Pinot nero, eclettico trasformista
Sto riflettendo su cosa sia ancora possibile aggiungere sulla Borgogna che non sia già stato citato e scritto. La risposta è: nulla, eppure l’obbligo di provarci risiede nell’eccezionalità del momento, della serata, della bottiglia. Mi trovo al cospetto di un monumento enologico, un Grand Cru la cui rarità si veste di esclusività aristocratica: il Bonnes Mares, situato a cavallo dei comuni di Chambolle-Musigny e Morey-Saint-Denis, prodotto da Domaine Comte Georges de Vogüé, proposto in una Magnum Réserve Numérotée, una testimonianza tangibile dell’annata eccezionale 2015.
Un’esperienza che trascende la mera degustazione per elevarsi a un atto di venerazione, di adorazione
Per quello che mi compete ha avuto la fortuna di memorizzare mentalmente, di incidere come sul vinile, tutti questi meravigliosi vini, passando da comune a comune, da Climats a Climats, da Grand Cru a Grand Cru, di annate differenti e di produttori differenti passando da Corton fino a Marsannay e di poter scegliere quale sia il luogo dove il Pinot nero, eclettico trasformista, dà quelle sfumature che sono la quintessenza.

Personalmente il mio ombelico del mondo sul Pinot nero risiede nel villaggio di Vosne-Romanée. Tralasciando i suoi celebrati Grand Cru, sarebbe troppo facile, è nei suoi Premier Cru che ho riscontrano le massime emozioni gustative. Qui, il timbro olfattivo è di una finezza impalpabile, una carezza che evoca il sottobosco, le fragoline selvatiche, i lamponi e le roselline appena schiuse, per poi evolvere in echi di mercati di spezie orientali fra pepi, paprike, resine, vaniglia, zenzero
Lo zenzero (Zingiber officinale Roscoe, 1807) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell'Estremo Oriente. Coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie... Leggi, curry
Con il termine curry in italiano si intende una varietà di miscele di spezie pestate nel mortaio, in uso principalmente nel sud-est asiatico. Le spezie utilizzate possono variare notevolmente e, a seconda di quelle dominanti, possono cambiare il colore e la piccantezza della miscela. In India l'equivalente italiano della parola curry è masala, del quale ne esistono decine di varietà,... Leggi, incenso.
I tannini sono disegnati con precisione chirurgica, sopraffini, mai opulenti, ma setosi, che si fondono con una freschezza vibrante e una salinità minerale di rara persistenza. Premier Cru come Les Suchots, Cros Parantoux, Aux Brûlées o Clos des Réas manifestano l’anima più femminile, speziata ed elegante del Pinot Noir, ponendosi personalmente come inevitabili termini di confronto.

Il Bonnes Mares rappresenta un volto molto differente. La veste cromatica è densa, impenetrabile ma di una brillantezza profonda. Al naso è scuro, compresso, sprigionando un bouquet di ciliegia nera surmatura, mora, cassis e confettura di mirtilli. Lo spettro speziato si sposta verso il ginepro, il pepe nero, la liquirizia, il cioccolato fondente e sentori di mentuccia selvatica, violetta, con un sottile richiamo a muschio, cuoio e tartufo nero. Qui, la complessità non è sussurrata, ma urlata con forza e densità.
Ma è al palato che si gioca la vera partita di potere. Si manifesta una compressione materica, una struttura potente e corpulenta, una densità che lo rende più muscoloso e meno etereo rispetto al cugino di Chambolle, il Musigny. I tannini sono robusti, virili, ma cesellati, lontano da ogni rusticità, perfettamente integrati nella ricchezza del frutto. L’eccellente acidità vibrante funge da contrappeso a questa potenza estrattiva, garantendo un allungo potenziale negli anni che si preannuncia notevole.
Dopo un’ora dall’apertura il vino si è ammorbidito, acquisendo una sfumatura più seducente. Tuttavia, questa compressione e densità intercettano la preferenza di chi cerca la potenza e l’eternità nel tempo. La natura e l’arte enologica, quando lavorano insieme, generano queste meraviglie nel calice.
Chambolle-Musigny è un comune di contrasti, ospitando due Grand Cru che ne marcano gli estremi. Musigny Grand Cru: Universalmente riconosciuto come il Grand Cru femminile di Chambolle-Musigny. Esprime un’eleganza, una finezza e una profondità quasi spirituale, favorito da suoli generalmente sottili, ricchi di calcare e ghiaia calcarea nelle sezioni superiori. Bonnes Mares Grand Cru un’espressione più potente e virile. La sua forza affonda nelle marne più argillose e talvolta ferruginose (con le loro tonalità rosse), suoli più profondi rispetto al Musigny.
Questo Bonnes Mares, icona assoluta tra i grandi vini del mondo, rimarrà per anni un punto di riferimento per la faccia densa e compressa del Pinot noir. Concludo con un grande sorriso e un pensiero alla genialità di chi ha scelto di omettere il nome del vitigno in etichetta, lasciando solo l’indicazione del luogo. Il Pinot noir, così grande, si trasforma con una semplicità e naturalezza sconvolgenti.

















