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Monferace

Vino
Recensito da Orazio Vagnozzi

Monferace: un progetto ambizioso per il Grignolino

Quando pensiamo al Grignolino ci vengono in mente i profumi intriganti, la piacevolezza, il gradevole tannino e la bevibilità tipici di questo vino, normalmente vinificato in acciaio. Un vino beverino, insomma, non un vinone. Sono convinti del contrario il gruppo di 14 produttori, riuniti sotto un unico nome, Monferace, che per produrlo si sono dati regole severe che prevedono lunghi affinamenti, minimo 40 mesi, di cui almeno 24 in legno, botte grande e rese massime di 70 quintali per ettaro. In effetti non siamo abituati a pensare al Grignolino come un vino da lungo affinamento in botte e in bottiglia. Eppure, una volta il Grignolino era trattato proprio così ed era considerato un grande vino. Ci sono chiare evidenze documentali che ci dicono che nelle grandi fiere enologiche dell’800 per esempio, venivano comunemente presentati (a Firenze, Torino, Vienna) Grignolino di 5, 7, 11 anni. 

La Libera Associazione Produttori Monferace

L’Associazione Monferace, il cui nome è stato scelto perché è l’antico nome del Monferrato aleramico (Aleramo era stato nominato Marchese del Monferrato nel 956), ha dunque lo scopo di riportare in auge il Grignolino, restituendogli il blasone che merita.

Qualche tentativo convincente e ben riuscito in realtà c’è stato anche in tempi recenti, quando Ermanno Accornero, guarda caso uno dei promotori di Monferace, aveva prodotto il Bricco del Bosco “Vigne Vecchie” dell’annata 2006 – un gran vino per chi abbia avuto l’opportunità di assaggiarlo – un vino a base di Grignolino al 100% sottoposto a un lungo affinamento in botte e poi in bottiglia prima di essere messo in commercio nel 2011. Il resto è storia. Nel 2015 dieci produttori (come detto oggi sono 14) danno vita al progetto Monferace, con lo scopo di produrre un grande Grignolino.

La presentazione della prima annata, la 2015, fu fatta nel giugno del 2019 nel castello di Ponzano Monferrato, sede della Libera Associazione Produttori Monferace: a questo link trovate le nostre considerazioni quando presenziammo alla manifestazione.

Le 12 bottiglie di Grignolino Monferace

Recentemente, insieme a una platea composta da alcuni giornalisti esperti del settore abbiamo partecipato a una degustazione “digitale” organizzata dall’Associazione Monferace. 

Dodici bottiglie, tre dell’annata 2015, la prima in commercio, sei della 2016, grande annata appena rilasciata, e a seguire tre campioni da vasca del 2018, 2019 e 2020 di tre cantine appena entrate nel progetto.

Se poteva esserci il timore che l’affinamento in legno avrebbe finito per omologare e appiattire il Grignolino facendogli perdere le caratteristiche peculiari del vitigno, va detto che tutti i Monferace assaggiati hanno rispecchiato le caratteristiche identitarie del Grignolino quali la grande bevibilità, la freschezza, il tannino e l’eleganza delle migliori versioni in acciaio. Inoltre, abbiamo apprezzato i vini per le loro sfumature differenti: alcuni, caratterizzati da grande finezza, eleganza e delicatezza, e altri da corposità, fragranza e immediatezza. A giudicare da quanto degustato quindi il rischio della standardizzazione sembra scongiurato.

