Il nostro addio a Roberto Mostini

Figura imprescindibile per il giornalismo enogastronomico italiano, Roberto Mostini è stato anche il co-fondatore del sito che state ora leggendo, il nostro Passione Gourmet. Apprezzato tanto per l’eleganza della scrittura e la competenza critica, quanto per il registro sottile e talvolta caustico che non risparmiava niente e nessuno, attraverso un indefesso lavoro di pensiero, prima ancora che di scrittura, ha contribuito a costruire il gusto dell’Italia contemporanea, cui “il guardiano del faro“, così era conosciuto, ha lavorato per tutta una vita. Una vita sempre in prima linea, il cui peso critico risiedeva nella credibilità e nella capacità di coniugare, come pochi altri, acume narrativo e rigore professionale. Ecco il nostro ricordo in sua memoria.

Alberto Cauzzi

Ho conosciuto Roberto nel 2003, l’occasione era di costruire assieme la cantina di mia figlia Emma. E credo di aver trovato sin da subito sintonia quando gli dissi : “Il progetto è quello di costruire la cantina a Emma, poi dopo il compimento del diciottesimo si stapperà assieme a chi mi ha aiutato”. Lui rispose ” Il progetto mi piace”. E così diventammo amici. Roberto mi h insegnato molto, sono epiche le molteplici discussioni che abbiamo avuto, che ci allontanavano per qualche tempo, ma che poi non facevamo a meno di annullare, perché ci volevamo bene. Con lui ho perso in parte un maestro, in parte un amico. Ci mancherai, anche con il tuo sarcasmo.

Roberto Bentivegna

Il suo libro (“I vini francesi del Guardiano del Faro”) fa bella mostra di sé nella mia libreria: ogni tanto mi ci cade l’occhio e mi piace sfogliarlo, leggere qualche riga. E il ricordo va agli anni più ruggenti della critica che correva sulla rete: dalla guida su TuttoTurismo, alla nascita di Passione Gourmet, passando per tante stupende cene in giro per l’Europa. C’era tanto fermento e voglia di fare, in molte di queste tappe Roberto era con noi, col suo modo di essere, pacato ma tagliente come una lama, un reazionario della cucina e del vino, forse poco aperto alle avanguardie ma decisamente di una competenza e di una capacità fuori dal comune. Parte della mia crescita come appassionato di cibo e vino la devo a lui, indiscutibilmente. Questo indirizzo web sarà sempre un po’ casa sua, perché ha lasciato uno di quei segni che non si cancellano facilmente. Buon viaggio Guardiano.

Claudio Persichella

C’è un mondo con e uno senza il Guardiano del faro. Questo perché senza dubbio Roberto Mostini ha rappresentato figura divisiva dotato com’era di  personalità poco incline a compromessi e verità di comodo. Personalità che, al pari di una indubbia e strutturata competenza in materia enologica in primis e gastronomica ha contribuito nel tempo alla creazione di una figura affascinante agli occhi di molti appassionati. Noi che lo abbiamo conosciuto, sia pur per un breve tratto di strada stante anche la complessità della sua indole, non possiamo, malinconicamente vista la sua prematura dipartita, non riconoscere e non ricordare la brillantezza e l’acutezza intellettuale che lo portava anche, generosamente, a tracciare giudizi a volte tranchant ma sempre sinceri e motivati. Queste doti, ancor più che le sue conoscenze, sono quelle che mancano e ci mancano in un ambiente di superficialità e conformismo dilaganti. Ti sia lieve la terra Guardiano.

Carlo Cappelletti

Sembra un secolo fa quando incontrai Roberto per la prima volta, al Palma di Alassio, in compagnia del Cauzzi e di un Les Narvaux di una Madame della quale, all’epoca, colpevolmente o incolpevolmente, non avevo bevuto ancora nulla. Fra i pochissimi, all’epoca, a poter parlare con competenza di cucina, di sala e di cantina, Roberto non è stato banale un minuto della sua vita e non lo fu quel giorno, sostenuto da quel carisma che nelle giornate buone gli donava uno charme con pochi eguali. In una grigia giornata di novembre mi trovai ad affrontare, del tutto inaspettatamente, uno dei giorni più difficili della mia vita familiare a tavola insieme ai suoi genitori e a Marzia e, fosse solo i bei ricordi che riesco a mantenere di quel pranzo, son certo che Roberto non sia passato invano da queste parti. 

Antonello Sgobba

Non ci siamo mai incontrati di persona, ma ho avuto la fortuna di leggere molto del Guardiano del Faro a partire dalle recensioni su Passione Gourmet per finire ai racconti di Armadillo Bar. E poi tutti i racconti di chi ha avuto il piacere di condividere con lui la tavola e i grandi vini d’Oltralpe. Che il pensiero l’accompagni con affetto Guardiano!

Le foto le abbiamo rubate all’amico comune Luciano Pignataro

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