A Catania apre KEBASTARD, il kebab che attraversa il Mediterraneo

Non è l’ennesimo indirizzo dedicato allo street food. E non è nemmeno un locale che prova a nobilitare il kebab rivestendolo di formule gourmet. KEBASTARD, che apre a Catania in piazza Giuseppe Sciuti, parte da un’altra idea: raccontare attraverso uno dei cibi più popolari al mondo una geografia di incontri, migrazioni e contaminazioni che attraversa il Mediterraneo e arriva fino all’Asia e al Messico.

Dietro il progetto ci sono Andrea Graziano, imprenditore catanese noto per avere costruito negli anni un racconto contemporaneo della Sicilia gastronomica, e Abdallah Dadi, tunisino arrivato in Italia da minorenne dopo essere fuggito dal regime di Ben Ali. Oggi i due sono soci in un’iniziativa che trasforma lo spiedo in un linguaggio comune tra culture diverse.

Il menù si muove infatti lungo una traiettoria che unisce doner turco, shawarma levantino, gyros greco e seekh kebab dell’Asia meridionale, ma anche yakitori giapponesi, satay thailandesi e tacos messicani. A tenere insieme il racconto sono pochi elementi essenziali: il fuoco, la brace, lo spiedo e il pane tirato a mano.

Le carni, tutte italiane e certificate halal, vengono lavorate tra griglia e pietra lavica. La Sicilia entra nel progetto senza folklore, attraverso ingredienti e produttori: dallo yogurt di bufala ragusano al sesamo di Ispica, fino all’aglio rosso di Nubia e ai formaggi delle Madonie e degli Iblei.

Anche lo spazio, firmato dall’architetta Fatima Costa, segue la stessa logica. Geometrie mediterranee, riferimenti islamici, materiali industriali e artigianato convivono in un ambiente costruito per stratificazioni culturali più che per appartenenze stilistiche.

Con dodici coperti interni e una trentina all’esterno, KEBASTARD arriva in un momento in cui il kebab sta vivendo una nuova stagione di attenzione internazionale. Qui però il punto non è reinterpretare un classico, ma ricordare che dietro ogni spiedo che gira c’è una storia molto più lunga del singolo piatto: quella di popoli che viaggiano, si incontrano e lasciano tracce gli uni negli altri.

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