Grignolino Monferace Sulin 2015

Cantina adagiata sulle pendici della collina denominata “Madonna dei Monti”, nome che le deriva dalla chiesetta posta in cima ad essa e dal fatto di essere l’altura più elevata della zona. In dialetto monferrino Sulin significa soleggiato, i vigneti possono a pieno titolo chiamarsi così, perché tutti ubicati a Sud, abbarbicati sui “Bricchi” e lungo i crinali di ondeggianti colline esposte al calore del sole. 1,5 ettari dedicati al Monferace, vigna con esposizione sud, sud/est posta ad un’altitudine di circa 350 metri con terreno argilloso calcareo, bottiglia che raffigura gli antichi giochi piemontesi dal nome Brasal. 30 mesi in tonneaux di rovere. Naso complesso con sfumature dolci di marasca, frutti rossi e di viola, in bocca tannino levigato ancora teso e vibrante. Capitolo abbinamenti, confesso di averlo aperto un giorno prima della degustazione per il Carbonara Day, la morte sua.

Grignolino Monferace Fratelli Natta 2015

L’Azienda vitivinicola dei Fratelli Natta è situata a Grazzano Badoglio, nel cuore del Monferrato, in una zona del Piemonte in cui la coltivazione della vite è parte di una tradizione prestigiosa tramandata di padre in figlio. La superficie coltivata si estende per circa 30 ettari suddivisi in piccoli appezzamenti a vigneto, selezionati per la favorevole esposizione e per le particolari caratteristiche del terreno, di cui un ettaro dedicato al Grignolino Monferace. La 2015 la prima annata, 28 mesi di affinamento in botti di rovere, dominanza di frutti rossi, polvere di rosa nonostante un colore più carico. Verticalità in bocca con una bella spalla acida, c’è ancora tempo per aspettare anche se già pronto oggi.

Grignolino Monferace Vicara 2015

Una sinfonia di sapori e sentori il Grignolino Monferace Bricco Uccelletta della cantina Vicara. Vigneto in cima al bricco dell’Uccelletta con esposizione sud, sud/ovest e si estende per circa 1,60 ettari. Di proprietà di Vicara da oltre 80 anni, il vigneto è caratterizzato da un suolo calcareo marnoso di origine terziaria in seguito a sedimentazioni marine, allevati a Guyot tradizionale, con potature molto corte e rese basse. La fermentazione malolattica avviene in botti di rovere e acacia da 500 litri dove matura per 24 mesi, l’affinamento prosegue per ulteriori 24 mesi in bottiglia. Colore rosso scarico con riflessi aranciati tipici del Grignolino, naso fine ed elegante, con leggere note speziate e balsamiche in via di terzierizzazione. Attacco in bocca secco con una bella verticalità, tannini levigato e piacevole con grande bevibilità, lungo e persistente.

Grignolino Monferace Accornero 2016

Quattro generazioni di viticoltori, gli Accornero continuano con la stessa passione e lo stesso impegno che animò il bisnonno Bartolomeo a produrre vini di alta qualità. Nell’anno 1897 l’acquisto della Cascina Ca’ Cima dal nobile cavaliere Negri, nel Comune di Vignale Monferrato è situata Ca’ Cima, con una superficie di 20 ettari interamente coltivati a vigneto. La cantina dell’azienda, dotata di tutte le tecnologie moderne, rimane comunque fedele ai processi più tradizionali della vinificazione, offrendo così i grandi vini del territorio del Monferrato. Sulla bottiglia in evidenza una scritta “vigne vecchie”, a rimarcare il grande lavoro di conservazione del patrimonio vitivinicolo del Vigneto Bricco del Bosco, con un’estensione di circa 1,8 ettari vigneto impiantata nel 1961. Rese super basse a 35 quintali per ettaro, vinificazione con lunghe macerazioni a contatto con le bucce per 20 giorni, affinamento 30 mesi in tonneaux di rovere e 24 mesi in bottiglia. Rosso rubino chiaro con leggeri riflessi arancio, al naso profumo con note di frutti di bosco e un po’ di tabacco e pepe bianco, in bocca bell’equilibrio con un accenno di retrogusto dolce dato forse dalla lunga macerazione

