Passione Gourmet Taurasi, Melegnano – di Giovanni Gagliardi - Passione Gourmet

Taurasi, Melegnano – di Giovanni Gagliardi

Trattoria
Recensito da Presidente

Valutazione

Pregi

Difetti

Visitato il 06-2021

Recensione ristorante.
Come è vero che a volte l’apparenza inganna. Siamo a Melegnano, poco ridente centro nella pianura a sud est di Milano; qui, vedi il Taurasi e proprio non ti invoglia ad entrare, ha tutta l’aria di una di quelle pizzerie simil-partenopee a gestione egiziano-cinese – ed a volte (ahinoi) a gestione davvero campana – che fioriscono a Milano e dintorni e che per approssimazione di cucina e mediocrità delle materie prime, finiscono per rendere un pessimo servizio alle tradizioni gastronomiche napoletane e più in generale campane.
Entriamo, e la sensazione di cui sopra, se possibile, si rafforza. L’ambiente è piccolo, ravvicinati i tavoli tra i quali sono costretti ad improbabili slalom le volenterose ragazze addette al servizio.
Leo, il titolare, supervisiona il tutto dal forno a legna che fa bella mostra di sé in fondo alla sala.
Ma, come si diceva, a volte l’apparenza inganna.
Inizia a venirci il dubbio che qui, a prescindere dal “contorno”, nel piatto si faccia sul serio appena ci portano il menu che è tutto un fiorire di “presidi” slow food e di preparazioni della più pura tradizione campana (in particolare, nel caso di specie, irpina) e pugliese (luoghi d’origine di Leo e Vita, i proprietari). Il dubbio diventa quasi certezza, quando ci servono, gradito omaggio, degli eccellenti spicchietti di pizza (foto di apertura) appena sfornata. Perfette cottura e lievitazione. Bene. Da napoletani emigrati quali siamo, iniziamo a sentirci a casa.
Ad essere onesti, O’fritto

che segue seppur sufficientemente “asciutto” risulta un po’ banalotto ed alquanto “standard” con delle spaesate olive ascolane e dei troppo estivi fiori di zucca.
La musica cambia con i Paccheri freschi di Venticano

serviti con salsa di pomodori San Marzano, guancia di Cirigliano ed un meraviglioso Provolone del Monaco, vera e propria istituzione della casearia campana, prodotto esclusivamente sui Monti Lattari con latte crudo di una sola mungitura per la maggior parte di quella commovente bestia conosciuta come vacca Agerolese. Buonissimi.
Il livello si mantiene buono anche sul versante “ittico” con gli Spaghetti vongole e bottarga di muggine di Orbetello

(altro presidio Slow Food). Materia prima ancora una volta “vincente” e mano leggera in cucina.
Ben fatti anche i secondi: Papere e Paparuli,

e cioè bocconcini d’anatra sfumati al Greco di Tufo con papacelle (classici peperoni sottaceto della tradizione campana) e friggiteli, e Lombatine d’agnello a scottadito.

Per finire, una buona rivisitazione del classico Bab�

Nella carta dei vini più che adeguata per il contesto, meritano una segnalazione i vini prodotti in Irpinia dall’azienda di famiglia del titolare.
L’apparenza inganna, ma voi ora lo sapete. Andate al Taurasi per regalarvi una cena un po’ fuori dagli schemi, facendo un tuffo nella tradizione gastronomica campana, qui presentata con serietà e competenza.

Ad Majora

il pregio: la buona qualità della materia prima.
il difetto: la location, un pochino triste.

Taurasi
Via Dante, 1
Melegnano (MI)
02 9830217
Chiuso il lunedì e il sabato a pranzo
Prezzi: 35/40 euro v.e.

Visitato nel mese di Aprile 2011
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Giovanni Gagliardi

