Passione Gourmet Le Monzù, Punta Tragara, Capri - Passione Gourmet

Le Monzù

Ristorante
via Tragara 57, Capri (NA)
Chef Luigi Lionetti
Recensito da Antonio Sgobba

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Una terrazza con un panorama da cartolina.
  • La carta dei vini personale e attenta al territorio.

Difetti

  • La distanza tra i tavoli in terrazza.
  • Qualche distrazione di troppo nel servizio.
Visitato il 09-2020

Alta cucina in un’evocativa terrazza Caprese

Capri non è solo la più glamour di tutte le isolette del Golfo di Napoli, ma anche un microcosmo straordinario e affascinante che regala paesaggi e profumi unici quando non è presa d’assalto dal turismo. Il meglio di sé lo dà, infatti, nelle stagioni di mezzo.

E così, in una fresca serata di fine estate, ritrovarsi seduti a cena sulla terrazza de Le Monzù è un privilegio assoluto. Il ristorante fa parte dell’hotel di lusso Punta Tragara, villa progettata negli anni ’30 da Le Corbusier ed incastonata nell’omonimo promontorio, con un delizioso affaccio sui Faraglioni da un lato, e Marina Piccola dall’altro. Qui officia lo chef Luigi Lionetti, caprese di nascita, che dopo essersi formato in giro per l’Italia, meglio di ogni altro ha potuto interpretare e trasferire nel piatto i sapori e gli odori dell’Isola. La sua è una cucina autentica, caratterizzata dalla pulizia dei sapori e un pizzico di golosità. Spicca la capacità dello chef, comune ad uno dei suoi mentori, Gennaro Esposito, di riproporre ricette tradizionali, alleggerendole e rendendole eleganti nel piatto.

Piatti eleganti e a tratti golosi

Si parte subito forte con un superbo bon bon di gamberi rossi e crema di mandorle adagiato su una zuppetta di olive Nocellara. La dolcezza del crostaceo è perfettamente bilanciata dal sapore delle olive che contribuiscono anche ad allungare la persistenza al palato. La puttanesca di tonno reinterpreta in chiave moderna dei classici ingredienti partenopei, con un intenso sorbetto al pomodoro che quasi ruba la scena alla controparte pelagica. I tortelli con astice e tartufo sono una portata ricca e goduriosa, lo chef si rivela abilissimo con la sfoglia e il brodo che donano al piatto freschezza ed eleganza. La milanese di ricciola è, poi, un piccolo capolavoro, fuori perfettamente croccante, all’interno rosa e succosa, come contorno una saporita scarola e una salsa agli agrumi a sgrassare il tutto.

Si resta ad un livello elevato anche con le portate dolci, la rivisitazione di ricotta e pera servita come pre-dessert è fresca e ripulisce il palato, preparandolo a un dolce che ha come protagonista l’albicocca e gioca sulle consistenze.

La carta dei vini, sebbene con ricarichi importanti, accanto ai classici nomi affianca una bellissima selezione di etichette di piccoli produttori italiani e soprattutto campani (con buona profondità di annate). Il servizio è simpatico e volenteroso, ma serve uno sforzo in più di attenzione ai dettagli.

La Galleria Fotografica:

1 Commento.

  • Avatar* Anonimus 19 Febbraio 2021

    BELLISSIMA LA descrizione dell'articolista in questione Antonio nel descrivere lo chef Luigi riporto come copia incolla''(Spicca la capacità dello chef, comune ad uno dei suoi mentori, Gennaro Esposito, di riproporre ricette tradizionali, alleggerendole e rendendole eleganti nel piatto.)''perchè effettivamente i piatti citati hanno si una certa eleganza nel piatto, grazie .

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