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Il Trentino nel bicchiere

di Riccardo Corazza

Il Trentino nel bicchiere – prima parte

Una degustazione di vini fermi, rossi, bianchi, rosati e dolci presso il Consorzio Vini del Trentino, con focus sui territoriali. A tutto il team, nelle persone di Valentina VoltoliniGraziano Molon e Sylvie Franceschini va la nostra gratitudine non solo per l’impeccabile organizzazione, ma anche perché si sono resi artefici di una fondamentale riflessione che ci è stata ispirata sulla viticoltura di queste latitudini.

Per prima cosa, facciamo due considerazioni generiche per delineare il quadro d’insieme del tasting. Globalmente il Trentino conferma la fortissima vocazione, che sarebbe drammaticamente superficiale, per varietà di suoli, esposizioni, coltivazioni e attitudine del territorio, considerare un unicum. Troppe sono, infatti, le caratterizzazioni e le specificità poi tradotte nel bicchiere, come la capacità di sfornare, come tradizione comanda, vini rossi eccellenti insieme a buoni bianchi, che potranno diventare anch’essi grandi.

L’obiettivo vitivinicolo, in un futuro non lontano, sarà dunque quello di rendere omogeneo un movimento che mostra adesso picchi sia alti che bassi, per trasformarlo in un unicum. Pare ancora, infatti, troppo ampia la forbice tra un movimento cooperativo importante, spesso ipertrofico, incapace al momento di trainare (o fungere da punto di riferimento) per una messe di piccoli o piccolissimi produttori che non possono, da par loro, raggiungere la massa critica né in termini di bottiglie prodotte né di volume di affari generato né pertanto farsi messaggeri, ancorché indipendenti, del territorio.

La sfida per il futuro sarà quindi quella di mixare le esigenze di una dinamica, nuova generazione di produttori, preparati e agguerriti, desiderosi di dare la propria impronta, con un mondo più statico e conservatore, ovverosia quello cooperativo, capace tuttavia di immettere sul mercato, è indubbio, etichette di buona e talvolta ottima qualità.

L’altra problematica, infine, è costituita dalle tipologie, con due problemi su tutti, purtroppo, proprio su prodotti storici come Marzemino e Nosiola.

Ma andiamo con ordine: il Teroldego ovviamente, anche per la funzione trainante che sta svolgendo in questa sua ‘rinascita’, spinto anche dal lavoro encomiabile svolto, soprattutto a livello di omogeneizzazione tecnica, dai ragazzi di Teroldego Evolution, si conferma, insieme ai ‘tagli rossi’, la tipologia dominante.

Eccovi dunque, di seguito, gli assaggi migliori in ordine cronologico:

Gaierhof 

Teroldego Rotaliano DOC 2018

Una limpida interpretazione di Teroldego che brilla per semplicità e misura, conferma dell’eccellente lavoro svolto tra campagna e cantina dal team guidato da Goffredo Pasolli. Piccoli frutti rossi, marasche e melograno, tocchi di foglia di pepe e violetta. Bocca salina, succosa, di ottima beva.

Marco Donati

Teroldego Rotaliano DOC Sangue di Drago 2018

Uno degli ‘inamovibili’ della Piana Rotaliana, dal vigneto del Maso Donati ai piedi dei Castelli di Mezzocorona, con vigne novantenarie. Naso di piccoli frutti neri, tocchi di maggiorana, note di cannella, bocca tesa, tannini salmastri, finale fruttato.

Endrizzi

Teroldego Rotaliano DOC Superiore Riserva Leoncorno 2017

Il Classico di casa Endrizzi, conferma di un’evoluzione stilistica omogenea nel corso degli anni. Prugna in confettura al naso, vellutato alla bocca, con tannini fascinosi, finale iodato, intuibile un grande potenziale di invecchiamento.

Villa Corniole

Teroldego Rotaliano DOC 7 Pergole 2016

Classe pura per un altro prodotto di grande affidabilità dalla famiglia Pellegrini, chiaro esempio, ce ne fosse bisogno, della vocazione cembrana. Ribes rosso, noce moscata, un bel tocco officinale in uscita, bocca sapida e tesa, finale balsamico.

Mezzacorona

Teroldego Rotaliano DOC Superiore Riserva Castel Firmian 2016

Grande pulizia di fattura per questo Riserva di Cantina Mezzacorona, con bel lavoro di misura sia in fermentazione che in affinamento. Mora selvatica, tocchi di aneto, bella sfumature floreali di violetta. Bocca succosa, tannini morbidi, finale sapido-fruttato.

Vindimian Rudi

Vigneti delle Dolomiti IGT Teroldego 2016

Da un progetto che strizza l’occhio alla biodinamica, un vino equilibrato e di piacevole beva. Piccoli frutti rossi, lampone e ribes, ricordi di maggiorana, bocca succosa, tannini iodati e bella persistenza fruttata in chiusura.

Dorigati 

Teroldego Rotaliano DOC Riserva Luigi 2016

Una lettura storica da cru Sottodossi, esempio stilistico di costanza e affidabilità. Lunga macerazione post-fermentativa, 12 mesi in barrique, poi acciaio e ancora 24 mesi in bottiglia. Naso di ribes nero, mirtillo, tocchi mentolati, poi cannella, bocca ampia e compatta, con tannini sapidi.

Cantina A. Martinelli 1860

Teroldego Rotaliano DOC 2016

Giovani e talentuosi, i fratelli Martinelli confermano la volontà di riprendere per mano la tradizione, con letture di grande fedeltà territoriale. Bel lavoro in campagna, legno non invasivo in affinamento, lampone, foglia di pepe e noce moscata al naso, molto fresco e succoso alla bocca.

 

Zeni Schwarzhof

Teroldego Rotaliano DOC Pini 2017

Un Teroldego senza compromessi, cha assomiglia soltanto a sé stesso. Lavoro di precisione ed eleganza in affinamento, che restituisce la struttura del classico vino ‘da meditazione’, ma con indubbie doti di succosità e beva. Lamponi e violette, al naso, un tocco di frutta secca tostata in chiusura, bocca tesa, tannini salmastri, finale con ritorno della frutta secca tostata.

De Vigili 

Teroldego Rotaliano DOC Riserva Ottavio 2017

Dai ceppi più vecchi di cru Pasquari, un Teroldego complesso e tridimensionale, conferma dell’ottima ‘mano’ del giovanissimo Francesco. Mora e mirtillo al naso, sottobosco, cannella, bocca tesa e verticale, tannini salati, persistenza.

De Vescovi Ulzbach 

Teroldego Rotaliano DOC Vigilius 2016

Una delle letture più personali. Giulio controlla sapientemente fermentazione a contatto con le bucce e barrique di secondo passaggio. Naso di amarena sotto spirito, tocchi di timo fresco e chiodi di garofano, bocca densa e croccante, tannini polverosi e finale officinale.

Fedrizzi Cipriano

Teroldego Rotaliano DOC Due Vigneti 2016

La lettura territoriale per eccellenza, ottenuta combinando i pregi della pergola doppia e del guyot e l’affinamento in piccole botti di rovere. Melograno e ribes rosso, tocchi di alloro, bocca con estratto imponente, tannini sapidi, finale con sfumature balsamiche.

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