Monferace en primeur

Le origini e gli studi del Grignolino invecchiato in botte del Monferrato

Quella dello scorso 2 ottobre è stata una giornata di lavori ricca di spunti di riflessione e approfondimenti, che ha visto il coinvolgimento della professoressa Anna Schneider del Cnr – Istituto per la protezione sostenibile delle piante di Torino – Maurizio Petrozziello, ricercatore del Crea di Asti, Mario Ronco, enologo di molte cantine del Monferace, e Mauro Carosso, Ais Piemonte. 

Un convegno didattico, come se ne vedono pochi, che ha messo da un lato la parentela dell’uva Grignolino e, dall’altra, ne ha mostrato dettagliatamente le caratteristiche dal punto di vista aromatico e gustativo, sottolineando come il passaggio il legno influisca su di essi. Passaggio in legno previsto dal disciplinare dell’Associazione: minimo di 40 mesi di cui 24 in botte.

I marker del Monferace

Li ha presentati Petrozzielo, mostrando i risultati della spettrofotometria di massa condotta dai ricercatori del Crea di Asti, che ha evidenziato la presenza nel Grignolino del rotundone, la molecola scoperta 15 anni fa in Syrah australiani, responsabile del sentore di pepe (già noto nei Pelaverga, Corvina, Vespolina, per citare alcuni). E se è vero che “l’affinamento amplia l’intensità e la complessità del vino“, è altrettanto doveroso sottolineare come “siano le scelte di vinificazione ad incidere sulla loro espressività“. Gli assaggi restituiscono nitidamente queste differenze, i periodi di macerazione su tutti, seguiti da tipo di cloni e suoli.

I Monferace si riconoscono per il loro colore rubino trasparente, tendente al granato, per gli aromi floreali di viola, lampone, ribes, ciliegia ma anche note speziate, balsamiche ed erbacee. Anna Schneider, invece, ha svelato che il Grignolino, citato prima del Nebbiolo nel 1249, come Barbesino, è il nipote del noto Nebbiolo e che vanta altri numerosi legami con vitigni presenti nel Nordovest della nostra Penisola.

L’evento Monferace en Primeur, di cui avevamo già scritto qui, si conferma essere un motivo di orgoglio per i produttori dell’Associazione, impegnati nella promozione del loro progetto compatti e in maniera totalmente indipendente.

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