Passione Gourmet El Coq, Chef Lorenzo Cogo, Marano Vicentino (VI), Norbert - Passione Gourmet

El Coq, Chef Lorenzo Cogo, Marano Vicentino (VI), Norbert

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

16/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

Difetti

Visitato il 09-2019

Questa recensione aggiorna la precedente  valutazione che trovate qui

Recensione Ristorante

Lorenzo Cogo è un altro classico esempio di come un sano apprendistato, il più possibile a 360°, non possa che essere la base fondamentale per la crescita di uno chef di valore.
L’ampliamento delle proprie conoscenze da solo non basta, è ovvio.
Se si aggiunge però, come in questo caso, un talento innegabile e un’evidente e appassionata determinazione a migliorarsi, senz’altro ci troviamo davanti a uno di quegli chef la cui evoluzione è da seguire con attento interesse.
Ogni piatto è caratterizzato da vivaci equilibri.
E da equilibrate vivacità.
E, ancor di più, da attento studio e certosina rifinitura di ogni particolare.
La ricerca della freschezza, della modulazione del sapore, affidata a elementi vegetali, a lieviti disattivati, a marinature e utilizzi di aromi è una certificazione di quanto questo ragazzo abbia una visione della cucina aperta e senza paletti.
La capacità di variare le consistenze, di maneggiare con abilità le caratteristiche delle materie prime e di concentrarne il gusto attraverso tecniche adoperate con palese disinvoltura è deriva conseguente da quanto appreso in giro.
Certo, non è sufficiente assorbire il modus operandi di altri grandi chef senza rielaborare attraverso la propria sensibilità e individualità, altrimenti si incorrerebbe in una generica e manierata riproposizione di concetti e idee altrui.
E’ lecito ispirarsi, come detto, per poi navigare da soli con personalità.
E, a mio avviso, si intravede oggi, oltre al talento, anche un certo carattere in questo ragazzo e alcuni piatti come il raviolo d’alga con tartare di gambero rosso, uova di salmone, gel al cocco e salsa di mango e wasabi lasciano ben sperare in un progresso ulteriore.
L’auspicio è che tale crescita possa concretamente avverarsi, anche in ragione della giovane età e dell’entusiasmo di cui sopra e che non sia frenata dai già ottimi riscontri di critica e pubblico.
Non è sulla falsariga delle singole pietanze comunque che Cogo dà l’idea del suo valore.
E’ il senso generale di compiutezza che lascia alla fine del pasto a dare l’indicazione delle sue qualità e delle sue potenzialità.
Tra tutte le esperienze che ha fatto traspaiono nette un’affinità tutta nordica per la composizione dei piatti spogliati da inutili orpelli e, soprattutto, una manifesta predilezione per l’uso della brace e dell’affumicatura di chiara impronta Etxebarriana che forniscono il filo conduttore della sua cucina.
Certo, alcuni passaggi risentono di un eccesso di confidenza, a mio avviso, con le sollecitazioni ricevute, vedi l’insalata la cui affumicatura non esalta il gusto né l’accostamento delle verdure e, a volte, piatti dallo spettro gustativo un po’ troppo ampio.
Ma, vivaddio, meglio avere un eccesso di esuberanza che si può sempre temperare con un po’ di esperienza che un difetto di essa che ne limiterebbe l’interesse.
Il ristorante è aperto solo la sera, ora, e la sala anche nell’arredamento è improntata a una coerente sobrietà scandinava: colori chiari, tavoli ben distanziati, mise en place essenziale e finanche un curioso ceppo multiuso deve lo chef si siederà con fare quasi conviviale a spiegare nel dettaglio i piatti che vengono proposti.
Quando non viene lui supplisce egregiamente a tale funzione l’ottimo e altrettanto appassionato maitre Marco Locatelli coautore di una carta dei vini dove non mancano accanto a consumate sicurezze enoiche anche una serie di chicche come il Savagnin di Tissot, anch’esso ricco di personalità e complementare al tipo di cucina offerta.
Offerta che viene già molto saggiamente divisa in due sezioni ben distinte: una vezzosamente definita il Grezzo Originario distinta da rassicuranti (e magistrali) cotture alla brace e l’altra, l’Io Culinario, in 6 o 10 portate, una pura cavalcata nella fantasia di Lorenzo Cogo.
La valutazione è ancora, prudenzialmente, sulla cifra pari ma, in attesa di conferme future, l’attenzione per questa tavola è viva, molto viva.

