Passione Gourmet LoRo Trescore Balneario Antonio Rocchetti Carlo Cappelletti.

LoRo

Ristorante
Via Bruse 2, Trescore Balneario
Chef Antonio Rocchetti
Recensito da Presidente

Valutazione

14/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • L'estrema attenzione verso il cliente.

Difetti

  • Ambiente un po' rumoroso.
Visitato il 02-2012


L’area prealpina compresa fra le città di Bergamo e Brescia (in rigoroso ordine alfabetico, ché è da ben prima della corsa sotto la curva di Carletto Mazzone che da queste parti son storie tese) ospita un considerevole numero di ristoranti blasonati. Alta è la concentrazione di tavole premiate dalla Rossa ed il motivo non ci stupisce. L’attenzione al cliente infatti ci pare toccare in queste zone vette più elevate che in molte altre parti d’Italia. I primi esempi che mi vengono in mente sono ovviamente il Miramonti e Da Vittorio fra i locali più celebri, ma anche fra quelli monomacaronati Al Vigneto e L’Osteria della Brughiera, tutti luoghi in cui, a prescindere dalla cucina di diverso accento e livello, ci si sente coccolati in modo particolarmente premuroso.Non fa eccezione a questa regola territoriale questo ristorante, nuovo ingresso della Via Lattea vulcanizzata, fondato poco più di un lustro fa da due ragazzi usciti dalla Lucanda che fu di Luca Brasi.
Antonio Rocchetti dalla cucina propone piatti che giocano su accostamenti talvolta molto arditi ma più spesso lavora intorno a solide certezze dell’inconscio gastronomico collettivo, mentre la sala è gestita dal socio Francesco Longhi, discreto ma di presenza sicura. Di recente il locale si è trasferito in un rustico fuor dal centro di Trescore, nelle vicinanza di Cenate Sotto, fatto che non vi impedirà di venire a pranzo, ovviamente. I piatti che abbiamo scelto dalla carta ci hanno talvolta stupito per la capacità di donare interesse gustativo a pietanze la cui lettura sulla carta non lasciava troppo spazio all’immaginazione. Il D’O è lontano e poco prenotabile? Allora la cipolla al forno con tartufo nero e gelato di Parmigiano delle vacche rosse (in copertina) vi permetterà di assaggiare una versione della cipolla in sfoglia (troppo?) simile a quella proposta da Oldani. Il tartufo e un non dichiarato fondo di vitello ampliano lo spettro gustativo rispetto al sucré-salé di Sua Poppezza , ma c’è da dire che dal punto di vista tecnico la perfezione che si ammira al D’O in questo tipo di preparazione non viene raggiunta. La sfoglia rimane leggermente più grassa, il gelato al parmigiano appena meno concentrato. Dettagli cui probabilmente non faremmo caso se l’inequivocabile somiglianza non rendesse inevitabile il paragone.
A voler portare il discorso dal particolare al generale, una punta di concentrazione in più è ciò di cui maggiormente abbiamo sentito la mancanza all’interno di un pranzo di fatto esente da errori tecnici, da cotture sbagliate, da materie prime meno che molto buone, ma in cui abbiamo notato una tendenza ad arricchire piuttosto che a sintetizzare, a condire più che a ridurre. Ottimi nel loro vigore i bottoncini di astice in salsa bouillabaisse, così come sono buoni i secondi di pesce provati, in particolare la triglia con pesto, patate e cornetti che mi fa sospettare che dalle trenette alle trofie, qualsiasi alimento che inizi con tr possa essere abbinato a questi elementi. Forse troppo vegetale invece è la zuppetta che accompagna una gallinella di tutto rispetto, a rendere il tutto meno a fuoco di quanto avrebbe potuto essere.
Ineccepibili i dolci, nel segno di una schietta golosità ma senza gli eccessi glicemici che talvolta capita di constatare nei locali moderni ma tendenzialmente conservatori. Nota di merito, proprio per la dolcezza contenuta, per il croissant con mousse di cioccolato bianco e gelato al caramello. Torneremo con piacere, sperando anche di trovare una carta dei vini meno scarna e dalle scelte meno prevedibili.

Bottoni di astice in salsa bouillabaisse.

Gallinella di mare in zuppetta.

Filetto di triglia al pesto con patate e cornetti.

semifreddo ai pistacchi, gelato alla vaniglia.

Croissant sfogliato, mousse al cioccolato bianco, gelato al caramello.

Entrata.

Predessert, millefoglie croccante al rum con gelato al fiordilatte.

Quattrini.


3 Commenti.

  • Franco18 Maggio 2013

    Location molto bella. Posto grande, ma troppo vuoto e poco frequentato Cibo buono. Quantità scarsa. Prezzi alti. In pratica: si esce con la fame ed il portafoglio vuoto e si soffre un pò di solitudine. :)

  • Giovanni21 Gennaio 2013

    Lo chef sembra sempre incazzato come se ti stesse facendo un favore a prepararti la cena..

  • Alessandro Pellegri12 Aprile 2012

    Ehm... Potrei in parte dissentire sul modo in cui "...ci si sente coccolati in modo particolarmente premuroso..." dai monomacaronati in zona? :-D

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