Passione Gourmet Magorabin, Marcello Trentini. Torino - Il Guardiano del Faro - Passione Gourmet

Magorabin, Marcello Trentini. Torino – Il Guardiano del Faro

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

Difetti

Visitato il 12-2019

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Questa valutazione, di archivio, è stata aggiornata da una più recente pubblicazione che trovate qui

Recensione ristorante.

Chi ha paura del Magorabìn?

Bambini! Mangiate tutto, se no arriva il Magorabìn!
Ma no. Ma non qui.
Marcello Trentini: avvicinati e raccontaci.
Ma si, ma che venga al tavolo a parlarci di cucina e belle arti , di cultura e comunicazione, con chiarezza di idee e coerenza pratica.

Prima del suo habitat e poi della sua filosofia di cucina salutare che preferisce far soffrire il gusto tondo e ruffiano, eliminando grassi superflui e sale aggiunti, rinunciando apparentemente al raggiungimento di un facile obiettivo, cercando poi di arrivarci ugualmente lasciandoti lo stomaco libero da ricordi troppo marcati.

Quindi, il sale sotto media. I grassi al minimo storico. Il fritto questo sconosciuto.
Anche a costo di perdere qualche apprezzamento sul piano della facile piacevolezza ma guadagnandoci però nella digestione pomeridiana, che distoglie dal desiderio di un riposino sul prato del Parco Reale e consente una lucida visita alle Mummie nella penombra.

Carta vini importante per quantità , ma anche per una certa originalità, dove l’Italia dei rossi si erge alta quanto la vicina Mole ghemmese , dove i bianchi italici se la cavano con la diversificazione. Dove l’estero fermo è curiosamente solo d’oltre Oceano. Dove la Francia viene sdoganata ma anche contingentata solo in quote relative a Champagne e Sauternes.

Il piacevole ambiente e la professionalità del servizio al maschile nettamente sopra media alimentano il benessere complessivo.

La radice comune da cui parte questa filosofia di cucina profondamente aggrappata a certezze storiche che provengono come ovvio dal Piemonte , ma anche dalla vicina Liguria , dalla Provenza, a cui si aggiungono alcuni ricordi di viaggi extra europei , ma solo per condire lievemente la monotonia cittadina.

Niente paura, il Magorabìn vuole fare solo un po’ ” l’originale ” , ma non fa paura a nessuno.

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Il tranquillizzante menù Torino proposto a 35 euro è già manifestamente incoraggiante e palesa l’intenzione di tenere i piedi ben piantati a terra.
Circola la voce che qui si faccia una cucina di non facile comprensione?
Circola la voce che qui la parte onirica dello chef avrebbe spesso la meglio sul realismo dei gusti comuni?
Forse in passato, oggi non direi proprio, può darsi abbia cambiato idea.

Anch’io anni fa basavo i miei propositi per il futuro su un onirico : ” I have a dream… ”
Poi , piano piano, mi sono reso conto che è decisamente più confortante quest’altro progetto giornaliero : ” I have a drink ! ”

Torniamo in Piemonte!
Leggete qui : Il nostro vitello tonnato, terrina di cappone in zuppetta di scarola e pomodorini al forno, agnolottini classici ai tre arrosti nel loro sugo, manzo in due cotture: la guancia brasata e il lombo rosa con polenta di mais e cipolline di Ivrea.
Il dolce? Bonet!

Cosa c’è di trasgressivo?

Inoltre, questi piatti e gli altri del secondo menù degustazione, il più complesso ” Mediterraneo ” , oltre ad essere diversi da quelli in carta, sono tutti disponibili anche nel servizio alla carta.

Questo è un ulteriore aspetto interessante per il cliente ma molto impegnativo per la cucina.
Ma evidentemente Marcello Trentini ha una piccola brigata ben organizzata che gli consente di uscire bene da sotto il pass con tutti i piatti senza neppure che lui debba star troppo in cucina a spadellare, potendosi quindi dedicare con serenità alla consulenza ai tavoli, a curarsi della buona forma suo chignon etnico e a sbirciare gli ultimi messaggi ricevuti su Facebook 😉

Subito pronti ad affrontare grissini, crackers e assortimento di pane da encomio.
Strana invece la sensazione al tavolo, che appare più basso di come siamo abituati un po’ ovunque, e invita istintivamente ad appoggiarsici sopra. Alla lunga diventa scomodo, nonostante le bellissime e comodissime poltroncine “Ebony and Ivory”

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Siamo giusto in faccia all’Università, ma queste pizzette hanno la forma, il profumo ed un gusto che integrano il ricordo complessivo dell’uscita dalla scuola media.
Irresistibili come la prima compagna di banco, quella già oltre quello che puoi capire.

