Passione Gourmet Cascina Cuccagna, Un Posto a Milano, chef Nicola Cavallaro, Milano, di Carlo Cappelletti

Un Posto a Milano

Trattoria
via Cuccagna 2, Milano
Chef Nicola Cavallaro
Recensito da Carlo Cappelletti

Valutazione

Pregi

  • Fantastico rapporto qualità prezzo.
  • Il locale è fruibile praticamente tutta la giornata.
  • Gran parte dei prodotti sono a Km 0.
  • Quando c'è, qui si mangia anche una grandissima pizza.

Difetti

  • Nelle sale più spaziose il livello sonoro può salire parecchio.
  • I tempi d'attesa, visto l'enorme numero di coperti, talvolta sono piuttosto lunghi.
  • La carta dei vini dev'essere ancora sviluppata.
Visitato il 07-2013

520Il fatto che Milano sia, da lungo tempo, un luogo di scambio assai più che una cittadella inespugnabile di tradizioni centenarie ha fatto sì che, pur essendo a suo modo fortemente caratterizzata, la città abbia gradualmente perso molti degli aspetti “quotidiani” della propria identità. I milanesi che parlano dialetto non sono infatti così facili da trovare ed inevitabilmente anche i piatti della cucina tradizionale si sono un po’ persi per strada. Resistono, certo, la cotoletta, l’ossobuco, i mondeghili, ma essi non sono che una piccola porzione di un patrimonio un tempo assai più vasto, anche se non sterminato come le risorse di altre cucine regionali. Come conseguenza di ciò anche il concetto di trattoria a Milano non è, logicamente, quello che ad esempio possiamo trovare a Roma, dove la tradizione culinaria è difesa da un altissimo numero di cavalli di frisia camuffati da locali popolari.

Ciò che Nicola Cavallaro è riuscito a conseguire nell’anno e mezzo scarso alla guida di Un posto a Milano è importantissimo. Anche se la vocazione del locale è tutt’altro che strettamente meneghina, lo chef è riuscito, anche grazie ad un’importante strategia di comunicazione indispensabile per la piazza di Milano, a creare un invidiabile modello di trattoria, presentando una qualità superiore di materia prima e di esecuzione alla migliaia di cittadini che a queste cifre prima potevano trovare un livello culinario assai inferiore. Questo risvolto “didattico” è a nostro modo di vedere il punto più lodevole dell’iniziativa.

Una delle migliori pizze che si possano trovare in città (non c’è sempre, purtroppo, ma ci sentiamo di dichiararci fiduciosi per il futuro) e piatti a base di pasta di livello sensazionale come la storica aglio, olio e selezione di peperoncini dello chef o il buonissimo spaghetto al pomodoro con cozze provato in questa circostanza sono senz’altro fra i punti più alti che si possono toccare in questa cascina cittadina che è tornata di recente a vivere. Non dimentichiamoci però di secondi (ah, quel galletto!) dove i prodotti vengono sapientemente sottolineati con l’evidenziatore della tecnica culinaria.
Il puro livello gastronomico è, e dopo tutte queste lodi lo si sarà capito, di grande spessore, e tende a far letteralmente impazzire la lancetta quando al denominatore si metta il prezzo. Un Posto a Milano è uno dei primissimi posti (insieme alle grandi tavole della città) che ci sentiremmo di raccomandare, e forse il solo che consigliamo a tutti di visitare a prescindere dalle abitudini e dalle possibilità di ciascuno. Ecco allora perché le tre cipolle: la cantina, è vero, non si avvicinerà neppure ad essere un’ottima cantina, il servizio si muoverà pure su lunghezze d’onda assai diverse da quelle della cucina ed il numero di decibel tenderà a schizzare verso l’altro nelle serate dei fine settimana, rimbombando nelle ampie sale dagli alti soffitti e rendendo il tutto un poco convenzional-milanese, ma qui l’alta qualità è davvero per tutti, e riteniamo giusto premiarla.

Insalata nizzarda con ventresca di tonno.
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Panzanella
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Mozzarella, melanzane e pomodori appassiti.
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“cotolette” di alici con maionese allo zafferano (anche troppo opulenta)
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Spaghetti al pomodoro con cozze e pomodorini.
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Battuta di fassona con pomodoro, erbe spontanee e parmigiano.
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Galletto con patate.
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Crostatina crema e fichi (!)
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Scelte forti sulla mise en place.
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e un ottimo pane.
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2 Commenti.

  • Marco 50&502 Settembre 2013

    Raramente succede che in una recensione, tutte le foto dicano anche qualcos’altro, si vede e si sente la freschezza dai colori, dai particolari, i fagiolini, le erbe, il sedano, il pomodoro, il candore della mozzarella, quel fritto e quella crostatina; aspettando la pizza (…) prenderò il galletto, ciotolina nera a sorpresa in secondo ma anche terzo piano inclusa. Intravedo una borsa da lavoro, probabilmente qualcuno si è concesso una piccola pausa pranzo.

  • Massimo Sola31 Agosto 2013

    BELLO, BELLO, BELLO!!! BRAVO NICOLA... non lo sapevo e ne son felice. :)

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