Passione Gourmet Vinitaly 2019 - Passione Gourmet

Vinitaly 2019

di Orazio Vagnozzi

La nostra top 10

Si è chiusa il 10 aprile, a Veronafiere, la 53° edizione di Vinitaly, il Salone internazionale dei Vini e Distillati di Verona. Quest’anno sono state circa 4.600 le aziende, provenienti da 35 paesi, che hanno occupato con i loro stand i 100.000 metri quadrati espositivi. Si sono registrate 125.000 presenze, per le oltre 18.000 etichette presentate.

Forse, più che i numeri, vale la pena soffermarci su ciò che abbiamo notato girando fra gli stand in fatto di nuove consapevolezze e nuove tendenze, sia a livello comunicativo che produttivo. E, qui, ve le riporteremo.

La prima sensazione che si è potuta respirare incontrando i vari produttori è quella sorprendente di una sempre maggiore capacità di raccontarsi, che spesso va di pari passo con un incremento altrettanto importante del generale livello qualitativo dei prodotti: tra bianchi, rossi, rosé e bollicine abbiamo degustato tanti vini di indiscutibile eccellenza.

Abbiamo rilevato anche una particolare attenzione al rispetto per l’ambiente sempre più diffusa, dal Nord al Sud Italia. Non solo sono enormemente aumentate le aziende vitivinicole certificate “bio”, ma c’è una tendenza generalizzata ad eliminare l’utilizzo di sostanze chimiche nei vigneti anche da parte di quei produttori che non sono in possesso di certificazioni. Si conferma inoltre il trend degli ultimi anni, con vini che tendono sempre più all’eleganza e alla finezza, invece che all’opulenza e alla concentrazione. Altro leitmotiv – confermato pienamente dal bicchiere – è la capacità del vino di essere fedele espressione del suo territorio. Infine, in questi giorni di Vinitaly abbiamo spesso sentito parlare del cambiamento climatico e delle soluzioni adottate per farvi fronte, tramite la ricerca di vigneti in posizioni più elevate e attraverso i nuovi accorgimenti adottati nella struttura della vigna.

Per quanto sia praticamente impossibile destreggiarsi fra i numerosi eventi e le migliaia di stand con la conseguenza di aver portato a termine solo una frazione delle degustazioni pianificate, ci permettiamo di segnalare le seguenti dieci chicche tra i vini assaggiati.

Trebbiano d’Abruzzo “Vigneto di Popoli” DOC 2016 – Valle Reale

Colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati. Naso dipinto nelle note di oliva verde, fiori di campo, erbe aromatiche, zafferano e agrumi. In bocca il vino è morbido e ben bilanciato dall’acidità, accompagnata da una sapidità decisa che lo rende teso e vibrante. Il finale agrumato è lungo e piacevole. Un’espressione di Trebbiano basata su precisione, finezza e delicatezza aromatica: perfetta espressione della “fredda” vigna da cui proviene.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Stefano Antonucci” DOC 2016 – Santa Barbara

Colore giallo paglierino intenso. Naso fruttato di ananas e mela verde, con una leggera nota agrumata. L’attacco in bocca è morbido e rotondo, controbilanciato da una buona acidità che dona freschezza ed equilibrio. Vino sapido con finale persistente e retrogusto agrumato. Una meravigliosa espressione di Verdicchio, che si riconosce per una bevibilità contagiosa.

Franciacorta “Grande Cuvée Alma Non Dosato” DOCG – Bellavista

Assemblaggio di Chardonnay al 90% e Pinot Nero al 10%, questo vino presentato in anteprima a Vinitaly (per essere presentato ufficialmente bisognerà aspettare metà maggio 2019) affina per 30 mesi a partire dalla vendemmia. Perlage fine e persistente di uno spumante che esprime un naso fragrante di lime, mela verde e miele di acacia. In bocca il vino è fresco e sapido, protratto su un finale piacevolissimo. Un vino fresco e gradevole, secco, per un profilo sensoriale immediato e verticale. Piacerà!