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Ecco i due omaggi della cucina che anticipano la scelta alla carta : prima il bicchierino tiepido di crema di ceci con piccoli moscardini all’olio di basilico, e poi i cubetti di ventresca di tonno alla piastra su crema di carciofi.
Già da questi primi inviti alla degustazione si nota l’estrema parsimonia nell’utilizzo di sale e grassi.

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Un ricordo di viaggio, dove i falsi spring rolls sono costruiti attorno a chele intere di king crab con pasta phillo pennellati di olio e passati in forno ( invece di friggerli ) . Il contrasto opportuno è costituito dall’amaro degli spinaci saltati e dall’acidità della robiola. Vezzosa fettina di pomodoro asciugata in forno.
Certo, fosse stato fritto il cannelloncino croccante sarebbe stato più friabile e goloso ma anche incoerente con la filosofia di cucina .

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Questo è un passaggio fondamentale: l’evidente tecnica di impasto e di confezionamento della pasta fresca e dei gusti nitidi dei diversi ripieni, per nulla offuscati dal rispettivo condimento.
Quindi avremo da una parte gli agnolottini di tre arrosti nel loro sugo appena lucidato da un idea di burro e dall’altra il sapore netto e preciso di prosciutto crudo ( di Sauris) nei plin che rivelano il sottile aroma complessivo di prosciutto crudo e tartufo nero, il persistente fondo ricavato con ossa a lunga e lenta cottura e infine il contrasto di riduzione di Porto a condire con personalità ed eleganza. Grassi al minimo storico, sapidità unicamente rintracciabile nelle trame definite dalla composizione dei ripieni.

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Cuoco originale e vino originale abbinato più cerebralmente che per reale necessità o opportunità. Giustamente passato in caraffa questo syrah 1999 St.Marsan dei Poderi Bertelli.
Vorrei rivedere la faccia della signora Simona Beltrami nel momento in cui ci ha messo il naso dentro… ma passato l’imbarazzo, e attenuatosi il pesante sentore di sella di cavallo argentino sudato dopo lunga galoppata nella Pampa , poi il vino è uscito con la sua stoffa, stoffa con residua puzzetta di stalla , non certo raffinata ma neanche ruffiana.

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Il tonno e il vitello, che non litigano ma si confrontano sugli elementi classici piemontesizzati:
Uovo, maionese, piccoli capperi, acciuga…
Tutta la sapidità e la grassezza è da ricercare nei condimenti, il blocco di tonno e le sfoglie di vitello li texturizzano .
La rinuncia a condire anticipatamente il tonno crudo ed il suo stesso alto spessore penalizzano un risultato finale complessivo migliorabile trovando equilibri più convincenti.

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Quasi una dedica al collega e amico Flavio Costa?
Questi filettini di pesce bianco seguono tracce ancora classiche, perché il rombo sfilettato va a braccetto con carciofi agliati in crema di patate , in piacevole sovrapposizione di sapori netti che si sostengono.
E che bello vedere finalmente qualche piatto senza le salse punto e virgola.
Se la salsa ci vuole ce la metti e basta! Bravo Marcello.

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Da Savona verso le rive taggiasche in transito per Marsiglia direzione Espana.
Ecco la densa Bouillabaisse allo zafferano della Mancha rilevata da polpa di olive Taggiasche , dadini di pomodoro fresco e maggiorana. Trancetti di ricciola scottati all’unilaterale ed il piatto è pronto. Anche qui la salsa sta dove deve stare.

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Questo è un pre-dessert freschissimo che sottolinea ancora il virtuosismo nel tirare e confezionare la pasta fresca.
Spuma di yogurt acida , speziata e profumata d’arancio ad accogliere tenerissimi raviolini di melanzana.
Il tutto regge con buona disinvoltura, anche perchè servito in porzione e proporzione prudenti.

