Passione Gourmet Langosteria Cucina - Passione Gourmet

Langosteria Cucina

Ristorante
via Savona 10, 20144 Milano (MI)
Chef Denis Pedron
Recensito da Leonardo Casaleno

Valutazione

16/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • La qualità della materia prima, un benchmark a Milano.
  • La carta dei vini, vasta, varia e profonda.

Difetti

  • I tavoli ravvicinati che non consentono di avere sufficiente privacy tra i commensali.
  • I ricarichi importanti sui vini.
  • Il costo dell'esperienza complessiva è molto alto.
Visitato il 02-2022

L’ultima insegna top gamma del Gruppo Langosteria

Era il 2007 quando Enrico Buonocore aprì la Langosteria 10, in via Savona, al medesimo numero civico. Dopo quasi vent’anni quel piccolo bistrot in stile parigino ha avuto una stupefacente mutazione trasformandosi al contempo in una delle più autorevoli insegne del panorama della ristorazione cittadina (e non solo) nonché in una florida azienda capace di perseguire, col tempo, inaspettati traguardi, e fissarsi obiettivi per ulteriori margini di miglioramento.

Oggi il gruppo Langosteria conta ben sei insegne (di cui quattro a Milano, una a Paraggi e una a Parigi), tutte di grandissima affidabilità e piccole – ma tutt’altro che irrilevanti – differenze tra loro. L’ultimo nato, Cucina, a nostro avviso il progetto più ambizioso, condivide le stesse mura dell’insegna ammiraglia.

Gli ambienti, dai torni scuri, hanno luci soffuse e tavoli ravvicinati. A differenza degli altri locali, qui non si fanno doppi turni e vengono serviti piatti di nuova concezione che, in un secondo momento, troveranno spazio anche negli altri ristoranti del gruppo.

Piatti pensati per essere condivisi e crudi eccezionali

La brigata di cucina è guidata dallo storico chef Denis Pedron che si aggira anche tra i tavoli per completare alcune portate direttamente davanti ai commensali. Molte preparazioni sono pensate per due o più commensali. I crudi sono il must, come l’eccellente carpaccio di tonno rosso e salsa tonnata e il branzino di Galizia e melanzane perline; tra gli antipasti cotti ricordiamo molto buoni i calamaretti spillo all’assassina, piccanti al punto giusto, mentre tra i primi abbiamo assaggiato gli gnocchi (di patate e cime di rapa) con gamberi rossi e katsuobushi. Il piatto principale, lo chateaubriand di cernia nera alla brace presenta una pregiata materia prima ma è leggermente oltre il punto di cottura perfetto, non è improbabile che la cucina abbia ancora bisogno di qualche tempo per terminare rodaggio. Il servizio del piatto, comunque, è impeccabile: per due persone, lo chateaubriand è accompagnato da un purè alla Robuchon, molto goloso, e da verdura di stagione, nel nostro caso dei pak-choi.

Non c’è una carta dei dessert ma vengono serviti, compresi nel costo dell’esperienza, un pre-dessert e un dessert. Nel nostro caso ci sono stati serviti un sorbetto e un’ottima torta della nonna, servita calda. I prezzi sono molto alti sebbene la qualità sia fuori discussione. Degustazione di 6 portate a 150 euro; alla carta si spende qualcosa in meno. Si sale, e di parecchio, con il wine pairing.

Completano il cadre l’imponente carta dei vini, con un focus particolare sugli champagne, una lista di cocktail studiati appositamente e un servizio informale e accomodante.

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