Passione Gourmet Lamuella ristorante Ibiza Gome Galily - Passione Gourmet

Lamuella

Ristorante
Carretera de San Juan, KM 13.5, 07812, Sant Llorenç Carretera E-10
Chef Gome Galily
Recensito da Leonardo Casaleno

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

  • Una vera cucina fusion, ad un giusto prezzo (per Ibiza).
  • Ambiente perfettamente integrato con lo spirito dell'isola.

Difetti

  • l'ubicazione, non tra le più entusiasmanti di Ibiza.
Visitato il 12-2017

Scoperta stimolante, tra i trend di un’Ibiza gourmet

Anche le mete turistiche più inflazionate, possono a volte rivelare intriganti scoperte sul fronte gastronomico. Esempio singolare è quello di Ibiza, da sempre ‘parco dei divertimenti’ a tempo indeterminato grazie alla sconfinata presenza di locali e discoteche di lusso, idonee per un determinato target di clientela. Qui, oltre all’esperienza di Heart a cura dei fratelli Adrià, la scena ristorativa si arricchisce con un altro indirizzo interessante.

Situato nella campagna settentrionale dell’Isola, in un contesto paesaggistico verde e incontaminato, il ristorante Lamuella presenta un concept dall’animo bohemien, aperto a incursioni musicali ed esibizioni artistiche perfettamente connesse allo spirito ritmato e frivolo di Ibiza. Aperto da poco più di un anno da un gruppo di soci attivi nella movida rivolta fondamentalmente alla clientela locale, lo spazio unisce le identità di ristorante e lounge bar, con annessa boutique/showroom di vestiti e accessori di moda. L’atmosfera è eccentrica, ma elegante al tempo stesso, in gran sintonia con lo spirito dell’isola: conferendo le giuste attenzioni a una cucina colorata e vivace, oltre che tecnicamente precisa.

Contaminazioni, ritmo e divertimento a tavola

Artefice del bel lavoro ai fornelli, è lo chef dal mantra “freestyler” Gome Galily: cuoco israeliano che vanta esperienze al Noma; al Nahm di Bangkok e un passaggio formativo alla corte francese dell’Atelier di Joel Robuchon. Galily ama giocare con contrasti spinti, tra dolcezze ammiccanti e rotonde acidità, conservando una predilezione evidente per il mondo vegetale. Creatività e cura per l’ospite sono due prerogative promosse dal ristorante in ogni forma, con una linea culinaria che mira alla leggerezza delle preparazione, cavalcando sfumature di sapori contaminati: spaziando da influenze mediterranee a quelle medio-orientali e asiatiche, in assonanza con le radici e il vissuto dello chef. Verdure biologiche, pescato freschissimo e carni rigorosamente locali, completano il quadro, per questa insegna ludica, stimolante e per niente scontata nell’offerta.

Tra i piatti migliori, citiamo il carpaccio di corvina con yogurt allo yuzu, alga wakame, cetriolo, barbabietola e pesca: passaggio freschissimo, movimentato e divertente per i mille volti che acquisisce il boccone in divenire al palato. Segue il pancake vietnamita con aragosta, noccioline, cocco dai contrappunti ben definiti; per poi passare a un piatto decisamente più sostanzioso, come il bun d’anatra, hoisin sauce, rape e cetrioli sottaceto e kimchi: davvero ben delineato per immediatezza e bontà.

Margine di miglioramento ancora ampio nella costruzione dei dessert che risentono della mancanza di contrasti accentuati capaci di tenere il passo con il comparto salato del menu.
Lo chef è sicuramente molto giovane e in fase di crescita, ma la gavetta internazionale in ristoranti importanti e il talento esibito durante la nostra visita, lasciano sicuramente ben sperare per il futuro di questo altrettanto giovane e valido locale spagnolo.

La galleria fotografica:

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