Passione Gourmet Locanda del Colonnello - Passione Gourmet

Locanda del Colonnello

Trattoria
Recensito da Leonardo Casaleno

Valutazione

Pregi

Difetti

Visitato il 02-2019

Recensione Trattoria

Quattro piatti a ventotto euro: ecco il biglietto da visita della Locanda del Colonnello. Come spesso accade quando ci si approccia ad una tavola senza avere grosse aspettative e le cose vanno benissimo, il dato acquista valore. Non è nostra intenzione raccontare l’esperienza in un ristorante facendone principalmente un discorso numerico, ma qui il rapporto prezzo/qualità è un surplus non da poco. Nell’offerta gastronomica proposta da Accursio Craparo abbiamo riscontrato oltre ad una ragguardevole qualità dei prodotti, anche un’affinata tecnica realizzativa. Caratteristiche non proprio comuni ai locali dai prezzi popolari.

Siamo in una delle due tavole ospitate all’interno dell’elegante Palazzo Failla. Quella, appunto, low cost. In verità Craparo ha rilevato definitivamente la gestione del locale che attualmente è soltanto ospitato in una dependance del complesso alberghiero.

Nonostante i prezzi a ottimo mercato e la scelta di proporre piatti di semplice concezione, è molto facile farsi sfiorare dall’idea di non essere seduti in trattoria. Location, servizio e tempi di attesa perfetti: sono i classici lineamenti da ristorante di livello. Craparo – che si cimenta in creazioni più creative nell’adiacente Gazza Ladra – sulla scia del suo più blasonato ristorante gourmet, ha deciso di virare sul versante qualità anche per la linea di cucina della Locanda, puntando su una strategia imprenditoriale volta a valorizzare il territorio.
E’ probabile che il prezzo contenuto a fronte del livello elevato della materia prima utilizzata, sia frutto dell’utilizzo di una catena distributiva a filiera corta che vede, appunto, la valorizzazione di agricoltori e artigiani locali. E’ una formula prospetticamente perfetta e potenzialmente infallibile, a prescindere dalla regione d’Italia in cui viene applicata. In estate, infatti, il locale era strapieno, con tanto di doppio turno.

Anche sul versante prettamente più tecnico, la musica non cambia. Craparo mostra solide basi tanto da districarsi con grande naturalezza nella tradizione, lavorando sulla rielaborazione – in chiave alleggerimento – dei piatti popolari della sua terra.

A nostro avviso non poteva elaborare proposta culinaria migliore, un perfetto compendio della memoria gastronomica siciliana, infarcita di sensibile tecnica da chef stellato. A dire il vero dietro ai fornelli avrà una piccola ma validissima équipe, visto che lui è impegnato sull’altro fronte. Nonostante ciò, non disdegna di fare capolino (anche più di una volta) per monitorare l’andazzo della serata.

Anche la carta dei vini non delude ed è in tema con tutto il contesto: focalizzata sulla Regione, ormai culla di grandi prodotti che vengono plasmati dalle bio diversità climatiche che questa terra vulcanica offre, è un esaustivo sunto di grandi nomi ed emergenti etichette vinicole dell’Isola, a ricarichi lievi.

Tre meritatissime cipolle per questo locale, nel suo genere, perfetto. Ve lo consigliamo alla grande.

L’attenzione per il prodotto si materializza ancora prima di ordinare le portate con l’olio d’oliva, servito – in accompagnamento all’ottimo pane di lievito madre – nelle due principali tipologie monocultivar (tonda iblea e nocellara del belice).

Ecco il contenuto del sacchetto del cibo da strada: Arancino di riso con melanzana, pomodoro e basilico; scacce con pomodoro e cipolla; panzerotto con tuma, prosciutto e spinaci.
Divertente l’idea di proporre alcuni tra i più famosi mangiari di strada della regione così come l’idea di servirli in un sacchetto di carta.


Macco di fave con polpo arrosto e finocchietto selvatico. Riproduzione perfetta di un classico regionale (il macco).

Tra le paste proviamo un raviolo e una pasta secca, due gusti opposti di cui il primo contrassegnato dalla delicatezza della farcia di pesce dei ravioli con “tinniruma e cucuzza” da una parte

e gli Spaghetti con bottarga di tonno, pomodori secchi e menta, dal gusto decisamente più virile.

La sorpresa più bella arriva dai secondi. Notevoli gli Involtini di pesce spatola con cipolla in agrodolce (tra i diversi “turbanti di spatola” provati quest’estate in terra sicula, sicuramente una versione sopra la media),

E gli altrettanto golosi Involtini di vitello con insalata di ortaggi, olio, menta e limone. Qui c’è sembrato di rivedere la tecnica degli involtini di vitello provati qualche tempo fa alla Gazza Ladra. Consistenza della carne e farcitura da manuale. Ancora una volta, la dimostrazione che un ingrediente migliore del solito può fare davvero la differenza.

Piacevoli i dolci: Gelato di ricotta con croccante, marmellata di arancia e cioccolato.

Biancomangiare di mandorla con crema gelata al caffè, che più classico non si può.

Vino.

Scaffali.

Interni.

Insegna.

Modica

Il pregio: Una trattoria di alta qualità.
Il difetto: Se ci fossero anche etichette di vini “del continente”, qualcuno sarebbe ancora più contento.

Locanda del Colonnello
Accursio Craparo
vico Biscari 6 I – 97015 Modica
Tel +39 0932752423

Chiuso mercoledì
Prezzi: Menù 4 piatti alla carta 28 €; alla carta sui 30 €
E-mail: info@lalocandadelcolonnello.com

http://www.lalocandadelcolonnello.com

Visitato nel mese di Agosto 2012


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Leonardo Casaleno

1 Commento.

  • Piermario26 Ottobre 2012

    E a quanto vedo ci abbiamo bevuto sopra uno dei migliori Etna bianco in circolazione... :-)

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