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Meno riuscito il dessert, perchè ora è il krafen a fare compromessi con il fritto non fritto, e rimane un po’ così, un po’ indeciso su come proporsi, con una consistenza spessotta e gommosa.
Il buono è nel contrasto violento tra la crema vaniglia che lo farcisce, la botta acida di passion fruit e il croccante dolce – amaro del caramello.

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Clamoroso finale cioccolatoso.
Generosità spiazzante.
Pensate un po’ se arrivasse una cosa così a chi non ama il cioccolato.
Sarebbe penalizzante, invece no, è tutto ben fatto, e con pochissimo zucchero.

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E anche il conto è da taglia 48. Non si dilata e non si allarga.

il pregio : Coerenza e finalizzazione di una filosofia di cucina.

il difetto : Alla fine , quei tavoli un po’ bassi costringono ad una postura disagevole.

Magorabin – Marcello Trentini
Corso San Maurizio 61
Torino
Tel: ( +39 ) 011 8126808
Chiuso Domenica sera.
Alla carta: 40 – 65 euro
Menù degustazione : 35 euro ( Torino) / 48 euro ( Mediterraneo )

http://www.magorabin.it/

Visitato nel mese di Aprile 2010.

Visualizzazione ingrandita della mappa

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34 Commenti.

  • Fabrizio19 Aprile 2010

    bene, interessante per la mia prossima visita alla città.

  • Gianmarco19 Aprile 2010

    Quest'anno ci sono stato già due volte, una prima volta menù di carne, al secondo giro invece solo pesce e ho un ricordo ottimo di entrambe le esperienze. Intanto è uno dei pochi locali che conosco che ti fanno sedere a tavola e ti portano una carta degli aperitivi... e berti un discreto Martini o un buon Manhattan mentre studi il menù fa sentire così niuiorchesi, da farti dimenticare per un attimo dove sei veramente. Del menù di carne ricordo una carne cruda a la Canale, per intenderci, e un agnello di non so dove di cottura ottima e allevamento altrettanto ottimo, un agnello agnelloso addomesticato senza debiti di gusto. Del menù di pesce ricordo un Fiano alla farina di castagne e un cappuccino di patate e polpo di ottima trama e consistenza, e se è una citazione pazienza, per com'era ingentilita dal bicchiere da cocktail. Ricordo anche un pavè di baccalà con pomodorini, quest'anno ne ho già mangiati 2 o 3, eppure questo del Mago lo ricordo bene, con la cottura un pò più lunga di quanto moda vorrebbe, coi sapori integrati, non pesce e pomodoro per caso nello stesso piatto ma proprio baccalà al pomodoro. Ricordo in entrambe le occcasioni un servizio un pelo in affanno per via della sala piena, forse erano due sabati sera. Tutti gentili, forse un poco ingessati nei ruoli, ma così giovani si faranno. Nel complesso, insomma, il mio preferito in Torino in questo momento.

  • azazel19 Aprile 2010

    difficile trovar di meglio a Torino attualmente

  • Il Guardiano del Faro20 Aprile 2010

    Noto un certo entusiasmo. Confermato anche dal locale pieno a pranzo a metà settimana. Che poi vorrà dire meno di una trentina di coperti seguiti in sala da 4 persone in servizio, percentuale molto alta per i costi. Nonostante ciò nessun balzello di pane, coperto o tanto meno servizio.

  • emanuelle20 Aprile 2010

    I due menù letti sul sito sono regalati a 35 e 48 eurini. E poi se tiportano tutta quella roba prima e dopo i menù diventa un vero affare. Ma forse questi li offrono solo se si mangia alla carta... mi sembra troppo generosa l'offerta.