Mise en place.

Pane da lievito madre e grissini. Due soli tipi di panificazione. Essenziali ed eccellenti.

Burro di capra.

Fioretta di malga, lingua di vitello, gelatina di mallo, finferli e olio al rosmarino. Un po’ di buon territorio, così, tanto per gradire.

Acquario: granita di dashi, cozze, kumquat, asparago di mare e affumicatura di faggio. Più pompa che sostanza in un amuse che presenta comunque una delle passioni dello chef.

Insalata di germogli e petali di fiori marinati nell’aceto con terriccio all’orzo, gelatina di pepe verde, acqua di caolino alla rosa. Materica dichiarazione d’amore alla terra.

Raviolo d’alga (lattuga di mare), tartare di gambero rosso e brunoise di sedano, polvere all’olio, verza, uova di salmone, gel al cocco, salsa di mango e wasabi, aroma al legno arso di cocco. Niente paura: nonostante la quantità di ingredienti presenti è un signor piatto e moderato più di un Tory inglese.

King crab, roccia all’oliva nera, gazpacho alle mandorle, meringa all’olio di oliva, pan grattato all’oliva, germogli di rafano. Buono ma un po’ monocorde. Forse un pizzico di rafano in più? O i sorsi del consommé che lo accompagna da ritmare più adeguatamente?

Consommè di granchio aromatizzato ai tre pepi.

Sgombro affumicato e marinato nel passito, farina di ceci e polvere di lievito disattivato, crema di riso e aglio nero, zucchine marinate e composta di uva passa. Altro bel piatto ben completato da un fresco tocco vegetale.

Centrifugato di sedano e crescione.

Insalata EL COQ di verdure disidratate e affumicate, gelatina d’aceto, maionese al pino mugo. Quello che resta più impresso è l’ottima maionese. E forse non dovrebbe essere così.

Scalogno alla brace, granita di lattuga e alga wakame, spuma alle zucchine e menta, caviale d’aringa e polvere di salmone precedentemente affumicato e sfibrato. Buono, ma la temperatura troppo fredda di alcuni bocconi, a mio avviso, ne anestetizza un po’ i sapori.

Filetto crudo di manzo irlandese, babaganoush, provola affumicata, fichi, mini melanzane, erbe selvatiche e olio alla nocciola aromatizzato al pepe rosa. Impeccabile il filetto, ma ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di troppo.

Linguine MA’KAIRA di farro e orzo mantecate con olio al timo, porcini e ricotta affumicata di malga. Delicate e fresche.

Pluma di maiale iberico alla brace con carbone vegetale, pesto di rucola, purè di tofu e aglio nero, funghi shijtake alla brace, mizuna, senape verde e barbabietola. Eccellente chiusura salata. Quando la carne e la brace danno piacere puro.

Yogurth affumicato, granella di nocciole caramellate, germogli all’anice, aria al fieno.

Chips con yogurth liofilizzato, scorza di lime, tartufo nero.

Sfera di cioccolato bianco farcito con lamponi, aceto di lamponi, yogurth e granita al lime.

Cioccolato: ganache al cioccolato affumicato, crumble al curry, gelato all’alloro, bolla di cioccolato e affumicatura alla cannella. E’ difficile essere inventivi col cioccolato. Questa pur buona versione ne è una prova.

Fragola e violetta: tapioca e fragola, meringa all’italiana, gel di fragola, gelato alla violetta, granita di crescione, fiori e germogli di stagione. Ottima, rinfrescante e piacevolissima conclusione del pasto.

Il vivace Savagnin di Tissot.

il pregio: La personalità di un giovane e promettente chef.
il difetto: La chiusura a pranzo.

