Passione Gourmet Langosteria 10, Milano - Passione Gourmet

Langosteria 10

Ristorante
via Savona 10, Milano
Recensito da Davide Bertellini

Valutazione

14/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Uno tra i migliori ristoranti "ittici" di Milano.
  • Il parcheggio convenzionato (da prenotare) a fianco del locale... difficili le alternative, data la zona.
  • L'oyster bar, per un pre o un dopo cena ad alti livelli.

Difetti

  • Qualche abbinamento un po' incompiuto fra gli antipasti.
  • La pasticceria, nettamente migliorabile.
Visitato il 01-2015

Passione, capacità di selezionare gli ingredienti, onestà intellettuale, caparbietà: sono queste solo alcune delle caratteristiche del bravo restaurant man, ben rappresentato da Enrico Buonocore, patron di Langosteria 10.
In poco più di sette anni ha fatto crescere questo ristorante, portandolo ai vertici della ristorazione meneghina come uno dei (se non “il”) migliori locali di pesce della città.
Certo ci vuole una gran conoscenza della materia prima per acquistare bene (cosa che Enrico ha sempre avuto), ma poi è necessario un vivo spirito imprenditoriale, la squadra giusta intorno e un pizzico di fortuna. Da bravo patron è riuscito a fare emergere il gruppo per intero, senza mai dover dipendere da un solo uomo in cucina.
Il locale, in zona Porta Genova, è chic ed elegante ma senza eccedere nello sfarzo, perché qui il vero lusso è ciò che arriva nel piatto e nel bicchiere: Langosteria 10 è una delle Ambassade della maison Krug (ce ne sono soltanto tre a Milano), e ciò la dice lunga sulla carta dei vini, con un’ampia e accattivante scelta di Champagne che non vede protagonisti soltanto i soliti noti, ma anche una bella carrellata di piccoli produttori a prezzi più che abbordabili.

Ma qui si viene innanzitutto per assaggiare i grandi crudi di pesce: a partire dalle ostriche, con una scelta veramente completa, continuando poi con scampi, gamberoni, bulots, tartufi, clams, mandorle di mare, carabineros, tartare e carpacci, per arrivare poi a prelibatezze più rare, come i ricci o i percebes, i crostacei di origine galiziana.
Potrete scegliere quello che preferite a comporre il vostro personale e quanto mai scenografico Plateau Royal, che arriverà al tavolo accompagnato dalle salse e dai dressing classici, in perfetto stile francese.
Siccome l’appetito vien mangiando si può proseguire alla grande con i primi, volendo anche con un semplice spaghetto al pomidoro (si, con la i), che qui sanno fare molto bene. E poi come non assaggiare il Re dall’Alaska, il King Crab che, alla griglia o al vapore, forse riesce ad essere più buono pure dell’aragosta, anch’essa ovviamente sempre disponibile.
Insomma qualunque sarà la vostra scelta in carta cadrete certamente in piedi, perché Langosteria 10 è una “portatrice sana” di prelibatezze ricercate e uniche.

Negli anni inoltre il patron Enrico è andato a migliorare, da vero perfezionista, tutti quegli aspetti che meritavano attenzione oltre la materia prima, uno su tutti il servizio in sala e la differenza, per chi ha seguito questa avventura sin dai suoi esordi, è evidente.
Di recente è stato ultimato anche un restyling generale all’ambiente, ed è stata creata una nuova zona, in fondo al locale, in grado di assicurare maggiore privacy: un oyster bar ed un cocktail bar, luogo di perdizione dove degustare Krug à-la-flute, mangiare ostriche e fumare un sigaro, una sorta di moderno girone dantesco dedicato a golosi e lussuriosi.
In casi come questo il rovescio della medaglia, che non permette al giudizio di “spiccare il volo”, è il circoscritto operato della cucina, che si limita intelligentemente a non rovinare la preziosa materia, e alla conseguente staticità della proposta, certo varia ma assolutamente costante nel tempo. Ma tutto ciò non è necessariamente un minus: se non conoscevate “la Langosteria” allora andateci al più presto, se invece già lo conoscete tornateci per scoprire le novità.
Non mancate infine di consigliarlo perché non farete mai brutta figura, da qui si esce contenti, con la voglia di tornare presto.