  • velavale20 Aprile 2010

    non c'è che dire ottimo q/p

  • matteo20 Aprile 2010

    ciao, ho mangiato 2 volte al mago, la prima volta alla carta, la seconda menù torino. devo dire che l'abbondanza di "sorprese" segnalate da emanuelle sono servite in ogni caso. ho un ricordo decisamente positivo del ristorante con un rapporto q/p forse fra i più vantaggiosi mai provati. inoltre un'attenzione al cliente che latita in molte altre realtà...ricordo che l'ultima volta, ordinato il vino, ma non ancora portato in tavola, poiché necessitava di una breve ricerca, servito l'apetizer venivamo omaggiati da cocktail per tutto il tavolo con scuse per l'attesa della bottiglia... credo che tornerei per provare il menù a mano libera, 6 portate a 60 €, per verificare tutto l'estro di trentini

  • tino20 Aprile 2010

    Davvero in torino non cè di meglio???? Io preferisco i cuochi presenzialisti in cucina, e non al computer a rifarsi l'acconciatura(!!!!) sic, o a controllare se e venuto bene in foto su facebook. Prima il pass, poi l'ego. Cucina fatta di leggerezza, parsimonioso uso di grassi e zuccheri, menù in prevalenza di pesce....piccola pasticceria al CIOCCOLATO, bel pensiero di cucina! Magari da ritarare....

  • dtrpisis20 Aprile 2010

    Consiglio per meglio "interpretare" l'evoluzione del magorabin. e a capo(vedi intervista su vg) la visione dei precedenti passaggi su altissimo ceto. Mi sorge spontanea una domanda..ma dove è finito lo chef che cospargeva il prosciutto crudo con olio extra? che (positiva)evoluzione in cosi poco tempo. comunque impiatto pulito.e reportage completissimo.grazie per l'attenzione.

  • emanuelle21 Aprile 2010

    Vista l'ultima intervista (meno di un'anno fa l'ultima) si chiarisce proprio l'ideologia chiara che cambia e si evidenzia in questi piatti. Sarà la saggezza della maturità in progresso ma l'evoluzione è netta.

  • tino21 Aprile 2010

    è stato propio un cambio radicale...meglio tardi che mai (da quanti anni ha aperto?) comunque...dopo il bollito non bollito di Massimo Bottura il fritto non fritto di Marcello Trentini.

  • valerio21 Aprile 2010

    Che commento delle palle.... Cosa c'entra l'acconciatura o il fatto che passa qualche minuto su FB???? Io Marcello lo conosco personalmente e so che si dedica al suo ristorante dalla mattina alla notte, sette giorni su sette... e i risultati si vedono.... che hai??? Sei un po' geloso del suo successo?????

  • Sandrino21 Aprile 2010

    Premettendo che con tale giudizio in recensione "Coerenza e finalizzazione di una filosofia di cucina", mi sembra superfluo il commento di Tino, il quale senza aver degustato le leccornie del Magorabin (almeno sembra dalle sue parole), sembra etichettare con un format privo di conoscenza in proposito, l'operato mai testato della cucina di Tarantini. Ricordo umilmente che le stella Michelin o altri riconoscimenti certo non vengo concessi attraverso la valutazione del presenzialismo in cucina o da look particolari, ma da canoni ben precisi di valutazione sull’operato di un ristorante e dall'effettivo risultato che un cliente, posa essere appagato o meno . Trovo quindi superfluo un commento tale, soprattutto visto che si esordisce con una domanda contraddittoria "Davvero in Torino non c’è di meglio????"...se si continua ad ignorare piuttosto che dedicarsi ad una ricerca dell'evoluzione gusti in proposito , non penso che si possa aver l'arroganza di giudicare ..o per lo meno la conoscenza...quindi tutto ciò mi porta a pensare che il commento è proveniente da una conoscenza gastronomica monotematica e priva di ricerca ed aggiornamenti. Ricordo che, inoltre, che come esistono riviste , Blog e molti altri mezzi mediatici , anche facebook è un mezzo dare visibilità anche a chi non ha la possibilità di conoscere alcuni ristoranti, alcuni chef, regalando così conoscenza anche a coloro che non la possiedono e su molti argomenti , non solo la cucina. Non si tratta quindi di uno specchio virtuale con cui coccolare la propria vanità od aumentare l'autostima, ma di una agorà virtuale dove la gente può erudirsi.

  • Il Guardiano del Faro21 Aprile 2010

    Attenzione però, il "Bollito non Bollito" di Bottura ( piatto molto buono..!) è definizione sua. Il fritto non fritto è interpretazione mia e non così definito in carta da Trentini :-) .

