IN BREVE
Pregi
  • Gli straordinari dim sum.
  • I convenienti menu del pranzo (infrasettimanale).
DIFETTI
  • Alcuni dim sum sono difficili da mangiare, per dimensione e consistenza.
  • I dolci, non entusiasmanti.
16/20 Valutazione

Una delle più prestigiose tavole cantonesi, che sfiora l’occidente riassumendo lo spirito culinario di Hong Kong

Lung King Heen è uno dei templi della cucina cinese nel mondo. Un’istituzione ad Hong Kong.
Il nome significa “vista del dragone“ per via della veduta panoramica della sala che affaccia sul Victoria Harbour.

È stato il primo ristorante cinese (per la precisione cantonese) a guadagnare le 3 stelle Michelin, esordendo con il massimo punteggio già nella prima edizione della guida Hong Kong-Macau, grazie al talento dello chef, Chan Yan Tak, specializzato in cucina cantonese contemporanea. Chan è uno dei principali fautori della rielaborazione, in chiave moderna ed estetica, di una delle più rappresentative culture gastronomiche esistenti, ponendo enfasi su materia prima freschissima cucinata in tre modi principali: al vapore, fritta o saltata ad alta temperatura nel wok.

Il Lung King Heen si trova al quarto piano del lussuoso Four Seasons Hotel, scandito da un servizio formalissimo con straordinaria puntualità e cortesia. Prezzi importanti, ma corretti per gli standard della città.

Probabilmente il meglio di questa tavola viene espresso nella preparazione dei dim sum: tutti fatti sul momento ogni giorno a pranzo (c’è una cucina con cuochi all’uopo appositamente dedicata), con i quali viene sfoggiata una materia prima di indubbia qualità e una manualità sopraffina.

Imperdibili i “signature” dello chef, nei quali si reperiscono alcune tecniche o ingredienti della cucina occidentale; ne sono due esempi evidenti il “pasticcino” di abalone al forno e brodo di pollo adagiato su una morbida frolla; o la doratura donata dal burro alla superficie dei barbecued pork buns, reinterpretazione di un piatto tipico della cultura cantonese che racchiudono al meglio lo spirito culinario di Hong Kong.

Consigliata la classica esperienza cinese del “yum cha” (che letteralmente significa “bere il tè”) con una eccellente selezione di miscele pregiate che accompagnano i dim sum, meglio conosciuti come ravioli, o fagottini ripieni di verdura, carne, crostacei o pesce, tra i piatti più rappresentativi della cucina del Guangdong.

Un’idea esaustiva della cucina cinese eseguita a livelli molto alti

Molte le preparazioni succulente e meritevoli, come il perfetto maialino croccante con pancake cinesi; i baked buns ripieni di maiale al barbecue e noccioline; o uno dei piatti più rappresentativi del locale, ossia la “nuvola al forno di abalone intero con dadini di pollo”, con il pregiato abalone cotto al vapore e adagiato in un cestino di pasta frollaLa pasta frolla è un impasto fondamentale della pasticceria tradizionale. Classicamente dolce, può prevedere anche variazioni salate. La frolla viene utilizzata principalmente per produrre la base di crostate, torte, biscotti e molte varietà di pasticceria secca. Dopo la cottura in forno, assume una consistenza piuttosto friabile.... con pollo, funghi e salsa di abalone. Preparazione complessa da mangiare in un paio di famelici bocconi.

Lung King Heen è un luogo ideale per avere una esaustiva idea della cucina cantonese eseguita e concepita ai livelli elevati. Quello che fa la differenza, qui come in altri blasonati ristoranti di lusso, non è tanto la consistenza dei cibi, le cui carni vengono lasciate integre, tenere e ricche di sapore, quanto l’utilizzo di materia prima decisamente migliore e selezionata con maggiore cura.

Forse sui dessert c’è ancora margine di crescita e miglioramento, magari provando ad applicare tecniche più avanguardiste o contrasti più spinti. I puddings assaggiati, infatti, ci sono sembrati fin troppo monocordi e la consistenza non ci ha entusiasmato. Troppo faticosi per un fine pasto. La zuppa di mango e pomelo ghiacciata, invece, ha risollevato le sorti del reparto dolciario, sebbene il livello di esecuzione fosse più basico rispetto al resto del pranzo.

C’è una importante carta dei vini per chi non fosse interessato ad un abbinamento più autentico, ma ribadiamo fermamente il nostro consiglio di pasteggiare con i fantastici té serviti con antica gestualità, nel solco della tradizione.

La galleria fotografica:

Visitato il 08-2017

A proposito dell'autore

Leonardo Casaleno

Consulente legale folgorato sulla via di San Vincenzo, costantemente alla ricerca di emozioni culinarie, evade dalla routine lavorativa rifugiandosi presso le grandi tavole con la speranza di trovare piatti in cui traspaia la filologia di un territorio, qualunque e ovunque esso sia. Legato in maniera viscerale alle materie prime, stenta ancora a comprendere l'utilità e gli effetti della “globalizzazione” dei prodotti alimentari.

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