cifra di 125.000 sterline! Infine, passaggio esterno da Benromach del 1898, oggi appartenente a Gordon & MacPhail.

Il viaggio si è chiuso con il Tour alla distilleria Dunphail, nelle Highlands, un piccolo nuovo gioiello del 2023 di loro proprietà, con potenziale di 200.000 litri: per il loro Whisky ci sarà dunque inevitabilmente da aspettare.

In dieci giorni, oltre a tutto ciò, un passaggio esterno è stato dedicato anche alla distilleria GlenGassaugh (in copertina) del 1875, esteriormente essenziale. Nonostante il programma assai serrato, c’è stato anche il tempo per dei dram “ripasso” da bottiglie raccolte lungo il cammino, nel dopo cena presso la hall dell’albergo, unico momento di sfogo per il nostro instancabile driver Claudio Riva, che in verità da anni percorre più strada con la guida a destra che a casa nostra.

Se tutto ciò vi ha appassionato, ora avete un ottimo motivo in più per visitare la Scozia, però non dimenticate che non è più nel Mercato Comune, quindi il numero di litri ammessi in frontiera a titolo personale è assai limitato. Del resto, le bottiglie non si collezionano, si bevono!

Sláinte!

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