Ristorante El Coq
Via canè 2c
Marano Vicentino(VI)
Tel: 04451886367
Menù 10 portate 90 euro

www.elcoq.com

Visitato nel mese di Settembre 2012


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Norbert

40 Commenti.

  • PresidentePresidente8 Gennaio 2014

    A breve su questi schermi un nuovo aggiornamento

  • Mauro8 Gennaio 2014

    c'è un nuovo El Coq, rinnovo del locale e della proposta culinaria http://www.scattidigusto.it/2014/01/08/el-coq-stella-michelin-a-24-euro/

  • flavio24 Novembre 2012

    Grazie per la considerazione, la carne galiziana che propone Lorenzo sarà sicuramente magnifica ma credo che con una carne nostrana (la razza non importa) fatta frollare al punto giusto il risultato sia abbastanza simile, diciamo che la grossa differenza la fa anche l'approvvigionamento....molto più facile per il maiale iberico e carne galiziana. Sullo champagne beh il paragone è difficile da fare in quanto bollicine italiane buone si contano su una mano :-))) troppa differenza. Flavio

  • colville23 Novembre 2012

    Eccoli di nuovo. Suvvia un po' piu' di fantasia per il futuro. Eviterei a questo punto Franco/Francesco per orientarmi su Franco e Ciccio gastronomi e comici. Lorenzo, persona di grande concretezza,giovane con le idee chiarissime,provato in compagnia di amici, ha rappresentato per me un'esperienza assolutamente positiva e stimolante. Nel senso che ho una gran voglia di sperimentalo di nuovo. Mi sento al momento di imputargli unicamente qualche piccola ingenuita' giovanile e la sua fede juventina. Ovviamente per quanto concerne il secondo punto,alla prossima prova nulla gli sara' perdonato. Saro' spietato. A Flavio, altra persona di cui ho altissima considerazione, vorrei dire che con tutto il rispetto per il fassone e la chianina( ne vado matto) la carne galiziana che propone Lorenzo e' una autentica prelibatezza. Vorremmo per caso smettere di bere champagne perche' abbiamo in Italia degli ottimi spumanti?

  • Claudio PersichellaNorbert26 Ottobre 2012

    Gianni non sei il solo ad aspettare impazientemente l'apertura di Fasolato, un altro grande di cui si è parlato sempre poco.

  • Piermario26 Ottobre 2012

    Ecco, ce lo vogliamo mettere che un ragazzo giovane, con esperienza internazionale, che decide di 'fermarsi' su un territorio i legami con questo territorio se li deve pian piano creare e rafforzare? E nel frattempo, anche proprio perché è giovane, non può permettersi di sbagliare una sera e per questo sulla spesa deve andare 'a colpo sicuro'? Magari per una maison rodata e consolidata è tutto un po' più semplice. Ma voi la spesa a casa vostra provate a farla? :-) P.S. Non conosco Cogo, non ci ho mai mangiato, ho mandato 'in avanscoperta' amici fidati che passavano da quelle parti ed i report sono stati per lo più assai positivi.

  • Massimo26 Ottobre 2012

    cari Flavio e Lorenzo l'unica volta che ho scritto un commento su un piatto "stellato", peraltro non offensivo, di un collega varesino (si fa per dire) mi son state recapitate delle mail riguardanti l'integrità morale di mia madre, della mia ex moglie... ecc. ecc. Quindi anche se mi venisse una voglia irrefrenabile di parlare apertamente via blog, beh... me la faccio passare :( Quoto il forza juve tutta la vita, Massimo Sola

  • Giovanni Lagnese26 Ottobre 2012

    Non condivido. A mio avviso, è sufficiente parlare di se stessi esattamente come se si stesse parlando di un altro, col massimo distacco e la massimo obiettività.

  • gianni revello26 Ottobre 2012

    Tavolo da quattro a El Coq alcuni mesi fa. D’accordo con Norbert, anzi una cucina che da allora mi sembra ancora migliorata. In Cogo un’intelligenza e una volontà che dovrebbero essere di tutti i giovani: smetterla di rinchiudersi in porti non più sicuri, allargare piuttosto il proprio orizzonte fino a riuscire ad avere anche lo stesso mondo a riferimento. In questo cuoco ci sono capacità tecniche e compositive acquisite in cucine di grande livello e originalità in ambito internazionale, che gli permettono di dar vita a menù ricchi di stimoli e di piacevolezza non scontata, con uno stile che sta evolvendo verso una connotazione sempre più personale. Appunto, …lasci Cogo cuocere nel loro cattivo quanto emblematicamente anonimo brodo coloro che lo vorrebbero non già ben più che emergente (a dire tra i migliori del Veneto) bensì a livella. Ok, la tradizione, e su questo cito: “…ma siamo sicuri che la tradizione rispetta i nostri prodotti? bisogna fare tradizione in evoluzione”. Ciascuno poi se vuole si dia un’etichetta …territoriale, tradizionale, innovativa, del nostro paese, glocale, globale, chi più ne ha più ne metta, ma la cosa migliore sarebbe quella di riuscire a seguire una propria strada, magari, a provarci, con l’impegno profuso e con i risultati ottenuti da questo giovane di valore. A El Coq siamo stati veramente bene da ogni punto di vista. E ci torneremo. Con la speranza che il grande Fasolato apra quanto prima in zona Schio, lì vicino, così che i 400 km. li faremo ancora più volentieri per l’accoppiata.

