Passione Gourmet La Piazzetta, Michele Mauri, Origgio, di Alessandro Pellegri

La Piazzetta

Ristorante
via Gran Paradiso 2, Origgio (VA)
Chef Michele Mauri
Recensito da Alessandro Pellegri

Valutazione

13/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Un bel ristorante, con una cucina di qualità per tutti

Difetti

  • La carta dei vini, poco interessante e stimolante
Visitato il 12-2012

Quante volte, nella nostra carriera di mangioni compulsivi, ci sarà capitato di sentire qualcosa tipo “…ah, quel ristorante, bello, ma si mangia poco e si spende tanto!”, luogo comune squisitamente provinciale, riportato troppo spesso solamente per sentito dire e normalmente riferito a uno tra i ristoranti più belli e conosciuti della zona? Purtroppo (o per fortuna, dati gli aggettivi poco sopra), nonostante Michele Mauri abbia aperto La Piazzetta da poco più di un anno, anche nel suo caso ci è arrivata all’orecchio “la maligna voce”. E anche stavolta, come il più delle volte accade, la stessa non è per nulla veritiera anzi, è del tutto priva di fondamento. Nel suo ristorante lo chef propone, all’interno di una bella e curata sala, una cucina semplice, ben eseguita e mai cervellotica, dai concetti legati alla tradizione e alla territorialità di materie e preparazioni, con uno stile impostato però in modo più fresco, moderno e attuale.

Dalla portata apparentemente più semplice fino al menù più completo e articolato, tutto è piacevole e rassicurante, senza grossi picchi né discese. I suoi piatti sono giustamente sviluppati per accomodare al meglio il più ampio bacino d’utenza possibile, dall’utente occasionale in cerca di un bel ristorante fino all’appassionato più scaltro. Per la controprova basta dare uno sguardo verso i tavoli che ci circondano. Ecco due amiche poco più che trentenni, una giovane mamma con il bimbo e la nonna, due distinte coppie di mezza età, due brutti ceffi con macchina fotografica a seguito (…ops, quest’ultimo è lo specchio): difficile trovare tanta eterogeneità in sala nella stessa serata. Lodevole l’importante restyling effettuato sull’ambiente, eseguito con buon gusto e non in maniera invadente e chiassosa, che ha perciò restituito un bel locale, dai toni si modaioli ma per nulla pacchiani o eccessivi. Tra l’altro, vista la comodità della nuova uscita autostradale, una volta tanto il ristorante è anche semplice e comodo da raggiungere, da qualsiasi parte si arrivi. Unica lieve pecca, durante la nostra visita è emersa un’eccessiva freddezza del servizio che mal si combina alla tipologia di locale, certo serio e professionale, ma ci saremmo aspettati un clima un po’ più friendly. Sarà solamente una questione di giusto rodaggio, una sorta di necessario assestamento di tutti gli ingranaggi.

In chiusura la carta dei vini, capitolo purtroppo poco stimolante, che si segnala per lo scarso appeal delle proposte. Comprendiamo però che nell’ottica di una rivoluzione di un certo peso del locale, la costruzione di una cantina impegnativa possa trovarsi nella parte inferiore della lista delle cose da fare. Diamo tempo al tempo, visto quanto fatto dall’apertura a oggi, siamo certi che alla prossima visita parecchie novità, non soltanto stappabili, ci attenderanno. Ce lo auguriamo.

Il pane ed i grissini.


Lenticchie, spuma di Parmigiano, insalatina di finocchi ed arance.

Filetto di gallinella in panatura di mais su millepunti di verdura croccante e gelato al rosmarino.

Tuorlo fritto, crema di patate, castagne pressate e pistacchi.

Petto d’anatra leggermente affumicato da noi, cavolo romanesco all’extra vergine, albicocche cotte al sole e riduzione di melograno.

Risottino carnaroli aglio, olio, peperoncino, gamberi rossi e il suo cuore.

Crema di cavolfiore, pioppini e polvere di liquirizia.

Spaghettoni al bronzo con bocconcini di luganega, porcini e tartufo nero.

Baccalà cotto con le cipolle e Porto su galletta di polenta di Storo (servito in sala).


Predessert: Chantilly e crumble di nocciole.

Semifreddo alla liquirizia con tegola di cioccolato bianco.

Flan al cioccolato fondente con la sua salsa e gelato alla vaniglia.

Scorcio della sala.

3 Commenti.

  • flfpeper8 Marzo 2013

    provati tutti e due i ristoranti, La Piazzetta molto meglio con rapporto qualità-prezzo migliore. tre stuzzichini anziché uno, pre-dessert e piccola pasticceria varia. Carta dei Vini leggermente migliore quella di Aristide.

  • Alessandro Pellegri15 Febbraio 2013

    Grazie della segnalazione... ;-)

  • jpjpjp15 Febbraio 2013

    sempre ad Origgio c'è Aristide, un altro ristorante simile a questo per tipologia di locale http://aristideoriggio.blogspot.it/ se ricapitate in zona magari ci scappa una recensione

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