Passione Gourmet I Valtellina famiglia Manfredi Milano di Carlo Cappelletti

I Valtellina

Ristorante
Via Taverna 34, Milano
Chef Famiglia Manfredi
Recensito da Carlo Cappelletti

Valutazione

13/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Gli ottimi prodotti utilizzati.
  • La tranquillità dei dintorni, apprezzabile soprattutto mangiando d'estate in giardino.

Difetti

  • in caso di pioggia il parcheggio si allaga facilmente e lasciar la macchina può essere disagevole.
  • dolci sotto il livello generale
Visitato il 04-2013

Era il 1986 quando la famiglia Manfredi decideva di aprire un ristorante dove celebrare, in un’atmosfera elegante ma non esageratamente formale, la cucina della propria terra d’origine: la Valtellina. In questi ventisette anni il locale, adagiato in una verde zona della periferia milanese a poche centinaia di metri dall’aeroporto di Linate, si è sempre distinto per una grande affidabilità, ed anche dopo la prematura e recente scomparsa del capofamiglia Lino, non possiamo che confermare quanto di buono si sia sempre detto sulla cucina de I Valtellina.
Nelle sale stipate di ogni sorta di soprammobile e ornamento, così come nel dehors estivo, si può partire per un viaggio ideale in un territorio tanto ricco quanto, fino a poco tempo fa, trascurato. Il menù degustazione della casa, al prezzo di 55 euro, offre una buona panoramica sulla cucina valtellinese e sullo stile di questa casa, che interpreta il territorio dell’alto Adda con modernità anche se senza rivisitazione alcuna: la mano si fa allora più leggera quando si tratta di dosare il burro per i pizzoccheri, presentati nella variante che prevede l’utilizzo delle coste fuori dalla stagione delle verze gelate, ma senza variare nella sostanza la tradizionale ricetta. Al primo si arriva già provati dal ricco antipasto che prevede, oltre a slinzeghe, violini di capra ed altri salumi valligiani, un ottimo paté maison e gli immancabili sciàtt. Soddisfa pienamente l’oca al forno, accostata a ottime mele servite ad una temperatura perfetta per valorizzarne l’acidità ma senza esagerare con contrasti di temperature che striderebbero con lo stile del resto dei piatti. Peccato che i dolci, non appoggiandosi su solide basi tradizionali, sembrino un po’ a corto di idee. Invece del classico del locale, il cremino di cioccolato bianco, scegliamo il dessert di giornata, che altro non risulta essere che una cornucopia con crema e fragole, discreta ma decisamente non all’altezza di quanto l’abbia preceduta.
I Valtellina non è un locale che insegue le mode. L’arredamento, il personale di sala, la cucina: tutto è espressione di un modo di fare ristorazione che non sarà à la page ma si finisce per apprezzare per la schiettezza, per la professionalità e soprattutto perché talvolta perfino a Milano si sente il bisogno di fuggire dall’hi-tech ad ogni costo.

Il misto rustico della valle.


Sciàtt con cicoretta.

Oca al forno con le mele.

Cornucopia con crema alla vaniglia, gelato al fiordilatte e fragole.



7 Commenti.

  • Prosit31 Maggio 2013

    Ottimo, grazie! Complimenti anche ai ragazzi di Thebigfood per il sito :-)

  • Carlo CappellettiCarlo Cappelletti30 Maggio 2013

    Prossimamente un'ottima uscita in Valtellina. Pizzoccheri fantastici. Ma dovrai attendere un pochino :) Per la Bresaola la mia preferita, personalmente, oltre a quelle di Stefano Masanti del Cantinone, la compro non in Valtellina ma in Val Chiavenna proprio a Chiavenna nella macelleria Del Curto. Ad ogni modo puoi trovare moltissimi consigli sul sito www.thebigfood.net, gestito proprio dal ragazzo che ha commentato sopra e dalla sua fidanzata, entrambi valtellinesi a Milano.

  • Prosit30 Maggio 2013

    Scusate ... ne approfitterei per chiedere qualche indirizzo in Valtellina: uno o due ristoranti dove andare a colpo sicuro con pizzoccheri & co. e uno o due posti dove comprarmi la migliore bresaola. Grazie :-)

  • thebigfood30 Maggio 2013

    Son d'accordo con te, il mio era un commento assolutamente personalissimo ;-)

  • Carlo CappellettiCarlo Cappelletti30 Maggio 2013

    Senz'altro. Quei prodotti dalla valle non scendon mica da soli, però. I costi di Milano inoltre non sono esattamente gli stessi di Teglio e soprattutto....un valtellinese che quando scende a Milano va dai Valtellina non lo capirei molto, ma se un milanese dovesse scegliere fra venire qui o fare 4 ore di macchina fra andata e ritorno con la coda, 25 euro di benzina ed altri costi, alla fine il rapporto qualità prezzo migliora :D

  • thebigfood30 Maggio 2013

    Ma infatti... da valtellinese non me la sono mai sentita di spendere certe cifre per gli stessi identici piatti che in Valle posso mangiare a metà prezzo o giù di lì ;-)

  • Giovanni Gagliardigiovanni gagliardi30 Maggio 2013

    Dunque, alla carta 60+il vino? Un altro bel rapporto qualità prezzo in stile milanese, mi pare :-))........ Ad Majora

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