Passione Gourmet Concettina ai Tre Santi - Menù Degustazione - Passione Gourmet

Concettina ai Tre Santi – Menù Degustazione

Ristorante
Via Arena della Sanità 7 Bis, Napoli
Chef Ciro Oliva
Recensito da Alessandro Pellegri

Valutazione

16/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • In termini gastronomici, il miglior ristorante tradizionale di Napoli.
  • L’idea di pizza più vicina all’alta cucina.
  • Il rapporto qualità prezzo, assolutamente favorevole.
  • La carta dei vini, più vicina a quella di un ristorante che a quella di una pizzeria.

Difetti

  • La costante e corposa coda, a tratti disincentivante.
  • La possibilità di fare il menù degustazione dipende dalla volontà del pizzaiolo.
Visitato il 03-2019

La rivoluzione comincia dal Rione Sanità

Ciro Oliva sta riscrivendo il codice genetico del pizzaiolo. La sua ricerca sugli ingredienti, le speculazioni intorno allo scibile commestibile e soprattutto intorno al mondo dei lievitati – non solo pizza, dunque – è il lavoro di uno chef, più che di un pizzaiolo, nonché la simbiosi finalmente realizzata tra pizza napoletana e ambizioni gourmet, che amministra mediante concentrazioni ben gestite, accostamenti estrosi ma sempre pertinenti, ingredienti di qualità altissima che spaziano a 360° sul territorio campano, più qualche intelligente forestierismo. Tutto questo, nel religioso rispetto della tradizione, tant’è che la sua pizza “normale” – quella scelta in carta – può legittimamente considerarsi uno degli emblemi più rappresentativi della pizza napoletana tout court.

Una pizzeria che occhieggia a un ristorante…

Qui, è proprio il menu degustazione, ovvero la sintassi o, se preferite, la successione delle portate, ad acquisire una dimensione semantica particolare, a consegnare all’ospite una chiave di lettura – in estrema sintesi la sensazione di trovarsi in un ristorante di alta cucina, più che in una pizzeria – che, altrimenti non avrebbe. Per tutti questi motivi, ed esclusivamente per questo menu, ci sembrano decisamente più appropriati i parametri di valutazione della tavola di cucina classica, più che della pizzeria, di cui vi abbiamo già raccontato. 

A concorrere a questo disegno, l’ambiente, che è sì accogliente e giustamente verace come ci si aspetta da quella che resta, comunque, una pizzeria di Napoli, ma anche il gusto ricercato della mise en place, i poggiaposate, i piatti decorati a mano e i calici per la degustazione. E se il livello dell’esperienza in sala si innalza è anche grazie al sommelier Emanuele Labagnara, talentuoso e smaliziato nell’approccio con il cliente, e grazie alla sua carta dei vini – molto interessante non solo se parametrata al livello di una pizzeria – ove è possibile trovare svariate etichette di pregio o di nicchia.

…uno dei migliori di Napoli, per giunta.

Quanto alla cucina, essa rappresenta la conciliazione fecondissima tra il popolare e il nobile, l’alto e il basso, l’aristocratico e il volgare. Ne è un esempio la Pizza fritta con ricotta di bufala, alga disidratata, ricciola affumicata, pepe nero e zeste di arancia e, con la sua anima, tanto verace e gustosa quanto colta e fine, somiglia in tutto e per tutto al personale che popola questa sala, giovanissima ma erudita, zelante nonché esclusivamente composta da abitanti del quartiere. 

Perché un ristorante come questo, ops, scusate, una pizzeria, Ciro Oliva l’ha fatto diventare anche un’occasione di riscatto sociale, nonché una formula di riqualificazione che, come un circolo virtuoso,  sta dilagando su tutto il tessuto urbano del Rione Sanità. E scusate se è poco.
La valutazione è dunque parimenti mutuata dai ristoranti – ed è elevata – anche e soprattutto perché abbiamo in passato premiato il miglior taglio di Kobe, la miglior fritturail miglior Cheviche e quindi, perché mai non farlo con la Pizza, nostro patrimonio indiscutibile?

In alto i calici, dunque, a questa irriverente, teatrale e coltissima rivoluzione!

La Galleria Fotografica:

2 Commenti.

  • Gianluca Colombo21 Aprile 2019

    Esperienza mitica. Indimenticabile.

  • Vinicio Carrocci16 Aprile 2019

    Testimone diretto...ho festeggiato il mio 66° compleanno tra le prelibatezze e lo champagne sapientemente scelto dal Sommelier Emanuele.... circondato dalla mia Famiglia e Amici. Marzo 2019

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