  • Luca Canessaluca c26 Ottobre 2012

    nooooooooo Flavio quello è un grossissimo problema:-)

  • Lorenzo Cogo26 Ottobre 2012

    Ciao Flavio! Mi fa sempre piacere scambiare delle opinioni con colleghi.. ! L'affumicato è dato dalla cottura alla brace che utilizzo a 360° nel mio ristorante. Ero sous chef a Etxebarri e quel posto mi ha segnato nell'anima.. trovo.. a mio modesto parere.. che la brace rimanga la tecnica più interessante e più difficile al mondo. Facile cuocere tutto a bassa temperatura a mono porzioni no? Quando si parla di cuocere pesci e carni di un certo livello sapendo la probabilità di rischio date dalla brace .. è quasi eccitante! :) Comunque la scelta del maiale iberico è solo per la pluma.. stessa cosa per la costata Gallega.. ne ho provate di Italiane di carni.. non mi emozionano come quella.. poi utilizzo polli, faraone, toresani (colombini), germani, anitre, quaglie e maiali come ugualmente per la verdura biologica ... provenienti da allevatori e contadini di Marano... ! Un anno e mezzo fa ammetto che non lo facevo..però ora sto portando avanti collaborazioni che prima purtroppo non coltivavo per mancanza di conoscenza del territorio. Fa anche questo parte della crescita no? Questo non significa che chiudo le porte ad ingredienti anche nazionali e internazionali.. però mi apassiona tantissimo usare prodotti di qui..proprio per la loro unicità e anche imperfezione. Un caro saluto!

  • Giovanni Gagliardigiovanni gagliardi26 Ottobre 2012

    Prescindendo da ogni valutazione sul cuoco in esame (dal quale non sono mai stato e che non conosco personalmente) diciamo semplicemente che per permettersi di non essere modesti bisogna essere grandi ma grandi davvero. Ergo se Cogo è il Mozart dei fornelli, nulla quaestio..... Ad Majora

  • flavio26 Ottobre 2012

    ecco questo è un problema........... visto che sono granata :-)))))) Flavio

  • la cinta milanese26 Ottobre 2012

    Ciao Lorenzo, semplicemente, tra un mezzo insulto al tuo lavoro e alla tua cucina, cerca di tirar fuori qualche consiglio utile per la tua crescita professionale. In culo alla balena e forza juve Luc

  • Luca Canessaluca c26 Ottobre 2012

    Adesso che so che sei Juventino mi sei ancora più simpatico...

  • Roberto BentivegnaRoberto Bentivegna26 Ottobre 2012

    Flavio, il tuo commento mi fa un piacere enorme. Ma tu sei sempre stato una mosca bianca, non hai mai avuto paura di venirti a confrontare qui anche sui tuoi piatti. Cane non mangia cane, è ovvio, almeno in pubblico. Questo capita tra chef così come in tutte le altre professioni. Ma si può anche intervenire con commenti equilibrati ed educati come il tuo: quello che hai dato mi sembra un ottimo spunto di riflessione. Oppure si può intervenire per mettere in luce dei pregi che si intravedono dalle foto. Insomma, dii cose da dire ce ne sono sempre molte e grazie per aver lanciato un sasso Spero di poter passare prima o poi all'Arco per conoscerti personalmente

  • Roberto BentivegnaRoberto Bentivegna26 Ottobre 2012

    Beh, allora ti piace vincere facile: bravo tra i fornelli e juventino. Entri di diritto tra i preferiti ;) Sololajuve