  • Sandrino21 Aprile 2010

    Marcello Trentini, la tua continua evoluzione e ricerca nel migliorare ciò che offri alla tua clientela è ammirevole, poter allietare il palato con piatti tipo "vitello tonnato, terrina di cappone in zuppetta di scarola e pomodorini al forno, agnolottini classici ai tre arrosti nel loro sugo, manzo in due cotture: la guancia brasata e il lombo rosa con polenta di mais e cipolline di Ivrea."....non penso che tu abbia un traguardo da raggiungere, nel seguirti in questo percorso, non stai fecendo altro che migliorare sia te stesso che tutti noi. grazie Non amo creare classifiche come se fosse una gara , ma posso ammettere che il Magorabin è sicuramente un diamante nel panorama gastronomico torinese. ciao a tutti!

  • dtrpisis21 Aprile 2010

    facebook agora virtuale dove la gente puo erudirsi? spero che sia una provocazione fine a se stessa,nella speranza che l'incubo facebook venga utilizzato dai piu per mantenere contatti con colleghi lontani e non come fonte di vanita...oltretutto vista e sentita la dimensione dell'ego dello chef trentini e non tarantini non ne avrebbe neppure bisogno.ogni commento valerio merita attenzione e critica basata sui fatti,chi lavora in ristorante ovviamente dedica anima e corpo a quello che fa e non per forza è l'invidia a muovere una critica.non è la prima volta che lo dico.oltretutto parli di successo?quale successo?quello del popolo o dei media?quale è piu importante?io non ho la fortuna di essere in contatto diretto con lo chef ma ho il diritto di critica come tutti quanti no?ma ha ragione emanuelle il balzo c'e stato ma non vedo la torino gastronomica che sogno.è uno chef senza radici sembra...grazie per l'attenzione..

  • tino21 Aprile 2010

    Per Guardiano del Faro: grazie della risposta esaustiva e pacata, non mi riferivo alla dicitura in carta ma alla tecnica adottata per la preparazione della pietanza (bollitura senza raggiungere il punto di bollitura, e frittura senza essere immerso in un grasso) i nomi vanna e vengono.(vorrei mettere uno dei tuoi faccini ma non so come si fà) Per Sandrino: ho solo espresso una mia opinione, non ho detto che non mi piace la cucina o i piatti del Magorabin, ho solo detto che se vado da Trentini vorrei mangiare un piatto che e passsato sotto le sue mani se no che ci vado a fare? Niente da eccepire su varie capigliature, ma se interferiscono con le attività di ristorazione forse, e dico forse cercherei qualcosa di più comodo. Credo che le stelle, e correggetemi se sbaglio, vengono date in base alla qualità del cibo, e sempre secondo me la presenza dello chef e fondamentale. Per quanto riguarda la conoscenza monotematica forse hai ragione, non vado così spesso a mangiare fuori, e il mio stupore nella domanda iniziale era dovuto al buon numero di ristoranti presenti in Torino. Sempre a disposizione per eventali chiarimenti... Per Valerio: che commento delle palle te lo puoi anche tenere, io ho espresso un mio pensiero, valido come il tuo visto che è permesso a tutti. L'acconciatura è stata tirata in ballo sulla rece. Sul fatto che Trentini lavora sodo non lo metto in dubbio, ripeto preferisco però uno chef in cucina al pass durante il servizio che in sala a contatto con i clienti, tutto qui, non mi sembra di aver offeso qualcuno. Per quanto riguarda il suo successo, e il Suo, mica mio o tuo, non ce bisogno che ti scaldi tanto. Mi piacerebbe avere una tua definizione di successo, in maniera educata se ti riesce! Credimi sono in pace con me stesso e non ho gelosie verso nessuno, semplicemente vedo le cose in maniera un po più distaccata da te che lo conosci bene...

  • valerio21 Aprile 2010

    @ Tino: scusa ma mi sembravi un collega... per quello ho scritto così.... Comunque mi sei sembrato esagerato nel commento... (In rece sono stati molto più pacati). Il fatto di uscire in sala, dopo aver passato tutto il giorno ad elaborare e provare il menu, non mi sembra cosi negativo... Io faccio cosi.... Sicuramente il piatto che esce è quello che ho deciso e provato. Successo per Marcello e per tutti direi, è sicuramente passare da giornate e giornate senza vedere un cliente e poi avere sempre il locale pieno...

