Passione Gourmet L'Imbuto, chef Cristiano Tomei, Lucca di Luca Canessa

L’Imbuto

Ristorante
Via della Fratta 36, Lucca
Chef Cristiano Tomei
Recensito da Luca Canessa

Valutazione

14/20

Pregi

  • Una cucina divertente e di forte carattere

Difetti

  • Qualche piatto può spiazzare
Visitato il 09-2012

Recensione Ristorante

La cucina è pura arte o alto artigianato? Ecco un dibattito che da tempo è al centro di accese discussioni e che Cristiano Tomei ha cercato di dirimere con una sua personale interpretazione quando ha deciso di trasferire il suo locale, prima ubicato in una falegnameria dismessa in quel di Viareggio, nella bellissima sede all’interno del museo di arte contemporanea di Lucca.
Una scelta di vita, un’opportunità da prendere al volo perché non capita spesso di poter lavorare in un luogo così carico di stimoli e d’ispirazione come un museo: chef e location ora sembrano in perfetta sintonia.
Cristiano, infatti, è un ragazzone estroverso dall’aspetto trasgressivo, capelli lunghi, barba, bandana, una mole che non passa inosservata, ma soprattutto una simpatia contagiosa, una voglia di comunicare, di trasmettere se stesso e la sua forte personalità attraverso i piatti che crea.
Una cucina che non lascia indifferenti, ricca di carattere, a volte maschia, a volte spiazzante, ma sempre giocosa, divertente, rischiosa.
Si passa da piatti assoluti come il prosciutto di agnello, salsa di yogurt e melanzana ad altri che rassicurano e coccolano come l’hamburger di pesce.
Poi Cristiano alza il tiro e pretende più attenzione dall’ospite con piatti tecnici come il risotto senza riso o la zuppa di pesce rivisitata e reinterpretata.
Abbiamo anche trovato proposte leggermente squilibrate come i rigatoni al pomodoro, alici e pesce crudo con le alici fin troppo protagoniste, ma anche nel caso delle radici e lumachine di mare l’abbondanza di ingredienti impedisce l’armonia. La crema di seppie con ragù di carne e i suoi tentacoli è un piatto in verità estremo, un vero colpo da ko, difficile da comprendere e da mangiare: o si ama o si odia.
Insomma da Tomei sicuramente non mancano gli stimoli, sballottati da una parte e all’altra senza soluzione di continuità, affidandosi a lui in maniera assoluta, anche perché non c’è carta ma solo tre menù degustazione: un gioco di sapori ma anche i profumi, come quelli della corteccia su cui è appoggiato il manzo da consumare preferibilmente con le mani per una sensazione tattile e divertente del gusto.
Il servizio è svolto alla grande da Laura, moglie di Cristiano e splendida padrona di casa, e ottima si presenta la carta dei vini.
Un indirizzo, in definitiva, da consigliare sia al gourmet errante in cerca di personalità in cucina, sia al “turista per caso”, stufo del solito cibo spazzatura e pseudo tradizionale delle nostre città d’arte.

L’ottimo pane

Risotto senza riso

Fish and chips all’italiana

Carne della Garfagnana su corteccia con grasso di bistecca

Gnocchetti gamberi e cetrioli

Radici e lumachine di mare

Zuppa di seppia, ragù e tentacoli di seppia

Zuppetta di pesce

Rigatoni, pomodoro e alici

Olio, menta, cioccolato, ravanello

Crème brûlé

Pera e cioccolato

6 Commenti.

  • Luca Canessaluca c29 ottobre 2012

    Ciao Lido, se Lucca fosse un po' più vicino andrei a trovare Cristiano a ogni cambio di menù con la certezza di non annoiarmi mai, tutto si può dire di questa cucina meno che non sia divertente e stimolante e poi Cristiano è veramente una gran bella persona

  • Lido29 ottobre 2012

    Il Campanilista ci sta ma Paolo e' solo a 100 km quindi non mi pongo il problema, riconosco a Paolo la totale grandezza per l'intelligenza e per la cucina, dico e ripeto senza fraintendimenti che sono due cucine con differenze e stili diversi ma ogni volta che un avventore si siede al loro tavolo, troverà emozioni e riflessioni. Questo e' quello che sostengo poi lascio a lei i giochi di campanile io preferisco il gioco della cucina, e non disdegno la Lucchese ne la Sienese. E non si arrabbi inebisce le papille gustative.

  • ivan29 ottobre 2012

    Campanilista ? In molti ci terrebbero ad avere Lopriore sotto il proprio "cappello", ma non è così facile sa ... Bene, abbiamo scoperto il nuovo Lopriore, felicitazioni! Urra!

  • Lido29 ottobre 2012

    Sig, Ivan. Non ho detto che una cucina vale l'altra, ognuno con le sue idee, e con i propri piatti, fanno forse discutere, ti emozionano ti fanno riflettere, questo volevo esprimere, mi scuso con lei se mi ha frainteso, ma una domanda me la conceda, conosce la cucina del Tomei di questi 3 ultimi mesi, sa Lucca fa miracoli ritempra e rinvigorisce, da sempre Lucca e' il regno della bellezza e del bel vivere, venga a trovarci potrebbe far bene pure a Lei.

  • Ivan29 ottobre 2012

    Con tutto il rispetto, sigor Lifo, accostare Lopriore a Tomei è una grande, grandissimo azzardo!

  • Lido29 ottobre 2012

    Luca cosa di piu' bello che farsi spiazzare, e' il traino per ritornare, per cercare di capire, per mettersi in gioco, quante volte ci sediamo solo per scaldare la sedia, ma senza scaldarci il cuore, la cucina di Cristiano la cucina di Paolo "lopriore'" ci fa saltare dalla sedia ti scuote ti fa ripensare su le nostre certezze, che se dio vuole sono incertezze. Ciao lido.

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