  • flavio26 Ottobre 2012

    Eccomi :-), ciao Roberto vedi il problema è che non interveniamo perchè nessuno dei colleghi mai dirà che "la" si mangia male o non "è" capace, soprattutto sul web, credo che non lo faccia neanche Lorenzo nei confronti di altri, anche se è chiaro che ognuno di noi abbia le proprie preferenze e considerazioni sui cuochi. Detto questo a me piace confrontarmi con i colleghi e dare dei "consigli" da esterno, a volte tante cose nel nostro locale e nella nostra cucina non le vediamo direttamente. Non ho mai avuto il piacere di degustare i piatti di Lorenzo e sicuramente la prima volta che tornerò in quelle zone non mancherò, vista da questa recensione le cosa che mi saltano subito in mente sono: il troppo uso dell' affumicato troppi piatti con questa tecnica in un degustazione, la mancanza di salse tirate con fondi e salse basi e l'uso, che io personalmente non condivido e questo succede in tantissimi ristoranti non solo qui, dell'uso di carni che arrivino da altri paesi, che senso ha lavorare tagli di carne irlandese quando in Italia ne abbiamo di più buone o come le carni iberiche soprattutto di maiale come in questo caso o come in altri di agnelli e capretti? Adesso Lorenzo potrà mandarmi al quel paese :-)) ma queste sono solo mie considerazioni, anch'io quando ho aperto 13 anni fa facevo errori di questo tipo, poi si cresce professionalmente, Lorenzo è sicuramente un ragazzo intelligente che fra qualche anno rileggendo vedrà le critiche che gli rivolgono in altra maniera. Un saluto a Lorenzo e in bocca al lupo per la sua carriera. Flavio L'Arco Antico

  • Lorenzo Cogo26 Ottobre 2012

    Caro Roberto. Ti aspetto ad El Coq quando puoi e sarò onorato di discutere con te della mia filosofia di cucina per il 2013... visto che il 2012 ormai è già alle spalle! Forza Juve! Lorenzo

  • Lorenzo Cogo26 Ottobre 2012

    Chiama pure il ristorante Cris.. ci si mette d'accordo.. Apriamo a pranzo per gruppi su prenotazione... Un caro saluto!

  • Cris26 Ottobre 2012

    Ho frequentato il ristorante di Lorenzo cinque o sei volte (manco da 6 mesi e con la chiusura a pranzo sarà dura ci torni a breve, purtroppo), letteralmente folgorato la prima volta e sempre uscito soddisfatto (peccato solo non trovare più le proposte innovative dalla carta, in quanto potevamo anche scegliere con mia moglie alla carta, lei proposte classiche, io piatti più innovativi, ma sono dettagli). Sono un "signor nessuno", non sono un gourmet e non sono il tipo a cui piace fare frizzi&lazzi con chef o maitre, però quando vedo chef giovani che diventano imprenditori, magari nel paese di origine o quasi..beh qualche domanda ci scappa e fa piacere fermarsi a fare due parole. Lorenzo è sicuro di sè, questo non è in discussione, ha le idee chiare e a tratti questa sua sicurezza potrebbe essere scambiata per arroganza. Come ti dissi tempo fa di persona, a mio avviso Lorenzo sbagli nel dare corda con certi toni a chi ti critica, come sbaglia il Pocy (anche questo te lo scrissi su altri lidi mesi fa) a tacciare chi critica Lorenzo di essere tipo da autogrill. Logico però che quando ci si dedica anima e corpo ad una cosa, alcune critiche feroci non possano scivolare via e l'impegno e abnegazione dello chef è totale. La cucina de "El Coq" non piace? Amen. L'importante è rimanere sempre nel rispetto del lavoro altrui e di chi rischia in prima persona, prima ancora della critica costruttiva che ci potrebbe non essere (se a me non piace un piatto posso dire il motivo, ma non sono uno chef e difficilmente posso dare giudizi tecnici più sensati degli addetti ai lavori, non tutti siamo gourmet con esperienza internazionale alle spalle). Credo tanto astio che si percepisce a volte nei confronti di Lorenzo sia dovuto al suo successo pressochè immediato e l'invidia è una brutta bestia... Concludo con l'implorazione di riaprire prima o poi durante la settimana a pranzo ;-) e con un caro saluto a Lorenzo, ai "due" Marco e a tutto il team de "El Coq".

