Passione Gourmet Ristorante La Gallina, Chef Massimo Mentasti, Gavi (AL), di Luca Canessa.

La Gallina

Ristorante
frazione Monterotondo 56, Gavi (AL)
Chef Massimo Mentasti
Recensito da Presidente

Valutazione

14/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Una buona tavola in un'oasi di tranquillità

Difetti

  • Troppa approssimazione nell'esecuzione dei piatti
Visitato il 04-2013

La Gallina è il ristorante dell’affascinante Ostelliere, bellissimo albergo quattro stelle in stile campagnard ospitato in un complesso colonico del ‘700. Sapientemente ristrutturato dalla famiglia Moccagatta, produttrice di vini fra i più conosciuti ed interessanti della zona, e splendidamente integrato fra le colline e le vigne della frazione di Monterotondo di Gavi, offre camere moderne e ogni comfort in un’atmosfera piacevole e rilassante.
Da circa cinque anni la guida della cucina è affidata a Massimo Mentasti, cuocone neanche trentenne di origine Varesina di cui si parla poco, la cui mano privilegia soprattutto l’aspetto goloso dei piatti, tutti estremamente ricchi e opulenti a scapito, in taluni casi, della finezza e della pulizia dei sapori.
La matrice è prettamente tradizionale e saldamente ancorata al territorio circostante, senza disdegnare però qualche incursione nel delicato mondo della cucina moderaramente creativa.
Il nostro pranzo è stato nel complesso piacevole anche se, in qualche caso, abbiamo riscontrato errori di esecuzione dovuti probabilmente ad un attimo di disattenzione, oppure all’imbarazzo del pienone domenicale. Ad esempio nella pur golosa lasagna con polpette, melanzane e mozzarella è finito senz’altro qualche giro di pepe di troppo con conseguente prosciugamento immediato della bottiglia dell’acqua, mentre la pur buona costata di fassone ci è stata servita con una cottura non proprio ottimale, risultando piuttosto molliccia al palato e difficile da scaloppare per il volenteroso maître.
Giovane e motivata ci è parsa la brigata di sala, che è riuscita nella non facile impresa di gestire senza affanni i non pochi coperti, composti da una clientela molto eterogenea per tipologia ed età, con una significativa presenza di bimbi sempre difficili da gestire al ristorante.
Interessante la carta dei vini incentrata esclusivamente sul Piemonte con massima attenzione riservata ai vini locali e, unica concessione extra regionale, per gli Champagne.
Crediamo che la cucina di Mentasti, sia già ad oggi, una delle più interessanti della zona, ma abbia ancora discreti margini di miglioramento sia sul piano della proposta, oggi fin troppo scolastica, ma soprattutto sul piano della realizzazione dei piatti.

Pane e pancetta fatti in casa ed il simbolo del locale.

Pane e focaccia.

Il burro e l’olio in accompagnamento.

Carpaccio di fassone al the e ghiotti pensieri piemontesi.

Uovo in camicia, carciofi e robiola: gustoso e goloso come promette, un piatto emblematico di questa cucina.

Lasagna croccante con polpette, melanzane, mozzarella, pomodoro… anche questo praticamente un piatto unico, esagerato… peccato per il pepe.

Costata di fassone, salsa bernaise, maionese, verdure.



Gelato fiordilatte e i suoi divertimenti: confettura di fichi, cioccolato, amaretto, caramello.


Bunet tradizionale.

L’ottima Bigolla di Walter Massa.

2 Commenti.

  • andrea31 Maggio 2013

    peccato perchè se non hai le atrezzature adeguate con il sottovuoto fai miracoli anche con le costate...

  • TMC22 Maggio 2013

    Ottima recensione,la costata secondo me ha sobbollito un po sulla piastra, per poi essere portata a temperatura e terminata la cottura con la reazione di Maillard,quello potrebbe essere il motivo del non riuscirla a scaloppare, impedendo evaporazione dell acqua.In ogni caso bel posto a me pur non essendoci stato, dalle foto, mi piace. TMC

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