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Il trentino (rosso) nel bicchiere

di Riccardo Corazza

Un avamposto dei blend rossi in Italia

Sempre in ambito di vini rossi, altro storico asso nella manica della provincia di Trento, oltre al Teroldego, sono i tagli (o uvaggi) bordolesi. Le particolari condizioni pedo-climatiche cui accennavo qui, unite a sperimentazioni mirate condotte fin dal secondo dopoguerra, e con grande determinazione, dall’Istituto Agrario di San Michele All’Adige (ora Fondazione Edmund Mach), che peraltro si inserivano su consolidati usi locali, ovverosia coltivazione e assemblaggio di vitigni rossi internazionali risalenti agli ultimi anni dell’Impero Asburgico, hanno portato il Trentino a divenire un avamposto dei blend rossi in Italia.

Il primo uvaggio in assoluto fu appunto rilasciato dallo stesso Istituto, tra il 1957 e il 1958, il Castel San Michele, a prevalenza Merlot, proveniente dallo storico vigneto Weizacher, collocato nella parte più bassa del conoide di Faedo. Successivamente arriva il “Quattro Vicariati” di Cavit, che prende il nome dai quattro centri della Vallagarina di Mori, Brentonico, Ala e Avio, altre zone vitivinicole trentine (un tempo un’unica giurisdizione) ‘benedette’, con Cabernet Sauvignon a farla da padrone.

Pochissimo dopo (1961) arriva il Fojaneghe, su intuizione del Conte Federico Bossi Fedrigotti, con il Merlot a ‘guidare’ il taglio, ed è l’ingresso nella fase moderna, anche per il riconoscimento internazionale, degli uvaggi trentini. Altro discorso è quello dei vini da uve rosse in purezza, che ribadisce la chiara vocazione a livello di internazionali, che paiono trovare nel microclima trentino condizioni idonee per espressività piena e compiuta, senza forzature di appassimenti in pianta o lavazioni eccessivamente complesse in cantina. Punto dolente, invece, che come anticipavo si muove simmetricamente con l’argomento Nosiola nelle uve bianche, è quello sul Marzemino. Dispiace verificare che il livello degli assaggi di quella che è, per tanti aspetti, l’altra uva ‘rossa’ trentina – vitigno romanticamente importato ma che in Regione ha indubbiamente trovato la propria vera casa – è ancora insoddisfacente nella sua qualità media, pure al netto delle fisiologiche traversie di coltivazione di una pianta oggettivamente laboriosa, cui non giova nemmeno l’innalzamento delle temperature medie delle ultime decadi.

A mio avviso finché non si punterà ad un equilibrio vegetativo/maturativo più compiuto, collegato a modalità di allevamento non intensive che preservino la croccantezza del prodotto finito, difficilmente si troverà quel compromesso, fatto anche di sacrificio, che permetta di godere di bottiglie rilevanti, non di mera uva da pasto incapace, per la sua stessa natura, di fornire una vera appetibilità sul mercato. Non a caso le due etichette che spiccano decisamente sul livello medio delle altre evidenziano, per l’appunto, la vera potenzialità di un vitigno, inutile negarlo, attualmente a rischio sparizione.  

Gli assaggi

Cantina Delaiti Vigneti delle Dolomiti IGT Rosso Borgognoni 2018

Grande sorpresa la cantina guidata da Igor, giovane fagottista che ha suonato in giro per i palchi di tutto il mondo prima di approdare alla vocazione di una vita. Mano sicura e spregiudicatezza conferiscono a questo taglio di Teroldego e Lagrein dalla zona di Aldeno sapidità e impronta stilistica originalissima. Ciliegia sotto spirito, peonia, foglia di pepe, alla bocca succoso e persistente, finale su sentori di zest di arancia. 

Rosi Eugenio Vallagarina IGT Rosso Esegesi 2016

Il taglio bordolese nella visione di Eugenio, indicibile minuziosità del lavoro in vigna e vision nei processi di affinamento in cantina. 4/5 Cabernet Sauvignon, 1/5 Merlot che evolve 24 mesi in rovere, con magistrale uso del cappello sommerso. Susina selvatica, sferzate di maggiorana, un finale di noce moscata con tocchi di fiori rossi. Bocca con tannini salati, croccantezza e densità, chiusura sui toni della liquirizia.

San Leonardo Vigneti delle Dolomiti IGT Rosso San Leonardo 2015

Forse l’unico bordolese trentino capace di evolversi nel tempo per arrivare così ‘ruggente’ anche ai nostri giorni, forte di una materia prima incredibile. Blend 60% Cabernet Sauvignon, 30% Carmenére e 10% Merlot. Ciliegie in confettura, tocchi di sottobosco, bocca densa, croccante e compatta, con tannini setosi, finale splendidamente persistente.