  • Roberto BentivegnaRoberto Bentivegna26 Ottobre 2012

    Non posso dire nulla circa l’aspetto culinario, non avendo ancora mai cenato a El Coq. Ma non nego che l’intervento di Lorenzo Cogo mi ha suscitato una certa simpatia. In un mondo di “l’importante è farsi trovare pronti dal Mister” o di “il campionato è ancora lungo” (quando hai 45 punti di vantaggio sulla seconda) fa piacere sentire un portoghese qualunque affermare che le altre squadre finiranno a zeru tituli. E lo dico da juventino  Una voce fuori dal coro. O perlomeno una voce, visto che gli chef di solito leggono ma si guardano bene dal dire la loro. Poi, se fossi l’ufficio stampa di Cogo, magari gli consiglierei di spiegarci qui qual è la sua idea di alta cucina nel 2012, o di impresa, invece che rispondere piccato alle provocazioni. Cari cucinieri, è così difficile venire a confrontarsi qui nell’Arena del web? Ma per restare sul fil rouge precedente, il “rumore dei nemici” deve far piacere, perché significa che si sta facendo qualcosa di importante. Giovani o non giovani.

  • pocy25 Ottobre 2012

    L'anno scorso, in un'afosa giornata d'agosto, quando mi sono imbattuto nell' El coq il ristorante di Chef Cogo è stata una folgorazione al primo istante, e ciò mi ha spinto a scrivere la mia prima e fino ad ora unica recensione per Passione Gourmet. Come mai??? La mia frequentazione del locale non si è limitata solo a quella prima volta, anzi qualcuno poi mi additava di andare sempre e solo al El coq, per fortuna Lorenzo sei lontano da dove vivo, altrimenti ti avrei già intestato casa. Il motivo? Ho trovato: energia, novità, creatività, follia, passione, ardire, ricerca, genialità e non per ultima una vera amicizia.... Qualcuno penserebbe che questi termini da me menzionati sopra, poco si adattano per descrivere l'operato di uno Chef e di tutta la sua brigata, ma qui si sta facendo il FUTURO, sia della cucina italiana, che di un intero paese, l'ITALIA, perchè nel periodo che stiamo affrontando, non senza fatiche per l'intera popolazione, trovare un gruppo di giovani che ancora credono e vogliono giocarsi la loro chances di fare "impresa". Non può e non deve essere osteggiato con banali critiche e ottusità da parte di "finti conoscitori" che si sobbarcano 450km, quando potrebbero fermarsi al primo autogrill e farsi birra e camogli, sbandierando come vessillo tradizione e territorio....... NON è UN PAESE PER GIOVANI.... HASTA LUEGO HOMBRE......... Alberto "il pocy"

  • gerry25 Ottobre 2012

    scusami ma di quale territorio parli?????? hai prodotti che ti arrivano da tutto il mondo forse non sai la giusta definizione di cucina territorio. comunque sono proprio forti questi giovani ,ma tu cogo quando e' venuto norbert perche' non gli hai detto "dimmi che pensi delle mia cucina solo a quatt occhi????" perche' ti faceva piacere che tutti sapessero che eri bravo .allora devi accogliere in pubblico queste critiche che francamente sono realistiche visto che anche io sono stato nel tuo ristorante ed sono rimasto molto perplesso . Anche il giudizio dell'espresso non lo condivido ............

  • Lorenzo Cogo25 Ottobre 2012

    Un ultima cosa.. mi scuso per il tono finale... purtroppo è un tono dato dall'impegno profuso di un ragazzo giovanissimo che si mette a fare impresa (con dipendenti) da solo, nel suo paese, dopo tanta faticosa gavetta. Certe provocazioni purtroppo sono alle volte difficili da tralasciare. Grazie inoltre a chi ha scritto questa recensione dando un segno chiaro che la strada è quella giusta e sottolineando giustamente che questo è solo l'inizio.. vi assicuro che il bello deve ancora arrivare! Chi vorrà inoltre venire ad El Coq sarà sempre il benvenuto e se vorrà esporre certe critiche le affronterà davanti al caffè in una sana ma ONESTA dialettica. A presto. Lorenzo Cogo

  • Lorenzo Cogo25 Ottobre 2012

    Signore e signori.. Vi ringrazio infinite per le innumerevoli attenzioni.. Fin troppe per me. Nessuna soddisfazione a voi invidiosi e maleducati. Avrei però il piacere di toccare con mano il vostro operato quotidiano visto che vi permettete di giudicare i sacrifici miei e del mio team che ogni giorno compiamo. Siamo sempre pronti ad un dialogo a quattr'occhi, esso può solamente essere che un momento di crescita, perchè è ad una crescita costante che noi ricerchiamo. Sicuramente non è copiare una mia caratteristica.. la brace è il mio filo conduttore e la scoperta di ciò che il territorio può offrire il mio obbiettivo. Ma si sa proprio che .. di finti conoscitori del gusto ed arroganti l'Italia è piena.. pochi hanno le conoscenze e passatemi il termine "le palle" per affrontare un dialogo sano.. MOLTO più facile con una tastiera.. La soluzione è una sola..a voi che siete fenomeni assoluti.. sono un cuoco che si impegna nel proprio lavoro.. fatemi una cortesia.. statevene alla larga da El Coq.

