Agriturismo Ferdy

VALUTAZIONE

Cucina Moderna

15,5/20

PREGI
Cucina alpina molto curata.
Bella ricerca sulla carta dei vini con chicche.
DIFETTI
A pranzo nel week end solo un percorso degustazione, classico.

L’Impresa della famiglia Quarteroni

E’ affascinante entrare nel mondo dell’Agriturismo Ferdy e scoprire l’impresa, importante e impegnativa, sia nel senso societario (con una cinquantina di persone che ci lavorano), sia nel senso etimologico, di verticalizzare una microfiliera. Si parte dall’allevamento, che prevede gli animali liberi al pascolo a diverse altezze, con i conseguenti spostamenti, per passare alla produzione ( mungiture a mano per il latte), poi al commercio, e, infine all’ospitalità (albergo e ristorante). “Perché, pensando, consumai la ’mpresa che fu nel cominciar cotanto tosta” si sarà sicuramente posto il quesito, dopo Dante, Nicolò Quarteroni, che ha trasformato con indubbio successo, quello che la nonna e il padre avevano iniziato. E quello che poteva essere il dubbio di Dante, nell’entrare nell’inferno (e forse anche di Nicolò), in realtà si trasforma in un paradiso per chiunque varchi la soglia del cancello dell’agriturismo. Tutto è super curato, il senso di ospitalità è altissimo, la materia prima è notevole, frutto di pura artigianalità e, sotto forma di formaggi, salumi, carne, insieme a varie erbe raccolte, viene presentata in purezza o lavorata abilmente dallo chef Alessio Manzoni. Una cucina che si esprime nella sua essenza alpina, vincolata dalle materie prime disponibili, con alcune ovvie reiterazioni, ma con idee originali e indubbia bravura tecnica. Una proposta senza troppi orpelli, diretta, vera, gustosa e raffinata nelle idee, nelle sfumature e nelle presentazioni.

Cook the Orobic Mountains

I percorsi degustazione sono dedicate alle Orobie e un piatto come le mezze maniche cotte in acqua di prato, salsa di aglio nero gentile, pesto di rucola, mascherpa, polline e piselli freschi alla brace, è assolutamente un compendio della filosofia culinaria dell’Agriturismo Ferdy: c’è in primis il gusto, la piacevolezza, c’è la montagna, la cottura alla brace, la grassezza del formaggio, l’umami dell’aglio nero, c’è una nota amaricante, anche se delicata. Particolare la cottura orientaleggiante, stile shabu shabu, su un eccellente filetto crudo, ristretto di brodo, pesto di coclearia, scottato appunto con olio, per un inizio del percorso davvero interessante. Oramai iconico il Riso Carnaroli, mantecato al latte, salsa romice, fondo bruno, fave di cacao e polvere di abete, golosissimo e non stancante, grazie all’apporto della salsa vegetale. Fra i dolci spicca il gelato alla panna e ricotta, con sciroppo di gemme di abete rosso e una lastra ghiacciato di una tonica molto balsamica, realizzata su idea di Nicolò. È davvero bello che ci siano realtà come questa, Contrada Bricconi e l’Agriturismo Larice, che stanno portando avanti i loro progetti di rivitalizzare le Orobie da un punto di vista culinario e di accoglienza, con la filosofia, che ha fatto sua, Norbert Niederkofler, del Cook the Mountain, i cui principi, dell’attenzione agli scarti, alla sostenibilità etica, alla materia prima che arriva da micro allevatori e produttori, sono, visceralmente, nel DNA di questi agriturismi di eccellenza.

IL PIATTO MIGLIORE: Riso Carnaroli, Riserva San Massimo “l’autentico” al latte, salsa romice, fondo bruno, fave di cacao e polvere di abete.

La Galleria Fotografica:

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Fiorello Bianchi

Appassionato viaggiatore e gourmet, alla costante ricerca di esperienze gastronomiche e di piatti superwow, a cui dedica parte del suo tempo libero e dei suoi viaggi. Interessato a scoprire nuovi talenti, amante delle proposte più originali che riescano a stupire e convincere il palato.

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VALUTAZIONE

Cucina Moderna

15,5/20

PREGI
Cucina alpina molto curata.
Bella ricerca sulla carta dei vini con chicche.
DIFETTI
A pranzo nel week end solo un percorso degustazione, classico.

INFORMAZIONI

PREZZI

Menù degustazione a 75, 90 e 105, alla carta sui 85 euro.

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