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Il Magorabin ha riaperto e lo ha fatto in grande stile

di Alessio D'Aguanno

Due nuove sfide per lo chef Marcello Trentini, il nuovo Magorabin e il Magorabin Alimentari, un negozio con prodotti italiani di qualità e una cucina dedicata.

Dopo 15 anni il Magorabin si ritrova al punto zero, o meglio al 2.0.

“Diversi colleghi hanno influenzato il mio concetto di cucina, Cesar Ramirez con classicismi, fondi perfetti, freschezza e acidità, David Chang, Umberto Bombana, Quique Dacosta per le salagioni e il ristorante Geranium per l’utilizzo di pesce azzurro ed erbe aromatiche”, quindi era arrivato il momento di cambiare veste.

L’idea, nata 2 anni fa, ha preso forma nel dicembre 2017 con il disegno dell’architetto, mentre la scelta del locale – adiacente al vecchio ristorante – è stata presa a marzo di quest’anno. In contemporanea, la mente sempre attiva dello chef, nel locale del vecchio ristorante, ha dato vita a un altro progetto che aveva a cuore fin dalla personale scoperta di Roscioli: il Magorabin Alimentari, un negozio con cucina.

In questa bottega, che aprirà a fine settembre, si potranno acquistare vere e proprie chicche gastronomiche: salumi di eccellenza con prevalenza emiliana, formaggi provenienti da tutto lo stivale con prevalenza alpina, sottaceti e sottoli e prodotti da scaffale ma di qualità, caffè, ecc. Lo spazio disporrà, dunque, anche di una cucina, per 35 coperti, aperta dalle 7 alle 24. A pranzo e a cena si potrà scegliere fra “piatti assemblati dai prodotti di gastronomia e signature dish della cultura gastronomica italiana. La proposta si completerà con i secondi, il cui punto di forza sarà certamente il quinto quarto”.
“Le birre saranno con ogni probabilità americane, ma apprezzabili perché dissetanti e amarognole, i vini (solo da magnum!) ruoteranno periodicamente per una proposta in carta di 20 etichette ordinabili al calice, al quartino, mezzolitro o la magnum stessa”. Infine, l’aperitivo con cocktail tutti a base di un celebre vermouth piemontese e, dalle 22.30, il “pescato (gamberi, acciughe, moscardini, seppie) proveniente da Santa Margherita Ligure ogni sera” per circa 30 fortunati clienti.

Il nuovo Magorabin, invece, è già stato avviato il 3 agosto. Il ristorante si sviluppa su due ambienti: la prima saletta, dove degustare un aperitivo firmato dal barman Lau con il sottofondo musicale di un vinile del 1971 e la seconda sala, sviluppata in lunghezza, dove i 12 tavoli accoglieranno i 36 clienti.

Due i menu principali, Origini, con 8 signature dish dei primi 15 anni, ed Evoluzioni, con 10 piatti dell’ultima generazione. Quindi la proposta alla carta, che annovererà 5 piatti per portata, “più classicheggianti e meno creativi rispetto ai menu” e adatta a quelli che non amano osare.

Per gli 8 fortunati che siederanno al social table (in legno di quercia bruciata al cannello) vi sarà un “Evoluzioni plus”, ovvero il menu Evoluzioni condito da alcuni amuse-bouche a sorpresa, i quali, a volte, possono rappresentare una rivisitazione di signature dish, come nel caso del Risotto allo scoglio, nel quale il riso è diventato una cialda croccante sovrastata dal condimento.

Il pairing sarà sempre all’avanguardia e affiancherà a proposte di livello e prodotti inusuali, come il tè bianco profumato con gin ai frutti e fiori e l’umeshu, un distillato di birra giapponese con macerazione delle prugne della varietà ume.

Il presente lo soddisfa, ma Trentini guarda già al futuro. Presto a Brooklyn proporrà la sua cucina in un locale esclusivo con chef’s table di 12-15 coperti e, permessi permettendo, amplierà il ristorante nel terrazzo verandato di 200 mq “come il White Rabbit a Mosca”. Tutto ciò senza escludere cene a quattro mani, “magari con uno chef eccezionale come Mauro Uliassi”.