  • tino22 Aprile 2010

    In un periodo di crisi credo che la tua sia una buona definizione di successo... Sono semplicemente un appassionato, e ho esposto un punto di vista diverso, buona fortuna a te e al Magorabin e continuate con passione nel vostro lavoro!

  • rat-fink22 Aprile 2010

    Scusate ragazzi, ma non ho ben capito di cosa state parlando: capelli, facebook, supponente, troppo in sala, poco in cucina, intervista, successo … sarà forse Belen Rodriguez? Non sono certo un buon recensore, ma ho l’impressione che i più, che tanto si sono scaldati nel celebrare/lapidare il buon Marcello, a mala pena riescano a immaginare quanto si possa godere da Magorabin. Parliamo di un cuoco e del suo ristorante? Allora possiamo lodare o criticare l’ambiente, il servizio, la carta dei vini, i quattro piatti in croce che abbiamo assaggiato…con il solito alibi che sulla rete il pensiero è libero e quindi ognuno (io compreso) può sparare qualsiasi cazzata… Se invece non siamo presi dalla libidine del blogger-(re)censore-utente commentatore e poco ci interessa della svolta salutista o dell’evoluzione della filosofia di monsieur Trentini e vogliamo veramente godere della sua cucina…allora vi consiglio di andare un sabato a pranzo (con almeno 3-4 ore a disposizione) e lasciarvi sedurre da un menù a mano libera “senza freni e inibizioni”…dopo l’ultimo gin tonic, nel bene o nel male, sarete pronti (e moralmente autorizzati) per giudicare (se proprio non riuscite a farne a meno). Non vi scorticherò i marroni con la descrizione analitica di ogni piatto, ma vi riporto semplicemente il menù di un pranzo…memorabile…ricco di sorprese, lacrime di piacere e… (qui il buon recensore scriverebbe un mare di parole…io non sono capace… e vado oltre)… che ho avuto la fortuna di gustare. 24/12/2009 – Aperitivo: Vesper – Vino: Billecart Salmon Brut Rosè (a tutto pasto) – Piatti: La patata a vapore e la bottarga di ricciola – Bliny con salmone selvaggio dell’Alaska marinato – Cubo di coscia di bue al coltello con caviale asetra e limone candito – Cappasanta appena segnata su filange di zucchine e purè di mela verde – Terrina di foie gras d’anatra e aringa con asparagi e amaretti – Caldo di scampi con cannolicchi, spinacini e agrumi – Cotoletta di carpione apparente – Crema di porcini, animelle di vitello, mandorla di mare e tartufo bianco d’Alba – Agnolottini del plin con parmigiano 30 mesi, santoreggia e olio di nocciole – Gnocchetti di patate con baccalà mantecato e trancio di baccalà al vapore – Sorbetto di fichi freschi d’agosto – Risotto biologico acquerello alla parmigiana con tartufo bianco d’Alba – Ravioli di trippa con gamberi rossi, mentuccia e pecorino – Petto di fagiano appena scottato all’aglio e rosmarino con scaloppa di foie gras al verduzzo passito – Agnello alla liquirizia con capperi di Pantelleria e purè di carota – Cioccolato liquido impanato alle nocciole di langa – Fragola e limone – Piccola pasticceria – GIN TONIC! Mi sono ripetuto in un’ analoga galoppata la vigilia di Pasqua con una ventina di portate…tutte nuove….e…cazzo ho di nuovo voglia di ricominciare! In sintesi: IO DA MAGORABIN GODO!!!!!!....per il resto…fate voi!

  • nicola cavallaro22 Aprile 2010

    Anche io non capisco la critica rivolta allo chef che si siede al computer. Forse qualcuno probabilmente non ha ben inquadrato i tempi di una giornata dentro un ristorante.

