Passione Gourmet Ittiturismo M/B Patrizia - Passione Gourmet

Ittiturismo M/B Patrizia

Ristorante
Corso Trento Trieste, 21, 18038 Sanremo
Recensito da Giovanni Gagliardi

Valutazione

14/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Il fascino di mangiare pesce a casa dei pescatori.
  • Materia prima eccellente.
  • Buon rapporto qualità prezzo.

Difetti

  • La cucina non è sempre all'altezza della materia prima.
Visitato il 04-2019

Sul porticciolo di Sanremo, il ristorantino di una famiglia di pescatori

Peschiamo e cuciniamo per voi a km zero” La targa all’esterno rende perfettamente l’idea di quello che è l’Ittiturismo M/B Patrizia che sta per Motobarca Patrizia.

La famiglia Di Gerlando, ormai da tre generazioni, è abituata alla dura vita dei pescatori. Sveglia prima dell’alba e rientro in porto la sera. Si pescano a strascico gamberi rossi, totani, seppie, triglie, calamaretti e tanto altro. La vendita viene effettuata direttamente in banchina, al dettaglio e, tra i clienti, tradizionalmente figuravano – e figurano – anche noti chef della Riviera ligure. Ma qualche anno fa Giuseppe Di Gerlando, stanco di pescare solo per gli altri, ebbe la felice intuizione di creare il suo ristorantino, che decise di chiamare Ittiturismo. Fu subito un grande successo e la cosa non ci sorprende affatto.

Ubicato in posizione strategica, sul porticciolo turistico di Sanremo, l’Ittiturismo è locale che ha molte frecce nella propria faretra. Innanzitutto, la materia prima: inevitabilmente freschissima e di sicura provenienza. In secondo luogo, il menu, che cambia molto spesso, e anche questo non potrebbe essere diversamente. E poi c’è l’ambiente, con una bella mise en place e tavoli correttamente distanziati.

La vera cucina della tradizione marinara

La cucina è essenzialmente materica, semplice, diretta. Il prodotto è e resta al centro. Così come centrale è la filosofia, per quanto possibile, del km zero anzi, delle zero miglia marine. E così un grande piatto della tradizione del ponente ligure come il Brandacujun viene riproposto sostituendo lo stoccafisso col pescato del giorno. A noi è toccata in sorte la mostella, un pesce simile al nasello, dalle carni davvero ottime, per un piatto delicato, non privo di una certa eleganza.

Ma tutta la cena è proseguita all’insegna del buon pesce con punte di eccellenza come il Vermicello, burro, bottarga e finocchietto nobilitato da una esecuzione perfetta e da una straordinaria bottarga di muggine. Buonissimi i gamberi di Sanremo, a impreziosire un tagliolino che avremmo preferito solo con meno pomodoro. Imponente – ma non leggerissima, a dire il vero – la frittura nella quale si rispecchia ancora una volta la filosofia del locale: niente anelloni di calamari atlantici bensì gamberi, pesci e pescetti di paranza e qualche bella sorpresa come il barracuda, che fritto non avevamo mai mangiato.

Insomma, un ristorantino gradevolissimo, con una cucina essenziale e una materia prima impeccabile, che vale la pena visitare anche perché il conto, alla fine del pasto nella Città dei Fiori, non toglie ma anzi allarga il sorriso.

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