Passione Gourmet I portici, l’unico ristorante stellato del centro di Bologna - Passione Gourmet

I Portici

Ristorante
Via dell'Indipendenza, 69
Recensito da Leila Salimbeni

Valutazione

15/20

Pregi

  • Piatti zelanti, accurati.
  • L’atmosfera del caffè chantant.

Difetti

  • Di non sempre facile codifica la sintassi del piatto.
Visitato il 12-2018

La Campania tiene saldo il timone dell’insegna più ambiziosa della città

Dal 31 dicembre del 1899, quando fu inaugurato, fino al 1923, col suo caffè chantant, i soffitti altissimi e il piano nobile adibito a sala gioco e fumoir, il teatro Eden fu il locale più popolare della città. Oggi, esattamente un secolo dopo, la vivacità dei roaring Twenties si ritrova nel gusto di Emanuele Petrosino che, dopo soli 10 mesi dal suo insediamento, è già Giovane Chef dell’anno per la Guida Michelin.

Premesse più che incoraggianti che non esitano a diventare fattive in piatti minuziosi come La Marchigiana, omaggio al pregiato bovino dalla carne tenera impreziosita da felici riccioli d’oro e maionese, accompagnata da una giardiniera composta alla maniera di Arcimboldo. Caratteriale poi la Triglia alla puttanesca, forse solo un poco asciutta ma ancora croccante e col sugoso tagliolino che, servito a parte, rappresenta una citazione, o un omaggio, all’alta cucina francese.

Cremoso il Risotto alla zucca, ricci, alghe e lime di cui la scelta, encomiabile, di non utilizzare il Carnaroli rappresenta un esercizio di stile, soprattutto in termini di cottura: perfetta; impeccabile l’esercizio di mediterraneità dello Spaghetto ai cinque Pomodori che, omaggiando il maestro Nino Di Costanzo sviluppa ben 14 cotture e variazioni di pomodoro articolando un piatto solo apparentemente semplice, di una dolcezza verace e calda di sole. Troppo morbida la percezione lattico-leguminosa del Tortello di Parmigiano 36 mesi, mentre al Piccione e astice con radicchio e provola si contesta solo la giustapposizione, un poco pretestuosa, dell’astice slegato invero dal resto della composizione. 

Da mettere più a fuoco il reparto pasticceria: provvidenziale nella freschezza l’aria di melone bianco e brunoise di frutta fresca; molto istituzionale, invece, la millefoglie. Ottima, infine, la piccola pasticceria. 

La galleria fotografica:

1 Commento.

  • maria sardella16 Gennaio 2019

    Non ho mai provato il ristorante. Foto calligrafiche, ma non incoraggiano a sedersi al tavolo: la triglia sembra affiorare da un palude melmosa e i tre tortellini solitari sono tristi da morire. Le mille bolle (del nulla) dovunque. Restituiamo il senso al cibo.

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