  • Il Guardiano del Faro22 Aprile 2010

    No, ti garantisco che non è Belen Rodriguez! L'ho guardato bene. Proprio no, e non solo per i capelli :D Mi piace questo tuo intervento passionale che prende dentro tutti e nessuno , focalizzandosi alla fine sull'aspetto fondamentale : questo ristorante ti piace molto, questo è chiaro. Voglio mettermi dalla parte di chi ti risponde perchè non si capisce con chi vuoi confrontarti e quindi come autore del pezzo me la prendo io. Permanenza ai tavoli, i capelli, Facebook ecc... tutti aspetti che non avrebbero molto a che fare con la cucina, ma chi arriva dal Magorabin sa che tutto questo è evidente, e quindi perchè non raccontarlo? Cosa c'è di sbagliato a fare cronaca? Siamo blogger che hanno la passione e la voglia di raccontare le proprie emozioni, ma prima di tutto raccontare ciò che è evidente, ciò che anche i giornalisti professionisti spesso ormai dimenticano di fare, e cioè informazione . Prima le cinque wwwww e poi i commenti, se dovuti o voluti. Quattro piatti in croce? Io conto più di una decina di passaggi di cucina in questa recensione e spero bastino per poter metter giù una recensione. Però il menù che citi mi pare molto più "spericolato" rispetto a quello qui documentato, e quindi non so come avrei reagito. Da fresco blu sarei diventato rosso fuoco? Su quel terreno puoi prenderci bene come nel mio caso sul pre dessert molto originale, oppure meno bene, come nel caso dell'interpretazione del vitello tonnato che non supera l'originale e neanche l'interpretazione di Scabin , Chef che Marcello cita nell'intervista di vg a cui si fa riferimento in questi ultimi commenti e che sul tema vitello tonnato inventò l'uovo di Colombo, cioè nulla, salvo usare il buon senso. Poi sul tema della copiature (sempre da video) ci sarebbe da capire da dove arrivano e da dove partono i carpioni apparenti , o i ravioli di trippa e gamberi che ho mangiato negli ultimi anni proprio in Piemonte, o il cubo di manzo al limone e caviale , questo all'estero. Certo, poi la differenza la fanno le esecuzioni, questo lo sappiamo e quindi il menù che ci proponi nel commento è molto stuzzicante e siccome do atto alla brigata di Marcello di essere dotata di buona mano, sicuramente il risultato sarà stato degno di buon ricordo. Grazie del tempo che ci hai dedicato. gdf

  • Il Guardiano del Faro22 Aprile 2010

    Nel mio caso non è una critica, solo una constatazione, come nel tuo caso, ma nel tuo caso meno visibile. ;-)

  • nicola cavallaro22 Aprile 2010

    :) con le ore che passiam dentro i nostri ristoranti se non avessimo un contatto sul mondo ...... sai le canne : )

  • rat-fink22 Aprile 2010

    Ciao gdf!...hai ragione su tutto (alcune mie osservazioni erano ovviamente destinate ad altri commentatori)…è semplicemente un approccio diverso! Vi invidio (senza ironia), tutti quanti: riuscite ad andare al ristorante armati di macchina fotografica, notebook (o quadernetti…), pronti a confronti spericolati tra l’interpretazione di Bottura e quella di Scabin o dell’emergente di turno…fate del mangiare una scienza esatta! Io non sono capace. Forse avrei qualcosa da raccontare (nel mio piccolo, oltre a casa nostra ho messo le gambe sotto alcune delle tavole più incredibili del mondo…), ma preferisco non farmi prendere dalle maglie della rete… ahimè questa volta ci sono cascato e quindi provo a concludere! Come avrai rilevato il verbo che ho utilizzato per descrivere l’esperienza è “GODERE”…tutto il resto è fuffa (ovviamente per me!). Come fate a immergervi nell’atmosfera di un ristorante o di un’osteria, a entrare in simbiosi con il cuoco a farvi penetrare (“ooops”) dalle sue creazioni....se con la testa siete già sul vostro blog con foto/analisi/sensazioni/confronti…e cos’altro?...non è più un piacere…non è godere…è un lavoraccio! Gdf, quando finisci un pranzo o una cena…magari pesantemente annebbiato dai fumi dell’alcol e di un buon cubano…a cosa pensi? A cosa dirai alla community? a quanto hai peccato? A quanto starai male domani? A chi te lo ha fatto fare?....o a quanto è stato bello (o brutto)? A quanto hai goduto?...o a come farai a tornare a casa senza che ti ritirino la patente?...risposte diverse…sensibilità diverse… Sono un po’ cazzone…ma vi voglio bene. Se non ci foste…bisognerebbe inventarvi! Un abbraccio da una forchetta un po’ anarchica!...mi torna in mente L’Avvelenata…che adattata potrebbe diventare…”tanto ci sarà sempre lo sapete, un cuoco fallito, un pio, un teorete, un Raspelli,un prete a sparare cazzate”

