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Famiglia Cotarella, un cambio generazionale d’eccezione

di Orazio Vagnozzi

Le Donne Cotarella presentano Montiano 2016

Il 17 settembre presso Identità Golose Milano in Via Romagnosi è stato presentato il Montiano 2016 dell’azienda Famiglia Cotarella, nome assunto dal 2015 da quella che precedentemente era nota come azienda Falesco. I vigneti della proprietà si estendono su circa 280 ettari e ospitano varietà autoctone come il Roscetto, ma anche varietà internazionali come Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah, o ancora vitigni legati solidamente al territorio toscano come l’Aleatico e il Sangiovese. L’azienda fu fondata nel 1979 dai fratelli Riccardo e Renzo Cotarella a Montefiascone, in Lazio. Una decina di anni fa nacque una moderna seconda sede a Montecchio, in Umbria, che nel 2015 passò nelle mani della nuova generazione al femminile, quella di Dominga, figlia di Riccardo e quella di Enrica e Marta, figlie di Renzo.

Il Montiano è prodotto in un territorio di origine vulcanica, la Tuscia, situato tra Lazio e Umbria. L’ispirazione che portò alla creazione di questa particolare espressione di Merlot in purezza fu il viaggio che fecero Riccardo e Renzo nel 1988 in Francia, tra Pommerol e Saint Emilion. Nel 1993 venne prodotta la prima annata, che uscì sul mercato nel 1995 non senza una certa resistenza ambientale (la Tuscia veniva considerata terra di bianchi) e un certo scetticismo. Indubbiamente il giudizio di Parker, che gli assegnò un punteggio molto alto, fu di aiuto, contribuendo in modo determinante al successo del Montiano oltre oceano.

Nel tempo è un vino che si è affermato anche in Italia anche grazie alla sua sua identità territoriale, che gli conferisce  una netta personalità. Il suolo vulcanico, rispetto alla generosità conferita dai suoli argillosi ideali per la coltivazione del Merlot, dona al Montiano finezza e verticalità distintive. E con il tempo anche grazie agli interventi apportati sia in vigna che in cantina il Montiano ha raggiunto una notevole maturità stilistica.

E veniamo all’ annata 2016, frutto di una selezione degli acini che ha dato luogo a una produzione inferiore del 30% rispetto alla 2015 – annata eccezionale per quantità e qualità delle uve – ma che, forse, rispetto all’ annata precedente possiede perfino un quid in più.

 

È il Montiano della nuova generazione” dice Riccardo, raccontando le novità che arricchiscono la 2016. Una di esse è sicuramente la mano che ha accompagnato il percorso delle uve, vinificate in totale autonomia dal genero – nonchè suo braccio destro – Pierpaolo Chiasso. “Questo nuovo capitolo di Montiano non è una rivoluzione, ma è un’evoluzione” afferma Dominga. L’altra è che con l’annata 2016 il Montiano, rinnova lo storico look con una nuova etichetta – creata da Enrica – che va a confermare questa coerenza, mostrando ancora la traccia del vecchio logo creato dal nonno Domenico quasi come fosse il segno visibile di una continuità.

 

Dal colore rosso rubino intenso, il Montiano 2016 si esprime con un naso fine e articolato su note di frutti rossi (marasca e lampone), spezie dolci, cacao e tabacco. In bocca l’attacco morbido amplifica la percezione del pieno corpo, bilanciato da un’acidità e una salinità che rendono il sorso scorrevole e verticale. I tannini sono dolci, fitti e soffici, con una dinamicità che invoglia a bere, più che a degustare. Il perfezionamento dello stile nella direzione già imboccata nelle ultime annate sembra giunto all’ apice.

 

 

 

 

 

 

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