Grignolino Monferace Tenuta Santa Caterina 2016

Tenuta Santa Caterina si trova nel comune di Grazzano Badoglio, sulle dolci colline dei “Colli divini” nel cuore del Monferrato in provincia di Asti. Riprendono vita il palazzo, i porticati, i giardini all’italiana, le scuderie, la cantina storica con le volte di mattoni e l’Infernotto, scavato nel tufo fino a 17 metri di profondità. Infernòt è il termine piemontese utilizzato per indicare una cantina sotterranea adibita alla conservazione dei vini, autentico gioiello di architettura ipogea, oggi riconosciuto Patrimonio Unesco. La filosofia è porre estrema attenzione in ogni fase produttiva, attuando tutti gli interventi indispensabili all’ottenimento di vini di grande qualità, valore e personalità. Ogni vino è un cru, ogni grappolo è curato per lunghi mesi con costanza e pazienza, in cantina le fermentazioni vengono svolte con l’ausilio dei soli propri lieviti indigeni già presenti sulle bucce degli acini. L’affinamento del Monferace avviene per 30 mesi in botti di rovere e per altri 30 mesi in bottiglia. L’etichetta riporta il mattone ed il ferro di cavallo dai quali, secondo la leggenda, deriva il termine Monferrato. Grande eleganza ed equilibrio, un mix di sentori floreali e fruttati al naso, dove si percepisce la tipica nota di arancia amara. Bel tannino da masticare in bocca con dolcezza e avvolgenza, il 2016 si conferma l’annata ideale sia da bere ora ma anche da dimenticare in cantina.

Grignolino Monferace Tenuta Tenaglia 2016

La Tenuta Tenaglia è situata in uno dei luoghi più incantevoli del Monferrato, tra Asti e Casale, a circa 450 m. sul livello del mare e ai margini del parco naturale del Sacro Monte di Crea, Patrimonio dell’Unesco dal 2003.  Nel corso dei secoli la Tenuta  fu ampliata fino a comprendere gli attuali 30 ettari di vigneti, di cui circa 19 situati nella provincia di Alessandria nei paesi di Serralunga di Crea e Ponzano e circa 11 nella provincia di Asti, nel comune di Grazzano Badoglio, acquistati nel 2004 ed entrati in produzione nel 2006. L’annata 2016 si discosta maggiormente dagli altri assaggi, con l’altimetria a giocare un ruolo fondamentale. Affinamento 24 mesi in botti di rovere, colore luminoso, al naso freschezza con sentori di pesca e leggera speziatura,  con una punta di rosa canina in evoluzione. Al palato corposità inaspettata in grande equilibrio in ampiezza, con un tannino grintoso che può ancora correre.

Grignolino Monferace Alemat 2016

Alemat nasce nel cuore e nella mente di Savio Dominici alla fine degli anni ’80. L’amore per il vino e per la vigna cresce negli anni finché Alemat diventa una realtà nel 2012. È un’azienda giovane Alemat, che nel dialetto piemontese significa “è matto”, presente anche sulla piattaforma Vinix, una sorta di gruppo di acquisto social di vino in rete molto seguita. Un piccolo fazzoletto di terra dedicato a Monferace con 0,3 ettari, affinamento 24 mesi in tonneaux grande. L’annata 2016 è bella elegante, con un naso più su note tostate e speziate, in bocca di corpo con un tannino ben levigato che fa uscire tutto lo spessore di questa cantina boutique.

Grignolino Monferace Angelini Paolo 2016

Quattro generazioni di vigna sulle colline del Monferrato Casalese nel cuore del Piemonte, la Società Agricola Angelini Paolo si estende per 40 ettari impiantati a vigneto distribuiti su terreni che variano dai più calcarei a quelli più argillosi. La cantina recentemente rinnovata, insieme a tecniche di produzione indirizzate ad esaltare la tipicità di ogni singolo vitigno, possiede una gamma di vini molto varia e strettamente legata al  territorio. Grande rispetto per i vitigni classici del Monferrato, come il Grignolino. Il vigneto Arbian si trova nel comune di Ozzano, terreno 50 % calcareo / marnoso e 50% calcareo / argilloso, fermentazione indigena in vasche in acciaio inox a temperatura controllata con macerazione di 15 giorni. Rimontaggi medio frequenti. Affinamento in tonneaux di rovere francese da 5 hl per almeno 36 mesi e poi in bottiglia per 12 mesi. Rosso con sfumature granate, naso complesso e balsamico, con note di frutta sotto spirito. In bocca agilità con una presa bella asciutta, in un sottile equilibrio fra tannini morbidi, acidità e struttura.

