Food Writers

VALUTAZIONE

Cucina Moderna

16/20

OSPITALITÀ

16/20

PREGI
Una ottima cucina di pesce oltre il pesce.
Una carta dei vini interessante a prezzi onesti
Un ottimo servizio in sala.
DIFETTI
Distante dal centro.

Lo stile ittico di Claudio Rovai

Di primo acchito potrebbe sembrare un controsenso vedere Milano, che come sappiamo è ben distante dai principali porti marittimi, ospitare il più grande mercato ittico dello Stivale. Eppure, la posizione del capoluogo lombardo e la vicinanza del mercato all’aeroporto di Linate, la rendono un centro strategico in quanto gli viene messa a disposizione una vasta scelta di prodotti ittici freschi e di medio-alta qualità. È fisiologico perciò vedere nel panorama meneghino sbocciare insegne improntate sulla valorizzazione del pescato.

Food Writers è una di queste, un locale che è facile perdere di vista, forse perché defilato rispetto al centro, ma che vale ampiamente il tragitto.

L’esperienza gastronomica al Food Writers

La cucina dello chef Claudio Rovai, che abbiamo già imparato a conoscere per le sue capacità espresse all’Exit Gastronomia Urbana, è altamente personale e riconoscibile, costruita attorno a un uso intelligente della brace e alla reinterpretazione di piatti internazionali, atte a valorizzare al meglio la materia prima. Che non copre ma appunto esalta, arrotonda, a tratti contrasta. Una vera cucina di pesce oltre il pesce. Lo Shokupan con anguilla alla brace, cime di rapa, crema al rafano e pompelmo è emblematico: c’è tecnica, c’è creatività e c’è la volontà di sorprendere senza allontanarsi troppo dalla sostanza. Lo Spaghetto Benedetto Cavalieri con vongole alla brace conferma la mano, sancendo l’uso del fuoco vivo come leitmotiv dell’intera esperienza.

Un’esperienza che viene sugellata dall’Ombrina con salsa al levistico, gel di limone salato, spinacino e crescenza, mettendo in primo piano la qualità del pescato.

Qualche margine di miglioramento c’è, soprattutto sul bilanciamento delle sapidità, ma parliamo di sfumature. Il talento è netto, e qui si mangia con curiosità e piacere.

IL PIATTO MIGLIORE: Ombrina, salsa al levistico, gel di limone salato, spinacino e crescenza.

La Galleria Fotografica:

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Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E' stato il vice direttore della guida ristorante de L'Espresso per gli anni 2023 e 2024. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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VALUTAZIONE

Cucina Moderna

16/20

OSPITALITÀ

16/20

PREGI
Una ottima cucina di pesce oltre il pesce.
Una carta dei vini interessante a prezzi onesti
Un ottimo servizio in sala.
DIFETTI
Distante dal centro.

INFORMAZIONI

PREZZI

Prezzo medio alla carta 90 €

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