Passione Gourmet Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok - Passione Gourmet

Issaya Siamese Club

Ristorante
4 Soi Sri Aksorn, Chua Ploeng Road, Sathorn, Bangkok
Chef Ian Kittichai
Recensito da Leonardo Casaleno

Valutazione

15/20

Pregi

  • Un'autentica cucina thai in cui la tecnica moderna è al servizio della tradizione.
  • Il rapporto qualità/prezzo favorevole.

Difetti

  • Gli elevati ricarichi delle bottiglie.
Visitato il 08-2014

La cucina thai è una continua scoperta.
Già lo street food di questi luoghi ha un fascino incredibile: difficile distogliere l’attenzione dall’operato dei mille cucinieri ambulanti che ogni giorno, in ogni angolo di Bangkok, tramandano la secolare tradizione gastronomica locale nella quotidianità cittadina dei giorni nostri.
Mangiare, poi, in un ristorante thailandese da queste parti ha comunque il suo fascino e, soprattutto, contribuisce a cambiare la percezione che si ha, in occidente, di questo cibo e dell’intera cultura gastronomica locale, profonda e vasta come poche altre.
E’ davvero difficile trovare alle nostre latitudini un ristorante etnico di cucina thai capace di reggere il confronto e competere con gli standard qualitativi dei migliori ristoranti tradizionali di Bangkok.
A partire, in primis, dalla qualità della materia prima –difficilmente reperibile oltre i confini asiatici– che, anche quando si tratta di primizie, ha un prezzo irrisorio rispetto a quanto siamo abituati a pagare in Italia o in Europa.
Ian Kittichai, al secolo Pongtawat Chalermkittichai, è un celebre chef/ristoratore thailandese di fama internazionale, una star televisiva che partecipa a famosi format dedicati al cibo dal 2001.
E’ il proprietario di una costellazione di ristoranti dislocati tra Bangkok, Mumbai, New York e Barcellona e nel 2011 ha aperto il suo quartier generale proprio a Bangkok, pensando ad elaborare un menù incentrato sulle reminiscenze della propria giovinezza, con una personale reinterpretazione dei più famosi piatti della cultura gastronomica locale.
Il ristorante Issaya, che in thailandese antico significa “stagione della pioggia”, è ubicato nel Siamese Club, un tempo circolo ricreativo di una scuola, fascinosa ed amena villa coloniale dallo stile indo-portoghese risalente agli anni venti. Una location nascosta, come per quasi tutti i ristoranti ospitati fuori dai grandi alberghi di Bangkok, in un giardino tropicale tra la sopraelevata e le baraccopoli cittadine, in verità, in pieno centro città.
Kittichai ha una bellissima storia da raccontare e lo fa direttamente con i suoi piatti.
Prima della consacrazione nell’empireo dei ristoranti “di lusso” della capitale e dell’acclamato ingresso nella lista degli Asia’s 50 Best Restaurants 2014 (sezione asiatica della più famosa lista mondiale della San Pellegrino), ha superato una dura gavetta, partendo dall’affascinante cultura del cibo da strada che ha apprezzato nella sua interezza anche dopo il diploma presso la culinary school sotto l’insegnamento della madre. Successivamente, i trascorsi in Australia e nelle cucine del Four Seasons a Bangkok come executive chef gli hanno permesso di fare un importante salto di qualità e distinguersi da numerosi cuochi connazionali.
Tanta qualità che emerge integralmente dai piatti assaggiati, in cui il tocco tecnico (occidentale) e creativo, frutto delle citate esperienze internazionali, è finalizzato a perfezionare ed ingentilire le ricette della tradizione locale. Spazio, pertanto, a lente cotture, spadellate rapide e tutto ciò cui siamo abituati e che è diametralmente opposto alle abitudini dei thailandesi i quali, normalmente, per necessità di sterilizzare il cibo per strada, cucinano a temperature elevatissime e prolungate alcuni ingredienti sfibrandone la consistenza.
Il risultato è un ricordo limpido di una esperienza originale tra sapori e profumi autentici che fanno venir voglia di tornare.
Il tutto con il surplus di un ambiente molto rilassante impreziosito da un servizio efficientissimo e di estrema gentilezza.

Nonostante la lista del beverage presenti una accurata selezione di bollicine, vini bianchi e rossi da tutto il Mondo (Italia inclusa), i ricarichi non sono certo d’aiuto. E’ quasi d’obbligo, pertanto, accontentarsi di cocktail a base di frutta fresca, molto molto buoni, che si riveleranno i futuri compagni di viaggio anche in altre tavole.
Partenza soft ma, considerata l’elevata umidità della serata, rinfrescante: succo ghiacciato di anguria e limone.
beverage, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Passando poi all’ottimo “Issaya Mocktail” a base di tè freddo ai fiori di sambuco, essenza di cetriolo e granatina.
cocktail, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Vista la frequentazione internazionale, l’impostazione del ristorante è occidentale. C’è la possibilità di scegliere due menu degustazione al conveniente prezzo di 1500 e 1800 bath (circa 35 e 42 euro) al quale vanno aggiunti, come in tutte le tavole della Thailandia, il 10% per il servizio e il 7% di IVA.
La prima nostra scelta ricade su uno dei cavalli di battaglia del locale: “Yum Hua Plee”, ovvero insalata di fiori di banana e cuore di palma con cipollotti croccanti e arachidi saltati con marmellata di chili. Piatto profumatissimo, fresco, con differenti consistenze e tonalità agrodolci.
Yum Haua Plee, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Complessivamente elegante la “Dtomklong Talay”, una zuppa al lemongrass aromatizzata al tamarindo con pescato del giorno, scalogno grigliato e peperoncini fritti.
Dtomklong Talay, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
I “Goong Pad Char” sono degli ottimi tiger prawns (mazzancolle) in salsa leggermente piccante al basilico sacro (profumatissimo basilico locale) che ha, tra gli altri, un retrogusto di liquirizia che si sposa alla grande con la freschissima materia prima ittica.
gong pad Char, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Curato anche sotto l’aspetto scenico il “Kradook Moo Aob Sauce”. Goduriose costine di maialino glassate con una salsa al chili fatta in casa, che si materializzano fumanti su una piccola griglia. Piacevole il grado di piccantezza. La carne è davvero succulenta.
Kradook Moo, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Come il “Mussamun Gae”: stinco di agnello disossato al Mussamun curry con cetrioli. La riuscita dei piatti di carne è superiore al resto.
mussamun gae, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Sticky rice di accompagnamento.
sticky rice, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Si rivelerà banale soltanto nella presentazione la “Kanom dokmali”,
pregevolissima panna cotta ai fiori di gelsomino, il cui profumo resta persistente dalla prima all’ultima cucchiaiata. Viene accompagnato da un gelato al gelsomino e frutta di stagione.
panna cotta, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Uno dei tavoli.
tavolo, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Rilassanti salette.
salette, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Scongiurando monsoni..
Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok
Il colorato bancone del bar.
bancone, Issaya Siamese Club, Chef Ian Kittichai, Bangkok

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