Passione Gourmet Summa 2019 - Passione Gourmet

Summa 2019

di Sofia Landoni

La nostra top ten

È l’evento pensato per valorizzare realmente il rapporto umano e l’incontro fra chi produce il vino e chi lo beve. Summa, giunta alla sua ventiduesima edizione, si ripete anche quest’anno come un appuntamento consolidato, non solo per i produttori che aderiscono alla manifestazione ma anche per tutti coloro che amano il vino o che addirittura ne hanno fatto il protagonista della propria professione.

Summa nasce anni fa da un’idea della famiglia Lageder, che ogni anno in primavera apre le porte del suo meraviglioso borgo a Magrè – in Alto Adige – per accogliere produttori provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero, nonchè tutti gli appassionati desiderosi di conoscere questi volti del mondo del vino. Le stanze delle storiche strutture di proprietà della famiglia si animano di una convivialità a tema enologico, dove vignaiolo e consumatore possono incontrarsi, dialogare e assaggiare insieme i vini. Un normale evento di degustazione quindi? Assolutamente no. Summa si pone come quell’evento apparentemente ripetibile ma, in realtà, di estrema rarità, sia per location che per organizzazione definibile “a misura d’uomo”. Forse una delle poche degustazioni dove si respira una pacata tranquillità, che rende possibile un percorso di degustazione e di conoscenza personale. Non mancano i momenti di approfondimento, realizzati tramite lo svolgimento di numerose Masterclass che spaziano dalle degustazioni di alcuni vini particolarmente celebri, alla discussione sui temi riguardanti la viticoltura biodinamica.

Nella sua edizione 2019, Summa ospita produttori provenienti dalla Sicilia fino a quelli che lavorano le terre Neozelandesi, passando per il Portogallo e per le aree teutoniche. Un parterre di vini che soddisfa tutti i palati e, soprattutto, la curiosità di incontrare. Ad ogni appassionato, il piacere di partecipare agli appuntamenti dei prossimi anni addentrandosi per le magiche sale di casa Lageder; noi, intanto, vi proponiamo i nostri migliori assaggi per l’edizione di Summa 2019.

MAISON BOIZEL – CHAMPAGNE GRAND VINTAGE 2008

Un blend ripartito fra la seta dello Chardonnay e il carattere del Pinot Nero. Si sintetizza in un naso a tratti fruttato e a tratti terroso, dove la frutta secca e la drupa a polpa gialla regalano un bouquet di cremosità e di eleganza. I nove anni trascorsi sui lieviti si esplicitano in una complessità che affiora al naso così come in bocca, dove mostra anche un ottimo corpo e una freschezza di grande tensione. Sfuma su un ricordo di miele e di agrume.

DOMAINE MAS DES QUERNES – “LES PETITS TRAVERS BLANC” 2018

Una bellissima scoperta dalla francese Languedoc- Roussillon, questo bianco equamente ripartito fra Grenache Blanc e Vermentino. Il naso si presenta inizialmente con una delicata dolcezza di banana, per poi stupire con una nota di agrume e con un fragrante sfondo erbaceo che sfocia nei toni più balsamici della menta. Al pari degli effetti speciali mostrati all’olfatto, in bocca si introduce con una discreta morbidezza, che cede il passo ad un carattere dritto e verticale. Persiste nel segno elegante delle sue durezze.

WEINGUT KÜNSTLER – HÖLLE RIESLING GG 2017

La finezza austera, dritta ed elegantissima di questo Riesling tradisce la zona di origine. Siamo nell’eccellente Rheingau, in Germania, dove si esplicitano le doti di un vitigno fra i più affascinanti del mondo. L’impronta gessosa tesse la tela olfattiva su cui emergono tracce balsamiche e lievemente erbacee. Fine, dritto, lineare, freschissimo, ai limiti del tagliente. Il suo sorso elegante mette in mostra un’austerità signorile e composta, che evolverà nella capacità espressiva degna dei fuoriclasse.

