Passione Gourmet Al Pompiere - Passione Gourmet

Al Pompiere

Trattoria
vicolo Regina D'Ungheria 5, Verona
Chef Chef Marco Dandrea
Recensito da Gianpietro Miolato

Valutazione

Pregi

  • La vitalità del locale.
  • Carta dei vini ben fornita.
  • Rapporto qualità/prezzo.

Difetti

  • Trovandosi in centro a Verona, si raggiunge solo a piedi.
  • Non è semplice trovare posto senza prenotare.
Visitato il 02-2020

A due passi dal centro di Verona, una trattoria dai sapori antichi

In Vicolo Regina d’Ungheria, una traversa di via Cappello, a pochi passi da Piazza delle Erbe, nel cuore di Verona, si trova la Trattoria al Pompiere.

All’esterno, il locale si presenta discreto e minimale, con una semplice tenda in tinta verde e dalle scritte bianche a segnalarne l’esistenza. Ma il registro in sottrazione è solo un’impressione, in quanto, appena varcata la soglia, si compie un salto nel tempo e ci si trova catapultati in un ambiente caldo e avvolgente, tipico delle osterie degli anni 70-80.

Preso in gestione dallo chef Marco Dandrea nel 2011, Il Pompiere vanta una tradizione che affonda le proprie radici nella prima metà del ‘900. La cucina è diretta e rotonda, con alla base degli ingredienti non meno che ottimi. A ciò, si aggiungono lievi innovazioni stilistiche che non snaturano la natura popolare della proposta, ma anzi la esaltano e completano.

Il locale è diviso in due sale, per un totale di cinquanta coperti. La prima sala è adornata da foto d’epoca, con sullo sfondo il bancone dei salumi e dei formaggi; è il cuore pulsante della trattoria. I posti restanti si trovano invece sulla sinistra, in un ambiente più raccolto ma egualmente intrigante.

Nel solco della tradizione popolare, con piccole innovazioni

Ad aprire le danze ci ha pensato un ottimo assiette di affettati misti a base di Prosciutto crudo di Soave, soppressa artigianale, Mortadella Bologna, culaccia di Parma e coppa di Zibello. Parimenti squisiti, ci ha particolarmente colpito la dolcezza del crudo, davvero notevole.

A seguire è arrivato il piatto migliore di tutto il pranzo, il Risotto con piccione di Arcole e profumo di pepe Timur. Dall’ottima cottura, si è rivelato un primo assai equilibrato tra la nota ematica del sublime piccione, la sapidità del formaggio utilizzato per la mantecatura e il retrogusto di pompelmo donato dal pepe, atto a donare freschezza al palato. Un piatto ben pensato e ottimamente eseguito. La portata principale è stata una splendida Guancia di manzo brasata nell’Amarone con purè di patate. La carne si è presentata di una morbidezza irresistibile, accompagnata da un fondo di cottura ai limiti della glassatura a garantire rotondità a ogni boccone.

In parallelo, ci siamo concessi un’escursione casearia, degustando una piccola selezione dei numerosi, ottimi formaggi proposti. Optando per una prospettiva che coprisse varie fasi di stagionatura, abbiamo provato il Monte Veronese fresco, il Pecorino toscano stagionato quattro mesi, il Camembert dell’Alto Adige aromatizzato alle mele, il Monte Veronese ubriaco, il Castelmagno e l’Asiago stravecchio, stagionato oltre dodici mesi. Il tutto accompagnato da squisite confetture artigianali di cipolle, mostarda mantovana de Le Tamerici e pane con noci e fichi.

In chiusura, da segnalare il Tiramisù, dalla forte carica gustativa a discapito di una consistenza della crema assai delicata e, a tratti, evanescente. Un dolce sorprendente.

Nel solco della tradizione più genuina e popolare, Al Pompiere è emblema del piacere della riconferma. E non potremmo esserne più contenti.

La galleria fotografica:

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