Passione Gourmet Le Case dei Baff, famiglia Cerasa, Ardenno (SO), di Alessandro Pellegri - Passione Gourmet

Le Case dei Baff, famiglia Cerasa, Ardenno (SO), di Alessandro Pellegri

Trattoria
Recensito da Alessandro Pellegri

Valutazione

Pregi

Difetti

Visitato il 12-2019

Recensione Ristorante

…e poi ci sono le volte che non hai voglia di stare a romperti le palle con troppe menate, che semplicemente vuoi sederti al tavolo, passare un’oretta in tranquillità, spender poco e uscire dal ristorante sereno.
Magari sei di corsa, o hai da fare un po’ di strada per lavoro e conta la comodità, o sei a passeggio per la Valtellina tra una bresaola, una cantina e una forma di Bitto (storico, of course), oppure ancora sei di passaggio con amici, e non vuoi sentirti in colpa per “…si, abbiamo mangiato bene, ma che pettinata!” menate similari.

Cosa cerchiamo tipicamente in un ristorante, per un esigenza come quella sopra descritta? Un’ospitalità cordiale, una onesta cucina* rispettosa del territorio, vini anch’essi coerenti alla localizzazione (e magari non i medesimi che si possono trovare in ogni angolo di mondo, prego astenersi Ninonegristi) ed infine, possibilmente, un conto che non intralci la digestione.

Ecco, alle Case dei Baff si può trovare tutto ciò.
L’agriturismo sorge su un vecchio mulino completamente ristrutturato, all’interno del quale la famiglia Cerasa (un tempo soprannominati, usanza squisitamente norditalica, i Baff) ha ricavato questa piccola ed organizzata azienda, dove nascono e vengono lavorati tutti i prodotti che arrivano in tavola, dai salumi, alle marmellate, alle carni fino ad una confidenziale produzione di vino. Per tutto ciò che non è fattibile o sconveniente da realizzare, l’approvvigionamento viene effettuato da fornitori il più possibile in zona.
Quasi comica però la dicitura ossessiva “Km0” affianco alla lista dei prodotti e dei fornitori: si arriva addirittura a indicare in questo modo anche l’acqua Levissima, in quanto la fonte trovasi in provincia di Sondrio …
Completano l’offerta bed and breakfast sette accoglienti camere matrimoniali, di recentissima costruzione.

Val la pena di sottolineare, onde evitare fraintendimenti nell’inquadrare il locale, che ci troviamo al cospetto di una piccola macchina da guerra macina-coperti, ma di certo non ci si può lamentare della qualità e dell’ambiente anzi, proporzionalmente il rapporto soddisfazione/prezzo è tutt’altro che sfavorevole.
Stesso discorso nello specifico lo si può riportare sui piatti: nulla per il quale vale la pena di utilizzare aggettivi particolari o altisonanti, ci mancherebbe, ma una discreta cucina Valtellinese privata di parte di quel lato greve che troppo spesso la caratterizza, che è già un gran risultato.
L’unica concessione al lato abbuffino di ognuno di noi è che i piatti partono tutti dalla cucina in pirofila, e vengono impiattati al tavolo: scelta abbastanza rustica ma che farà contenti sia le accompagnatrici-pulcino, che non si vedranno costrette a piluccare in un piatto formato caserma, sia gli stomaci a geometria variabile, i patiti del “…finché ce n’è, viva il Re!”, che non avranno alcunché da lamentarsi.

Forse l’unica critica che mi sento di muovere ai Baff è la staticità egizia delle proposte: saranno una decina d’anni scarsi che saltuariamente frequento questo posto (ah, le scorribande motociclistiche…) e, a memoria, la carta è praticamente immutata. Capisco la volontà di identificarsi in Sciatt-Pizzoccheri-Costine al lavécc per attenersi alla tipicità valtellinese che il milanése cerca, ma un po’ di impegno nel variare non guasterebbe, anzi.

In chiusura, una lode alla eno-proposta: una carta striminzitissima, a occhio da una trentina di referenze, ma completamente centrata per locale e zona geografica. Anche con una carta oceanica a disposizione, difficilmente si opterebbe per qualcosa di diverso. Premio della giuria per la line-up intera di ArPePe, con qualche annata più vecchia detta a voce, e alla proposta dal giorno in lavagnetta: due Sassella, Fay e Sassi Solivi, al calice a 3 (tre) Euro.

La nostra scelta, ma c’erano dubbi?

Salumi della casa con ricotta, caprino d’alpe,confetture e cipolline in aceto balsamico


Sciatt con cicorietta

Pizzoccheri

Tagliatelle al ragù di cervo

Coniglio alle erbe

Costine al Lavécc

Arrosto di vitello

Gelato al Braulio, anch’esso “made in Baff”

Grappa al mirtillo

La saletta più piccola

*vi prego, non parliamo di “cucina casalinga” che è un termine (per il quale propongo l’abolizione istantanea) che mi fa venir le bolle sulle braccia: primo, posso portar l’esempio di alcune cucine “casalinghe” da 15/20, quindi parliamone. Secondo, se voglio una cucina “casalinga”, sto a casa. 🙂

Il pregio: Localizzazione comoda, defilata il giusto ma sulla direttrice Milano/Valtellina
Il difetto: Una staticità del menu praticamente “storica”

Le Case dei Baff
Via Mulini, 19
23011 Ardenno (SO)
Tel: +39.0342.661045
Prezzo medio alla carta: 25€

www.lecasedeibaff.com

Visitato nel mese di Maggio 2012


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Alessandro Pellegri

2 Commenti.

  • la cinta milanese9 Giugno 2012

    Vista la particolarità di un vino come il Vigna Regina vi chiedo se ha fatto in tempo ad aprirsi durante il vostro pranzo... Non ho ancora tirato il collo alla '01, come l'avete trovata rispetto alle annate precedenti? Ps per me il Vigna Regina rimane il prodotto più elegante di ar.pe.pe, grandissimi Emanuele e Isabella ;)

  • Alessandro Pellegri10 Giugno 2012

    Devo dire che rispetto alle altre volte che ho bevuto il Vigna Regina, questa volta si è aperto e svelato molto più in fretta, tempo soltanto una mezz'oretta di calice, rivelandosi come sempre un grandissimo nebbiolo (chiavennasca, scusate :-) ) di montagna molto minerale, quasi ferroso e sanguigno, e come giustamente dici assolutamente equilibrato ed elegante. Insomma come al solito un eccellente vino, uno dei migliori QP italiani a mio avviso, anche per questa annata.

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