Moscow Mule

Un Moscow Mule in tazza di rame con ghiaccio e menta

Philip Kotler non aveva neanche dieci anni. In Europa c’era il caos della seconda grande guerra. Negli Stati Uniti un gran fermento. Si cercavano soluzioni. Sviluppo economico, marchi, distribuzione.

Tre casi aziendali: Smirnoff, in quasi bancarotta perché la vodka non vende; un errore di valutazione di approvvigionamento di Ginger beer; graziose tazze di rame.

Tutto chiaro?

L’incipit di un business case, esempio emblematico di un successo commerciale nato dall’esigenza di mercato di tre imprenditori negli anni ‘40 negli Stati Uniti. Ciascuno preda di una difficoltà a vendere i propri prodotti.

John G. Martin, distributore della vodka Smirnoff; Jack Morgan, proprietario del ristorante Cock’n’Bull e produttore di ginger beer: Sophie Berezinski, immigrata russa con una scorta di tazze di rame da vendere: nasce il Moscow Mule.

Moscow come luogo di origine della vodka e Mule perché la ginger beer “scalcia”, con la sua piccantezza, come un mulo.

Curiosità: il nome Moscow e la vicinanza “sovietica” a volte sono scomodi quindi sentirete Kiev Mule o Snake Island Mule; seconda curiosità, lo ha pubblicizzato nientepopodimeno che Woody Allen. E scusate se è poco.

Qui la ricetta IBA.

Foto cover powered by ChatGPT

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