  • dtrpisis22 Aprile 2010

    nessuno critica lo chef navigatore\cibernauta o lo chef rastaman\showman....anzi...ha ragione chi dice che senza internet il mondo di un cuoco sarebbe fatto di 4 mura,il box doccia e il lettone...allo stesso tempo trovo necessario e indiscutibilmente opportuno tracciare una descrizione a tutto tondo del ristorante e di chi lo governa.questo aiuta chi vuole capire come nasce un concetto di cucina tralasciando se possibile per un secondo il risultato dello stesso.grazie.

  • Lapo22 Aprile 2010

    La Belen ha mollato il crapulone. Interessa a qualcuno?

  • luca22 Aprile 2010

    a me sembra che qualcuno invece di mettere in risalto o in dubbio le capacità di trentini si sia fissato su un'info data da gdf nella recensione...visto che tutte quelle info fanno soltanto da cornice alle descrizioni di piatti ottimamente confezionati (provati il mese scorso) credo sia inutile commentarle senza conoscere la persona in questione. come se andassi sul forum della gazzetta a parlare dei denti di ronaldhino, che c'azzecca??

  • tino22 Aprile 2010

    certo che vi siete fossilizzati con sta storia dei capelli e del computer...e così difficile da far passare questo mio semplice concetto... Lo chef come dice in sig.Cavallaro si può sedere dove vuole, ma essendo il giorno del passaggio di gdf il ristorante tutto pieno mi immagino che il posto ideale dello chef sia il pass... Tutto qui... semplice semplice...nessuna fissa...nessuna fuffa...nessun dubbio di future GODUTE! Per rat-fink. per una persona che critica i recensori con note book e quadernetti hai una bella memoria per snocciolare un menù così lungo...

  • dtrpisis22 Aprile 2010

    bella memoria?asparagi,fragole e fichi freschi d'agosto...ahahah a dicembre!!!sant'abbattitore ai ai...vi prego parliamo di qualita del e dei prodotti...di reintracciabilita della filiera e di come vengono infine servite..portiamo al centro di questa bella discussione i piatti e solo loro oppre parliamo di belen....appero che figliola..ahahah

  • rat-fink23 Aprile 2010

    il solito blah blah blah blah...io non critico, anzi lodo e invidio i bravi recensori: fortunati loro che son capaci! non che sia così desideroso di darti replica, ma come spesso accade si vuol puntualizzare dove non si conosce: da Magorabin, così come in altri ristoranti (ad esempio al Combal.zero per il Menù.Zero al Daniel di N.Y.C....), alla fine della degustazione ti viene gentilmente stampato (e talvolta autografato) il menù...altrimenti col cavolo sarei riuscito a ricordarmi tutto (complice l'alcol...)!

  • rat-fink23 Aprile 2010

    State diventando troppo seriosi...che palle!...Ehi, dtrpisis (che cavolo di nome è?)...lasciamo stare abbattitori filere, rintracciabilità, impiattamenti vari...e passiamo alla prossima sala giochi...cioè al prossimo ristorante! P.S.: concordo comunque con te: provocazione estrema "i fichi freschi d'agosto" il 24 di dicembre...un po' come Belen nuda sotto l'albero di Natale!!!!...o no!).

  • luca23 Aprile 2010

    si si infatti il concetto è passato e stiamo cercando di farti capire che era un commento assolutamente inutile visto che qui si parla di ristoranti (piatti, cucina, ambiente, rapporto qualità prezzo, coccole...insomma quelle cose lì) ;-)

  • dtrpisis25 Aprile 2010

    è il nick dei nick no?lasciando stare abbattitori e filiere,reintracciabilita e soprattutto stagionalita del prodotto,e anche l'impiatto(che in questa recensione dimostra come a volte le seconde linee garantiscano una precisione pari a quella dello stesso chef.)ma stimo o NON stiamo parlando della punta di diamante di torino citta?cosi si fa interessante..con quali realtà mettiamo il magorabin a confronto?e sotto quali canoni?la qualita prezzo?la qualita?il prezzo? grazie per l'attenzione.

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