  • q.b.25 Ottobre 2012

    Beh dire che Vizzari penalizza o meglio si approccia con velata diffidenza alle cucine di carattere e origini diverse non mi sembra così sbagliato... Più volte a descritto questa novità di legni terra e muschi in cucina come probabile nuova moda passeggera dopo i fuochi artificiali spagnoli... dite un po voi....

  • francesco25 Ottobre 2012

    tra il "dal pescatore" e questo scopiazzatore patentato (confusionario all'ennesima potenza per di più) c'è una differenza immensa

  • Carlo (TBFKAA)24 Ottobre 2012

    A me pare che ci sia un equivoco di fondo. Ritenere (giustamente) Vizzari legato alla cucina del territorio e alla cucina francese dovrebbe far intendere che dovrebbe penalizzare cucine di carattere ed origini diverse? Non a caso tutti gli altri locali citati nel tuo intervento sono locali che abbiamo nel novero dei blu. Cogo è uno chef che propone tutta un'altra idea di cucina. Più globalizzata nell'approccio, senz'altro (per quanto in fondo, quale cucina è più globalizzata di quella francese? Puniamo per caso i ristoranti classici italiani perchè ci servono foie gras?), ma netta, pulita e concentrata. Un ottimo prospetto. Se di ottimo chef, di grande chef o chef di portata storica sarà il tempo a dirlo. Ma allo stato attuale la sua cucina vale quello. Il metro giusto di paragone è attualmente rappresentato, secondo me, da gente come Grébaut, che infatti inseriamo con lo stesso punteggio.

  • alberto cauzzi24 Ottobre 2012

    16 per noi è il suo valore. Se uno merita 16 oggi NON è detto che cresca, può anche decrescere. Gli altri che lei ha nominato sono voti per noi congrui e non ci vedo nulla di strano. Se per lei invece sono strani io rispetto la sua opinione differente, la prego di fare lo stesso con la mia. Rispetto la sua posizione ma la ritengo profondamente sbagliata, 13 è un voto impossibile per cogo. Solo da ubriaco vale tanto :-)

  • simo24 Ottobre 2012

    Cauzzi mi spiace ma mi sa' che le opinioni non sono contrastanti anzi sono chiare "questo voto e' troppo " sono d'accordo anche io sul 13 o 14 non di piu' anche perche' di strada ne deve fare ancora tanta e se incominciate sin da subito con 16 dove vorreste arrivare a 22??? ho letto anche sull espresso 16 e mi domando come mai il vizzarone nazionale cosi legato alla cucina del territorio e quella classica francese si sia esposto cosi tanto per un baby cuoco ancora in fasce e che fa' tantissimi errori ..... Io mi sono fatto 450 kilometri per andare da lui e condivido pienamente una cucina "fredda" senza passione e sopratutto non d'autore e uno scopiazzare in giro per il mondo . e poi scusate ma voi 16 lo date a vissani,lorenzo,don alfonso,dal pescatore e tanti altri grandissimi ristoranti .Spero che voi abbiate il coraggio di ammettere che vi siete spinti troppo.........................(sbagliare e' umano)