Lazio Rosso “Montiano” IGP 2016 – Famiglia Cotarella

Dal colore rosso rubino intenso, questo Merlot in purezza si esprime con un naso fine e articolato su note di lampone, spezie dolci, cacao e tabacco. In bocca l’attacco morbido amplifica la percezione del pieno corpo, bilanciato da un’acidità e una salinità che rendono scorrevole la beva. I tannini sono dolci, fitti e soffici, con una dinamicità che invoglia a bere, più che a degustare.  Il perfezionamento dello stile nella direzione già imboccata dall’annata 2013 sembra giunto all’apice.

Amarone della Valpolicella “L’Amarone” DOCG 2015 – Collina dei Ciliegi

Colore rosso rubino intenso con sfumature granate. Naso complesso e intenso, in cui spiccano sfumature dolci di marasca, spezie e cuoio bianco. Il palato è pieno, avvolgente ed elegante allo stesso tempo, con un finale lungo ed equilibrato. Degustato insieme al pluripremiato Riserva 2007; notiamo uno stile basato più sulla finezza, sulla ricerca della purezza del frutto e della tensione gustativa, invece che dell’opulenza. Molto buono.

Chianti Classico DOCG 2015 – Castello di Volpaia

Colore rosso rubino intenso. Naso fruttato di ciliegie e frutti rossi  con note di timo, spezie dolci e cuoio. In bocca il vino esprime perfettamente l’annata, in cui morbidezza e succulenza sono ben bilanciate da un’acidità che dona freschezza. Il tannino è soffice e il legno ben integrato, per un vino che esprime energia persino nello svolgimento del finale lunghissimo. Un’espressione di Chianti Classico al suo massimo.

Brunello di Montalcino “Tenuta Nuova” DOCG 2013 – Casanova di Neri

Colore rosso rubino con riflessi granati, al naso esprime note di di ciliegia e more con note floreali di violetta e tracce di sottobosco secco. E’ un vino molto riconoscibile, di pieno corpo, che nonostante la sua giovinezza si esprime con un tannino fitto e dolce. Equilibrato e sapido, ha un finale fruttato e lunghissimo. E’ una conferma.

Barbera d’Asti “Ai Suma”  DOCG 2016 – Braida

Dal colore rosso rubino intenso con riflessi granati, Ai Suma (“ci siamo“), è una Barbera unica, derivante da una vendemmia tardiva, che esprime un naso intenso e complesso con sentori di frutta rossa, vaniglia e cacao. L’attacco è potente, perfetto ingresso di un vino dotato di grande struttura ma che, grazie alla sua acidità netta, rimane fresco ed equilibrato.  Il finale lungo lascia un bel retrogusto di liquirizia. Un gran vino, una Barbera sensuale fatta solo nelle grandi annate.

Taurasi “Naturalis Historia” DOCG 2012 – Mastroberardino

Naso intenso e complesso, fruttato di amarena, floreale di rosa e viola, con note balsamiche di menta e timo sullo sfondo vagamente affumicato. Le sensazioni del naso si ritrovano in bocca, dove i tannini pur ben presenti sono fitti e inaspettatamente setosi. E’ un vino di piacevole freschezza e di grande energia. Il vigneto di Mirabella Eclano, zona più calda rispetto a quella di produzione del blasonato Radici, ci ha donato tannini dolcissimi.

Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2011 – Giuseppe Quintarelli

Colore rosso rubino tendente al granato. Naso di pepe rosa con note fruttate di marmellata di ciliegie e tracce di grafite. Vino di buona struttura con un attacco dolce perfettamente equilibrato dall’acidità. Si tratta di un vino raffinato, elegante e teso, dal finale lunghissimo con un retrogusto sfaccettato che richiama il cioccolato, il cardamomo e il tabacco. Vino strepitoso, nobilitato dalla presenza della signora Fiorenza.

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