Passione Gourmet Antica Osteria Magenes - Passione Gourmet

Antica Osteria Magenes

Ristorante
Chef Dario Guidi
Recensito da Giovanni Gagliardi

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

  • Una cucina molto vitale che non annoia mai.
  • Il savoir faire di Diego Guidi in sala.
  • Si beve bene a prezzi corretti.

Difetti

  • Il dessert.
Visitato il 04-2019

Radici lombarde e contaminazioni orientali, a due passi da Milano

E’ un locale in crescita l’Antica Osteria Magenes. L’avevamo lasciato un paio di anni fa nel pieno di un cambio generazionale tra la cucina tutta tradizione e territorio di mamma Mariella Magenes e le spinte moderniste e creative del giovane figlio Dario Guidi. La transizione, oggi, può dirsi completata con successo nel segno di una indiscutibile crescita del giovane Guidi che rivela una consapevolezza nei propri mezzi e una maturità decisamente maggiori rispetto a qualche anno fa.

La tradizione dura e pura in carta è ormai rappresentata solo dal Risotto Giallo Milano 2010 e dalla Cotoletta milanese, due piatti iconici eseguiti, peraltro, in maniera eccellente e che meritano il viaggio o, quanto meno, la gita fuori porta.

Per il resto, spazio a Dario che propone, con una buona dose di personalità e creatività, una cucina molto vivace fatta di contaminazioni e abbinamenti inusuali che, in più di una preparazione, strizza l’occhio decisamente a Oriente.

Una cucina in grado di innestare creatività in modo molto intelligente

Tutto viene gestito con mano sicura; lo chef non cerca più di stupire a tutti i costi, i piedi sono ben piantati e i risultati sono più nitidi in piatti come il Risotto con ortiche, acetosella, cerfoglio, alborelle, anguilla, lumache e gamberi di fiume; tanti ingredienti – forse troppi, direbbe qualcuno – ma quando poi l’assaggio te li restituisce al palato e la sensazione è di equilibrio, non si può che parlare di gran piatto.

Quando la Lombardia incontra l’Oriente dà vita ad uno sferzante Spring-roll ripieno di nervetti con maionese aromatizzata allo shichimi togarashi. Il risultato? Acidissimo e molto piccante.
Si cambia poi completamente registro con lo Spaghettone con burro affumicato, bergamotto e ostriche del Po, golosissimo e caratterizzato da una concentrazione di sapore molto netta. Peccato solo per il pescato del giorno: un branzino solo molto didascalico e per un dessert onestamente rivedibile, anche esteticamente. Una nota di merito alla sala e al servizio, perfettamente orchestrato dal bravissimo Diego Guidi, fratello dello chef, il quale da valore aggiunto all’esperienza anche con una carta dei vini interessante.

Uno dei maggiori pregi del Magenes di oggi è proprio quello di non seguire uno spartito predefinito. In carta e nei menu è invece possibile trovare piatti molto diversi, tra loro, per concezione, restituendo il ritratto di una cucina varia, che non annoia, che permette di spaziare e di divertirsi anche molto.

La Galleria Fotografica:

1 Commento.

  • Gigi10 Agosto 2019

    Grande cucina abbinata ad un ottima carta vini dal prezzo corretto. . Tutti i piatti meritano l’assaggio, dai più tradizionali ai più innovativi. Si esce sempre con la voglia di ritornarci.

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