  • alberto cauzzi24 Ottobre 2012

    Per rispondere alle molte e contrastate opinioni doverosamente intervengo. Il voto non è, come in tutti gli altri casi, solo di Norbert. Il voto è principalmente quello espresso dal recensore, che però è condiviso con chi dirige la baracca (il comitato direttivo da me presieduto, nello specifico). Quindi questo, come tutti gli altri voti che troverete e trovate su Passione Gourmet sono, appunto, attribuiti da Passione Gourmet. Questo per dare a Norbert ciò che è di Norbert, e sopratutto per non lasciarlo solo :-) Sul tema personalità. E' evidente che Lorenzo Cogo ha attinto e attinge molto dai suoi maestri (ed anche altrove). E' altrettanto innegabile che ha talento da vendere e la sua giovane età gioca un ruolo fondamentale in tal senso. Ha tempo, se ne avrà volontà, di crescere tanto. Perchè non gli manca una dote fondamentale (che contesto fermamente ai suoi detrattori) : il ragazzo sa cucinare. Guardate l'assenza di ossidazioni, le composizioni, le salse, le proporzioni tra ingredienti, le cotture, etc.etc.etc. Non mi dilungo oltre nel descrivere il bagaglio tecnico, innegabile, del giovane talento Vicentino. Saprà essere un grande ? su questo mi sento di aprire un punto interrogativo. Lo saprà essere se evolverà la sua cucina, dandogli una connotazione molto più personale e se saprà anche evolversi verso maturità stilistiche decisamente alla sua portata. Ora come ora, alla sua età, non ha rivali. Se tra 5 anni sarà ancora a questo punto invece ... il 13 di Cesare lo prendo come una iperbole provocatoria, con simpatia: Ma 13 non è un voto appropriato a Lorenzo. Oggi (e non i prospettiva) per noi vale quello che abbiamo scritto. E siamo prudenti. Poi, come ho detto, si vedrà come se la giocherà ...

  • cesare24 Ottobre 2012

    caro norbert condivido pienamente l'opinione di franc per me e' troppo 16 ventesimi io penso che non superi il 13. Ma lo dico da cliente che ci e' stato da poco e francamente non mi ha entusiasmato per niente . Come si evince dalla tua recenzione quasi tutti i piatti sono in affumicatura e/o alla brace una cucina che non ha assolutamente una sua identita' molto scopiazzata ed un servizio da pizzeria. Norbert ma scusa mi incuriosisce capire come sei arrivato a dargli questo punteggio???? La cucina non rispacchia il territorio, non rispecchia la nostra nazione non rispecchia la tradizione non rispecchia la qualita' del prodotto ecc. ecc. Allora ha ragione franc questo e' uno scherzo

  • luca24 Ottobre 2012

    evviva la personalità. ma attenzione.. in ogni senso: sia da un punto di vista strettamente culinario, sia dal punto di vista umanoempatico. non so spiegare esattamente come mai, ma non ti viene voglia di ritornarci. comunque avanti così ragazzi, troverete di certo la vostra dimensione!

  • Claudio PersichellaNorbert24 Ottobre 2012

    Una sana personalità non guasta mai, specie di questi tempi dove ce n'è profonda carenza. A patto, però, che sia accompagnata da talento e passione. Altrimenti è solo ridicola trombonaggine. Ma non è il caso di Cogo.

  • francesco24 Ottobre 2012

    Finalmente un punto di vista obiettivo su uno dei più ridicoli cuochi italiani.

  • vantito24 Ottobre 2012

    Mi pare un' obiezione pertinente. Condivido. Peraltro, se proprio si vuole fare un'apologia della modestia, bisognerebbe rintracciare tale "dote" nella praxis e non nella teoria, quindi nel costante tentativo dello chef di cambiare e contaminarsi, piuttosto che nelle parole pronunciate alla fine di un pasto.

  • Giovanni Lagnese24 Ottobre 2012

    Ma lo sapete che avete rotto le palle co' 'sta storia della "modestia"?? E anche con questa leggenda metropolitana che in tutti i campi chi veramente vale è "modesto"! James Watson è "modesto"? Francis Crick era "modesto"? Eppure stiamo parlando forse dei due più importanti scienziati del Novecento. Salvador Dalì era "modesto"? Giorgio De Chirico era "modesto"? Claude Debussy era "modesto"? Wolfgang Amadeus Mozart era "modesto"?

  • franc23 Ottobre 2012

    caro norbet ma spero che questo sia uno scherzo, io sono stato ben due volte e credo che non meriti piu' di 13 ventesimi.Piatti banali e tecniche ripetitive, una cucina molto "fredda" senza passione e cuore.Un servizio praticamente inesistente tutti giovani e inesperti. Mi spice ma non sono d'accordo sul finale ho parlato con lo chef e si sente come un dio in terra .............alla faccia della modestia .

  • Luca Canale23 Ottobre 2012

    Ho avuto il piacere di assaggiare tutte le sue proposte piu volte dall'apertura del locale ad oggi, sia il "grezzo originario" che "l'io culinario". Viaggiando per il mondo ha già macinato parecchi chilometri, adesso è stabile a Marano Vicentino, e pur stando fermo continua "a fare strada"! Luca.

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