Grignolino Monferace Castello di Uviglie 2016

Il bello della degustazione anche una etichetta corretta a mano, l’annata giusta è la 2016 di Castello Uviglie, custodi di una tradizione ed esperienza di oltre 5 secoli, l’azienda di proprietà di Simone Lupano è oggi una dinamica realtà produttiva di 120 ettari di cui 25 coltivati a vigneto. La cantina che ha una capacità di raccolta di 3.500 hl è dotata delle tecnologie più moderne pur utilizzando i metodi tradizionali di vinificazione nel rispetto della tipicità del territorio. La produzione attuale è di circa 90.000 bottiglie annue. Affinamento di 30 mesi in botti da 20 hl, naso pulito e pungente con una bella ampiezza, all’assaggio è tattile con tanta materia, si sente bene il frutto, eleganza e linearità.

Grignolino Monferace Liedholm 2018

Nel 1973 il barone Nils Liedholm acquista la tenuta Villa Boemia a Cuccaro Monferrato in provincia di Alessandria sulle colline del Monferrato con vigneti di Barbera e Grignolino. La produzione vinicola inizia nel 1977 soltanto per uso famigliare, attualmente l’azienda possiede circa 12 ettari di vigneto e la produzione totale è di circa 80/90.000 bottiglie annue. Da luglio 2015 la proprietà passa alla Società Agricola Monte Ferrato Srl, appartenente a un Gruppo Industriale leader mondiale. Il campione del 2018 è una sorpresa, assomiglia quasi a un Vermouth, residuo zuccherino zero ma travestito da una grande dolcezza che arriva da un terreno particolare e da lunghe macerazioni. Sarà imbottigliato tra poco, da seguire con interesse e riassaggiare.

Grignolino Monferace Hic et Nunc 2019

Grande coraggio per Hic et Nunc mettere in degustazione un campione da vasca di Grignolino 2019. Qui e ora il vino anche se non ancora finito è in una forma spettacolare, chiaramente gioca su note di freschezza di frutta, sull’acidità, morbidezze con tannini delicati ed avvolgenti, ci preannuncia un grande avvenire davanti per il Grignolino che, a Vignale, trova il suo luogo d’elezione. Una porzione di circa 3 ettari dedicata, con altezza di 250 mt s.l.m e vigne esposte a sud che risalgono agli anni ’70.

Grignolino Monferace Cascina Faletta 2020

Dulcis in fundo, il fascino e mistero di Cascina Faletta. Ultima scommessa il Grignolino, una vision per recuperare un pezzo di storia del passato e l’inizio di un percorso che fonda le sue radici nel lontano 1881. Il 2020 non è giudicabile se non per il fatto di dire che è già interessante e piacevole alla beva, da riassaggiare magari in un luogo circondato da terreni vocati alla viticoltura come Cascina Faletta. Un viaggio nello straordinario mondo del vino prosegue, fiore all’occhiello, l’impianto di domotica, che consente di gestire e regolare in modo intelligente tutte le apparecchiature della struttura, dalle luci al clima.

2 Commenti.

  • AvatarRoberto Zaino13 Luglio 2021

    ERRATA CORRIGE Spero di essere di aiuto nel segnalare che il vigneto di Arbian, della Società Agricola Angelini Paolo, si trova nel comune di Ozzano (nel testo è riportato erroneamnete Guzzano).

  • Erika MantovanErika Mantovan19 Luglio 2021

    Grazie Roberto

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