Passione Gourmet Locanda del Colonnello, Chef Francesco Mineo, Modica - Passione Gourmet

Locanda del Colonnello

Ristorante
vico Biscari 6, Modica Alta (RG)
Chef Francesco Mineo
Recensito da Alberto Cauzzi

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

  • Cucina ad alto tasso di fermento.
  • Prezzi da encomio.
  • Carta dei vini interessante, con particolare predilezione per i vini naturali.

Difetti

  • Il parcheggio, difficile da trovare in zona.
  • Alcune delle referenze dei vini in carta, troppo evolute.
Visitato il 10-2019

L’anima creativa di Modica

Francesco Mineo è cuoco giovane di grande talento e sensibilità: durante la nostra precedente visita, datata 2017, avevamo intravisto queste potenzialità nonché una qualità non facile da riscontrare nella categoria: un profondo senso del gusto. Aspetto, questo, apparentemente scontato, se volete banale, ma per nulla ovvio. In occasione di quella visita, spinti dalla voglia di valorizzare il cuoco, abbiamo optato per una tri-cipollata investitura. Anche per i prezzi, davvero da encomio.

Oggi, invece, con anche la possibilità di usufruire di un menù a mano libera (prenotabile su richiesta), l’anima gourmet di questo giovane cuoco è uscita in maniera così dirompente che non potevamo esimerci dal valutarlo per la sua caratura. Per noi, semplicemente il miglior ristorante di Modica, in un palazzo austero e di charme nella parte più vera e più intensa della città.

La pasta cotta in acqua di pomodoro e finita con contrappunti fenici (che richiamano anche la triglia a crudo) e aromatico-acidi è un piatto da fondo scala: acido, persistente, con il tocco della polvere di cipolla, davvero intrigante, così come il successivo fusilli con trippa e burro affumicato, che con la nota d’aglio e di sale in evidenza allungano il tartufo autoctono di Palazzolo Acreide.

Opera d’arte lo shabu shabu di cavallo, con il brodo di melanzana affumicata in cui intingere la preparazione, che rifinisce con la nota tannico-amara, seppur elegante, il piatto. Stupendo il midollo e gambero, con la foglia di senape selvatica a richiamare il wasabi giapponese più intenso.

Dolci ottimi, in particolare la fantastica rivisitazione del Buccellato palermitano (terra di origini dello chef) che troviamo finanche superiore, e poche volte ciò accade, alla versione originale.

Completa la caratura del ristorante il maître sommelier Mattia Lorenzo, giovane, bravissimo e super-presente.

La galleria fotografica:

2 Commenti.

  • Leonardo Federighi3 Dicembre 2019

    Dopo aver letto e visto foto la voglia e l entusiasmo di provare a vivere l emozioni che questi piatti provocano e incontenibile spero di riuscirci presto.... Continuate così 😀

  • Vis3 Dicembre 2019

    Non ho capito cosa si intende con "referenze troppo evolute"

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