Passione Gourmet Chateau Musar 2001 - Passione Gourmet

Chateau Musar 2001

di Orazio Vagnozzi

L’esito del tempo

Valle della Bekaa libanese. Là, 24 chilometri a nord di Beirut dove si incontrano alcune delle più antiche testimonianze della produzione vitivinicola, il nativo francese Gaston Hochar fonda la cantina Chateau Musar. Era il 1930, tempo in cui Gaston tirava le somme dei suoi numerosi viaggi in Bordeaux e, ispirato da essi, maturava la convinzione che le condizioni climatiche e la composizione dei terreni in Libano avrebbero permesso di produrre vini altrettanto importanti. Oggi i suoi vini sono apprezzati in tutto il mondo.

Come spesso succede nei grandi imperi, la conduzione dell’azienda attraversa le generazioni passando di padre in figlio. Nel 1959 fu Serge, figlio di Gaston, a prendere in mano le redini della cantina. Un ingegnere convertito all’enologia, che ha condotto la storia aziendale fino al 2014 – data della sua scomparsa – coadiuvato dal fratello Roland. Gli anni più recenti vedono alla guida i figli di Serge, Gaston e Marc, che, insieme al cugino Ralph, incarnano attualmente la realtà di Chateau Musar.

Dal suolo calcareo e ghiaioso a 1000 m sopra il livello del mare, i 180 ettari di vigneti di Chateau Musar producono uve di alta qualità, definite nelle loro caratteristiche dall’aria fresca di montagna, dal sole che splende tutto l’anno e dalla mitezza di una temperatura media che si aggira intorno ai 25°C.

Precursore della certificazione biologica in Libano, Chateau Musar produce vini genuini, longevi, di grande personalità ed eleganza ottenuti da cabernet sauvignon, carignan, cinsault e grenache per i rossi e obaideh e merwah – simili allo chardonnay e al sémillon – per i bianchi.

Ogni tipo di prodotto chimico è bandito dalla vigna, per preservare le doti naturali delle uve che vengono raccolte manualmente tra agosto e ottobre. In cantina la fermentazione avviene spontaneamente, senza l’utilizzo di alcun additivo e senza filtraggi.

Per la vinificazione dello Chateau Musar Rosso, i singoli vitigni fermentano separatamente in vasche di cemento a temperature inferiori a 30 gradi. Sei mesi dopo la vendemmia, le partite di vino vengono trasferite in barrique francesi provenienti da Nevers, dove affinano per circa un anno.

Due anni dopo la vendemmia avviene l’assemblaggio e il vino così ottenuto viene posto nuovamente nelle vasche di cemento per un ulteriore periodo di affinamento di un altro anno. Segue, quindi, l’ imbottigliamento e, dopo quattro anni di maturazione in bottiglia, viene rilasciato per la vendita. In totale, sette anni dopo la vendemmia. Un percorso evolutivo che valorizza ogni minimo cambiamento del vino nel tempo, rendendo le vecchie annate di Chateau Musar una sorpresa sempre nuova.

Noi abbiamo assaggiato Chateau Musar 2001. Il colore è rosso rubino carico con luminosi riflessi granati. Il naso è complesso di confettura di more, ribes nero, olive nere, scatola di sigari, cuoio e cioccolato, su un piacevole sottofondo affumicato. L’attacco è morbido ma sostenuto da una buona acidità, a dare un vino equilibrato ed elegante dal tannino dolce e vellutato. Il finale lunghissimo lascia un piacevole retrogusto di cioccolato. Dopo 18 anni, ci troviamo in presenza di un vino in perfetta forma che, rispetto ad altre annate più longeve, ha forse raggiunto il suo apice.

 

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