Passione Gourmet Erba Brusca, Chef Alice Delcourt, Milano - Passione Gourmet

Erba Brusca

Ristorante
Alzaia Naviglio Pavese 286, Milano
Chef Alice Delcourt
Recensito da Giovanni Gagliardi

Valutazione

13/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Cucina leggera e tecnicamente ben eseguita, a prezzi umani

Difetti

  • Qualche sorriso in più in sala non guasterebbe
Visitato il 11-2013

Erba Brusca, Chef Alice Delcourt, Milano

Ha aperto da poco più di due anni, il “ristorante con orto” voluto da Alice Delcourt e dal gruppo di ristoratori già artefice delle fortune del Ratanà e si è già conquistato un posto d’onore sulla piazza milanese. Grande visibilità mediatica, buoni riconoscimenti sulle guide e larga eco tra il popolo dei gourmet. Insomma, un successo.
E la cosa non stupisce più di tanto dal momento che questo piccolo locale sul Naviglio Pavese ha con grande intelligenza fatto propri alcuni temi vincenti nel mondo della gastronomia dei nostri giorni.
A partire dal famoso chilometro zero. Che qui è declinato all’ennesima potenza dal momento che alle spalle del ristorante c’è l’orto. Dove Alice Delcourt, sulla scia di Michelle Obama, coltiva molte delle erbe aromatiche e degli ortaggi utilizzati in cucina. Scelta intelligente, biologica, che indubbiamente piace e riscuote consensi.
Ma Erba Brusca si distingue anche per una certa essenzialità, una attitudine spartana che, si sa, in tempi di crisi non fa mai male. Il locale non è bellissimo (soprattutto durante la stagione invernale in cui non si può godere del dehors che dà sull’orto), le tovagliette sono di carta, qualche tavolo è davvero sacrificato, in bagno non abbiamo trovato l’asciugamani e in sala si marcia ma non si dispensano grandi sorrisi.
Insomma, qui si viene essenzialmente per godere della cucina della Delcourt e per spendere il giusto. Ed è inutile sottolineare come a Milano offrire buona cucina a prezzi umani sia una mossa vincente.
E la cucina della Delcourt è buona anche se non ci sembra dare pieno spazio alla concentrazione dei sapori.
Territorialmente non incardinata in binari ben definiti – d’altra parte la chef è francese, di madre inglese e con un vissuto a stelle e strisce – la cucina di Erba Brusca è cucina globale. Accanto ai buoni prodotti dell’orto, infatti, la chef propone con successo preparazioni e ingredienti non proprio a chilometro zero come il buon tonno Bonito che abbiamo gustato in una riuscita versione Tataki.
In linea generale si fa apprezzare la grande attenzione alla stagionalità dei prodotti, e una bella leggerezza di fondo anche quando si affrontano piatti ricchi come il Risotto crema di rucola e lardo. Tecnicamente la cuoca c’è, niente da dire e la cena risulta assolutamente gradevole. Nessun piatto (fatta eccezione per il pre-dessert) denota errori di esecuzione o concezione.
Forse quello che manca è il piatto del KO, quello che non dimentichi, quello che fa la differenza. Ma in fondo poco importa.
Insomma, siamo di fronte ad un ristorante che mantiene quello che promette: una cucina buona e leggera, tecnicamente valida, in un ambiente easy e con un conto umano. A Milano.
Un posto in cui si ritorna.
Ad Majora

Tataki di Bonito con capperi, pompelmo e panna acida all’erba cipollina.
tataki, Erba Brusca, Chef Alice Delcourt, Milano
Molto buona l’Insalata di puntarelle alla romana con uovo poché.
insalata di puntarelle, Erba Brusca, Chef Alice Delcourt, Milano
Vellutata di cavolfiore con saba ed erba brusca.
vellutata di cavolfiore, Erba Brusca, Chef Alice Delcourt, Milano
Risotto con pesto di rucola e lardo.
risotto con pesto di rucola e lardo, Erba Brusca, Chef Alice Delcourt, Milano
Piccione al forno con purea di sedano rapa e mele. Il piatto migliore.
piccione al forno, Erba Brusca, Chef Alice Delcourt, Milano
Crema di crescenza con fichi
520
Tarte tatin di mele con panna acida.
tarte tatin di mele con panna acida, Erba Brusca, Chef Alice Delcourt, Milano
Parfait al cioccolato con olio d’oliva e fleur de sel.
parfait al cioccolato, Erba Brusca, Chef Alice Delcourt, Milano

2 Commenti.

  • Piermario13 Febbraio 2014

    Propongo una moratoria internazionale di qualche anno sull'uovo poché :-)

  • Giovanni13 Febbraio 2014

    segnalo che chi come me vi legge attraverso feed rss riceve correttamente il testo dell'articolo ma non il titolo contenente l'indirizzo e la votazione, a mio avviso sarebbe opportuno ripetere in calce all'articolo almeno l'indirizzo del locale

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