Un tavolo del ristorante, dalle corrette dimensioni ed illuminazione.
tavolo, Langosteria 10, Milano
E ti senti subito “King of the World”: salmone Sockeye dell’Alaska con marmellata di cipolle rosse e crostini al burro. A seguire lingottino di salmone Balik Zar Nikolaj con il suo caviale. Già potreste toccare il paradiso con un dito.
salmone, Langosteria 10, Milano
Un dettaglio del salmone Balik Zar Nikolaj: tornare indietro sarà difficile.
salmone, Langosteria 10, Milano
Scampi, gamberi rossi e bulots, ovviamente freschissimi.
Scampi e gamberi rossi, Langosteria 10, Milano
Acciughe dissalate del mar Cantabrico con crostini al burro. Un classico, qui però a livelli eccellenti.
Acciughe dissalate, Langosteria 10, Milano
Tagliolino con scampi crudi e cotti e fiori di zucca. Piacevole il contrasto con lo scampo crudo, che tende comunque a cuocere lievemente con il calore della pasta.
tagliolini con scampi, Langosteria 10, Milano
Il mitico King Crab cotto alla griglia con verdure. Mai come in questo caso è la materia prima a parlare, e riesce a farlo benissimo.
king crab, Langosteria 10, Milano
Carabinero alla griglia.
carabiniero alla griglia,Langosteria 10, Milano
Le “mitiche” chips della Langosteria, questa volta però un po’ sottotono rispetto al solito standard.
chips, Langosteria 10, Milano
La millefoglie: solo un po’ pesante la sfoglia, che preferiremmo più sottile ed eterea, ma molto buona la farcitura.
millefoglie, Langosteria 10, Milano
I cannoncini con la crema, che a questo punto del pasto sono una sfida anche per i più audaci.
cannoncini con la crema, Langosteria 10, Milano
Piccola pasticceria a fine pasto, decisamente migliorabile.
piccola pasticceria, Langosteria 10, Milano

6 Commenti.

  • Enzo Vizzari18 Maggio 2015

    Il voto: schizofrenia o errore di stampa?

  • Alberto Cauzzi18 Maggio 2015

    Un 13 abbondante che abbiamo deciso di arrotondare a 14 per l'ottima materia prima riscontrata, tra l'altro in più visite, e le ottime referenze anche da parte di illustri amici. Tu non sei d'accordo Enzo ?

  • Enzo Vizzari18 Maggio 2015

    No, non sono d'accordo col voto, ma non importa. Piuttosto mi pare che il testo - che contiene esclusivamente espressioni positive e molto positive - no vada d'accordo con il voto.

  • Davide Bertellini19 Maggio 2015

    Caro Enzo non sono pienamente d'accordo con quanto affermi. Possiamo discutere sul voto benché tra un 13 e un 14 la differenza non sia così rilevante come invece accade tra un 18 e un 19 però non è vero che il testo contiene solo espressioni positive. Sono state sollevate critiche sia sugli antipasti che sui dessert che sono "nettamente migliorabili". Se poi ho elogiato le doti del proprietario è perchè so la passione, l'impegno e la dedizione che ci sono dietro al progetto Langosteria10. La materia prima è di grande qualità e la si apprezza al meglio quando viene "toccata" il meno possibile. Passione Gourmet è comunque uscita più bassa (come spesso succede) di altre autorevoli guide. Il nostro voto valuta il piatto non tutto il resto (servizio, cantina, ambiente) che sono invece trattati nella recensione. Comunque accetto la tua critica.

  • Diego20 Maggio 2015

    A me viene il sospetto che Vizzari, oltre a evidenziare una certa discrasia* tra testo e voto, non sia d'accordo con il voto per eccesso non per difetto. Ovvero lui avrebbe dato di più non di meno. Però non capisco perchè non lo dica a tutti noi lettori.... * sono abbastanza d'accordo con lui su questo punto. Se si scrive che la Langosteria è "tra i migliori ristoranti ittici di Milano" e poi gli si dà un 14 (arrotondato) un po' di stridore lo percepisco.

  • Enzo Vizzari22 Maggio 2015

    Non ho difficoltà a dire che il mio voto è senz'altro superiore. Credevo si capisse e tutto sommato non ritengo che interessi più di tanto a chi legge. Trovo, viceversa, incongruente definire "uno dei migliori ristoranti ittici di Milano" un locale cui si attribuisce un punteggio di 14/20. Tutto qui.

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