1 Commento.

  • AvatarMichela5 Aprile 2012

    Cena per festeggiare la Pasqua e con un tempo, clima poco primaverile e pioggia dove voler andare se non al Sud per immergersi nel calore e sole di questo posto e persone? Premetto che è la prima volta che ci vado ma già avevo letto e saputo, essendo una superappassionata e informata golosa. Ed infatti già al telefono è stato un bellissimo benvenuta: chiamo di mattina abbastanza presto e mi risponde Leonardo (cuoco-patron), d’ora in poi Leo, e che dire? Non è già un presidio il fatto che sia già in cucina e nel suo ristorante a quell’ora e che risponda quindi con la cordialità e gentilezza che poi ci trasmetterà per tutta la cena? Scambiamo due chiacchere e mi da’ le dritte per raggiungere il ristorante … sono antitecnologica e quindi non amo i navigatori … mi piace seguire la rotta in autonomia, con fogli, cartine, indicazioni ed eventuali aiuti del “pubblico” locale se proprio non me la cavo da sola … trovo bellissimo raggiungere le mie mete gustose così! Ma non divaghiamo su di me e passiamo a parlare e raccontare di questo benvenuta al Sud! Il locale è semplicissimo, Ristorante & Pizzeria, pochi coperti e un tuffo nell’Irpinia ma anche nella Puglia con la moglie Vita e una carta che abbraccia le 2 tradizioni. Entrando ci si dimentica di dove si era fuori e ci s’immerge nel sole e in questo bellissimo itinerario di gusto. Dopo un po’ di chiacchere ci accomodiamo e la carta appunto ci mostra le 2 tradizioni con proposte davvero autoctone che ci vengono anche presentate verbalmente e qui arriva la nota dolente, dover scegliere! E nel mentre cerchiamo di farlo arriva un lardo semplicemente godurioso, con fettine di pane calde e croccanti. Ma nemmeno questo risolve la diatriba … e quindi ci vengono ancora in aiuto loro e ordiniamo 2 antipasti mitici e sempre presenti in carta perchè richiesti e richiesti: O’ Fritto (crocché, zeppolelle, arancini,olive all’ascolana e verdure varie) e Purè di fave & cicoria. Ma al tavolo arriveranno altre 2 prelibatezze che Leo, soprattutto vista la ns indecisione e golosità, ci fa assaggiare. Il primo era tra le proposte e faceva parte dei piatti che volevamo assaggiare, un cartoccio con Alici di Cetara fritte, e un’ altro fuori menù ma di grande tradizione, i friarielli con la salsiccia a coltello. Partiamo con il fritto e poi continuiamo il percorso con gli altri piatti …. ammetto la scarpetta …. anche perchè tentatore è pure l’olio che non può rimanere nel piatto! Che meraviglia: materie prime selezionate, preparazioni di tradizione e passione che vengono accompagnate da Leo e Vita che con i loro racconti, presenza e descrizione ci fanno viaggiare nella cultura di ogni piatto e luogo. Sarei stata ore e ore a chiacchierare con loro: sembra di vedere i posti che descrivono e di esserci. Anche la carta dei vini rispecchia le 2 “anime e core” … per la nostra cena c’indirizzano su un Greco di Tufo, anche se Leo ci ha già preannunciato una Falanghina molto particolare che ci farà assaggiare alla prossima occasione perchè molto particolare e da capire. Molto carino è stato l’assaggio che ha fatto con noi al tavolo … bellissimo il suo prendere un bicchiere e versarvi del vino descrivendocene l’origine, provenienza e quindi storia. In ogni cosa, gesto, parola esce il suo amore e passione per quello che fa, come lo fa e per i suoi luoghi d’origine … pure i suoi occhi parlano! L’antipasto è stato un tripudio, anzi quartetto musicale: e non avanza nulla nei piatti, nonostante le porzioni molto generose. Una giusta pausa ed ecco la scelta del primo piatto: Orecchiette con broccoli, vongole e bottarga. Bellissima presentazione … che colori, profumo e al palato poi …. Scelta stupenda, anche se dover rinunciare al resto delle proposte è stata dura, ma non abbiamo fretta e soprattutto ora che sappiamo e conosciamo faremo più volte il biglietto per questa meta! Per questo giro abbiamo virato per il mare e quindi pesce, ma i piatti dell’entroterra e quindi di carne erano e sono altrettanto succulenti e di grande tradizione, quindi alla prossima! Altra pausa …. e qui davvero ci sta di riflessione per quanto fin’ora degustato … accompagnati sempre dal sorriso, parole e presenza delle due speciali guide enogastronomiche ma anche dal resto del personale in sala che è davvero cordiale e affettuoso, perchè sembra di essere a casa di amici più che la prima volta in un ristorante nuovo. E purtroppo è una realtà che è abbastanza rara da trovare e percepire e proprio per questo sono qui a raccontarvela, per permettervi di conoscerla e poi viverla personalmente. Ecco il secondo piatto: il loro baccalà accompagnato da peperoni, patate e broccoli. Leo ci descrive la preparazione, la cottura particolare che quindi ha la croccantezza fuori per la panatura/frittura ma la morbidezza nel cuore per l’attenzione e la lenta cottura. Ri scarpetta d’obbligo! Non ci sta purtroppo il dolce e nemmeno l’assaggio della pizza che dall’aspetto e soprattutto dalle premesse della cucina sicuramente saranno da provare! Ma c’è ancora una nota nel finale, particolare e ancora ancora tipicissimo: un distillato di mele annurche che chiude questo viaggio meraviglioso. Arriva quindi il momento dei saluti: Vita ci chiama Leo dalla cucina e purtroppo non abbiamo il piacere di aspettare che si accomodi a cenare in sala, magari sedendosi al nostro tavolo … sarebbe stato magnifico e a quanto ho letto lo fa ed è un’altra cosa che rende speciale lui, loro e questo bellissimo angolino campano/pugliese. Al solito non riesco a essere più breve … ma come potrei? Vorrei portarvi con me e nella mia serata e quindi mi sembra ancora troppo poco quanto ho scritto. Ma vi lascio questo piccolo mio viaggio emozionale come promemoria e spunto per programmare il vostro. Grazie Leo e Vita e ora riprendo il volo verso casa …purtroppo. Miky

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