WEINMANUFAKTUR CLEMENS STROBL – GRÜNER VELTLINER SCHRECK 2017

L’Austria bianchista eleva la sua attitudine viticola con espressioni di Grüner Veltliner come queste. Il naso di finezza erbacea si rimpolpa con la grassezza di qualche nota di frutta secca. Conferma l’incedere verticale e dritto nel gusto, con la freschezza ben percepibile e la sapidità vivida. Nonostante l’austerità, mostra equilibrio e precisione. È un vino che, pur essendo ancora molto giovane, ha già trovato il suo binario, sul quale evolverà verso l’eleganza.

PIETRO CACIORGNA – ETNA ROSSO N*ANTICCHIA DOC 2015

La quasi totalità di Nerello Mascalese, combaciata da una piccolissima puntina di Nerello Cappuccio, dipinge un profilo olfattivo di grande intensità espressiva. È elegante e fine nella traccia agrumata così come in quella balsamica. Il sorso è discreto, quasi definibile suadente. Il tannino vellutato amplifica il ricordo di cioccolato e compone il sorso in una distinta signorilità.

ALOIS LAGEDER – NATSCH XVI

Regala l’emozione di bere qualcosa di antico e dimenticato, carico di quella valenza storica e culturale dei cimeli preziosi. Si tratta di un vitigno dalle origini radicate nella tradizione viticola altoatesina, la Schiava, e qui vinificato restituendogli complessità e struttura. Rimane in contatto con bucce e raspi per sette mesi, all’interno di botti di legno. Ne risulta un naso piuttosto sfaccettato e vibrante, che pur giocando sul frutto mostra una certa eleganza. In bocca è dotato di tannicità ben percepibile ed è perpetrato nella persistenza di una freschezza piuttosto tesa.

POGGIO CAGNANO – MAREMMA TOSCANA SELVOSO DOC 2015

La quota di Ciliegiolo prevale con il 60% del blend in questo vino che, per la restante parte, si compone di Sangiovese. Il profilo olfattivo è di grande fragranza, scandito da un frutto rosso fresco e profumato come la fragola, sullo sfondo ora più gessoso e ora più legato a ricordi terrosi di sottobosco. Al gusto afferma un timbro variegato e vibrante nelle sue mille inflessioni espressive, che rivelano un carattere rude ma finemente austero, rimanendo pur sempre connotato da freschezza e piacevole bevibilità.

 

FATTORIA SERRA SAN MARTINO – MARCHE ROSSO LYSIPP IGT

Approccio completamente biodinamico per la coltivazione e vinificazione di questo Montepulciano in purezza che sgorga dal cuore delle Marche. Il naso è complesso e piuttosto coeso, rendendo difficile la scomposizione in sentori netti ma componendosi di una profondità veicolata in un profumo piacevole. Cioccolato e frutto scuro sono le due note più evidenti che affiorano al naso così come al palato, dove austerità, freschezza, succo e morbidezza convivono, nel segno di una sensibile percezione tannica.

LUIGI VALORI – MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC

Rigorosamente biologico e fatto per raccontare il Montepulciano in una chiave di spontaneità. Il suo profumo è fine, pulito, animato dalla frutta rossa e da una leggera spezia. La freschezza acuta e la fragranza del sorso lo rendono molto varietale, solare, semplice ma affatto banale. Nella piacevolezza del suo aspetto cela una personalità complessa e profonda, che persiste nel ricordo pungente di un lampone freschissimo.

TENUTE CISA ASINARI DEI MARCHESI DI GRESY – BARBARESCO CAMP GROS DOCG 2013

La classe di un best seller si riconosce ad occhi chiusi. È sufficiente goderne il profumo – fine e intrigante, delicato nell’espressione del frutto e della violetta, con tratti di liquirizia e grafite ad emergere su uno sfondo gessoso – per capire di essere difronte ad un vino di spessore. In bocca è elegantissimo, con un tannino già setoso e un corpo carnoso ma gestito in una sottile linea tesa data dalla freschezza. Il ritratto di un nobile signore.

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