Grigoletti Vigneti delle Dolomiti IGT Rosso Gonzalier 2015

La solita, grande affidabilità del lavoro in vigna e cantina della cantina di Nomi. Un taglio Cabernet/Merlot sapido e incisivo, che mostra un naso di piccoli frutti rossi, ribes e melograno, tocchi di alloro e bella mentolatura. In bocca tannini salmastri, eccellente densità e chiusura sulle tonalità della liquirizia. 

Pojer e Sandri Vigneti delle Dolomiti IGT Rosso Faye 2016

Un grande classico della seminale cantina di Faedo, capace di raccontare la ricca complessità della Val di Cembra. ‘Cru’ Paradisot, Cabernet Sauvignon al 50%, con la partecipazione di Cabernet Franc, Merlot e Lagrein per il resto del blend. Piccoli frutti neri al naso, mirtillo e mora, tocchi di peperone verde, timo e noce moscata, finale balsamico. Bocca densa, tannini iodati, finale di persistenza.

Rosi Eugenio Vallagarina IGT Rosso Marzemino Poiema 2016

Un Marzemino raffinato, istantanea delle potenzialità del vitigno in Vallagarina. Eugenio non rinuncia alla piena maturità fenolica di un’uva difficile, quindi la ‘completa’ con appassimento in cassetta di un 20% della massa. Naso di piccoli frutti rossi, marasca e ribes, bellissima sfumatura di timo fresco, poi rosa canina, bocca tesa e sapida, tannini stondati, eccellente finale balsamico-lievemente amaricato.

Maso Salengo Trentino DOC Superiore Marzemino dei Ziresi 2017

Un progetto quasi monografico sul Marzemino, una pergola doppia dai rendimenti tenuti volutamente bassi per un frutto di evidente opulenza, dalla chiaramente vocata zona di Volano. Lampone al naso, con tocchi vegetali e di fiori rossi e ricordi di frutta secca tostata. Bocca densa e succosa, con tannini iodati, finale con ritorno fruttato-ammandorlato.

Tenute Lunelli Trentino DOC Pinot Nero Maso Montalto 2017

La vocazione pura di Maso Montalto, dal progetto di Tenuta Margon, la zona ‘non spumantizzata’ di casa Lunelli. Un Pinot nero scoppiettante, senza ammiccamenti, che sa di piccoli frutti neri, ribes e mirtillo, evidenzia tocchi di gardenia e noce moscata. Bocca compatta e succosa, bella spalla acida, ottima persistenza di beva.

Cantina Agraria Riva del Garda Trentino DOC Superiore Pinot Nero Maso Élesi bio 2017

Un splendido appezzamento collocato ai piedi di Monte Baone, immerso nella biodiversità di un bosco di lecci (da cui il nome élesi), un bel progetto biologico di una cantina sociale dalle forti ambizioni, ripagate da risultati qualitativi in costante crescita. Marasca sotto spirito al naso, con tocchi di pepe nero, beva croccante e densa, tannini salati.

Maso Cantaghel Trentino DOC Pinot Nero Vigna Cantanghel 2017

Un Pinot Nero da libro di testo, frutto di una collocazione incredibile, che meriterebbe trattazione a parte. Ribes rosso, foglia di pepe, spalla acida di nerbo ma mai eccessiva, assenza quasi totale dell’invasività dei tannini e lunghissima persistenza. Un vino-esempio delle potenzialità territoriali sugli internazionali, con gestione sapiente di vigna e cantina.

Vallarom Vallagarina IGT Rosso Syrah XX 2017

Il Syrah del ventennale per Vallarom, testimone di una vocazione marcata sia di Filippo Scienza in vigna e cantina, che di un lavoro di lettura finalizzato a rendere il vitigno nella sua spontaneità. Naso speziato, cannella poi foglia di alloro e ancora ciliegie sotto spirito. Attacco alla bocca succoso, ma anche compatto e croccante, i tannini sono iodati, la beva trascinante.

La Cadalora Vallagarina IGT Rosso Casetta Majere 2018

Un eccellente esempio di quello che può restituire, a livello storico e filologico, il lavoro dei Vini dell’Angelo, lanciato da Proposta Vini. Un’uva per lungo tempo dimenticata che ritorna in purezza in una versione magnetica. Lievissima ma piacevole riduzione in ingresso di olfazione, poi sono ciliegie rosse, peonia, tocchi di maggiorana, chiodi di garofano e iodatura finale. Bocca tesa, succosa, con spalla acida mozzafiato e bevibilità trascinante.

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