Passione Gourmet Georges Blanc, Vonnas, di Roberto Bentivegna

Georges Blanc

Ristorante
Place du Marché, Vonnas, France
Chef Georges Blanc
Recensito da Presidente

Valutazione

18/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Un vero, grande classico

Difetti

  • Alcuni vini presenti in carta non sono poi disponibili
Visitato il 04-2012

Blu e Alta Cucina: un gioco a due senza soluzione di continuità.
Le variazioni di blu sono però infinite.
Perché quando parliamo di classico, apriamo un libro dalle mille e più pagine.
Blu come la cucina senza tempo dell’Ambroisie: inarrivabile eleganza firmata Pacaud, finezza cittadina della capitale del mio cuore.
Blu come Vonnas, la campagna, la vigna, la terra, la gente che rende vivo questo posto. Blu come la rustica potenza di Georges Blanc, l’uomo di Vonnas, il riferimento.
Immutabile Blanc: la sua Volaille in Salsa è tra i 20 piatti da non perdere nella vita di un nomade della forchetta.
Frequentatori abituali di questa tavola narrano della millimetrica immutabilità di questo piatto: semplicemente perfetto, ieri, oggi, domani.
No Signori, questa cucina non è ancora morta. Questa cucina non può morire perché non ha un tempo.
Potrei travestirmi da matematico, e magari fare medie improbabili tra antipasti, portate principali e dessert. Ma non avrebbe senso. Non ha senso qui.

Come non ha senso, mai, buttare il naso solo nel piatto. Ma questo non è né lo stile né l’idea di comportamento del nostro gruppo.
Date a Blanc il voto che volete, ma venite almeno una volta a Vonnas. E’ una necessità.
Lui rende omaggio alla sua gente con piatti dalla semplice decifrabilità, e la sua gente rende omaggio a lui, facendo girare questa maestosa macchina del cibo.
E’ giusto così, i 90 coperti giornalieri richiedono questo.
Ma niente sconti sulla materia prima! No, no, solo il meglio a queste tavole.
Perché non gioire di cotanta tavola? La tradizione ha forse bandiere?
Lo ha capito anche il nostro Massimo Nazionale: le tagliatelle perfette, i tortellini direttamente dalla pentola. Sono omaggi alla propria terra che tanti grandi cuochi sentono il dovere di fare.
Noi godiamo di queste nostre perle, godiamo dell’alta cucina che sublima la trattoria.
Qui è uguale, la trattoria Giorgio Bianco è al vostro servizio, per regalarvi qualche ora di puro piacere. Gourmand? Gourmet? Non so. Ma so che è piacere.
Uno sguardo alla carta dei vini per sognare, e pazienza se alcune delle etichette da sogno non sono più disponibili in cantina. Pazienza perché il sogno è ancora possibile, si chiama Clos de Vougeot Leroy e spegne 46 candeline. La storia di un territorio in 750 ml di emozioni: questa è vita, quella che mette la pelle d’oca al solo ricordo.
Tutto questo è possibile da Georges Blanc, inestimabile valore aggiunto di questo scampolo di mondo.

Il benvenuto della cucina

Astice confit al Vin Jaune, ravioli all’acetosella, spugnole e punte di asparagi

La Volaille de Bresse con salsa al foie gras e champagne, royale di fegato al carciofo, wafer d’aglio dolce e Crepes Vonnassiennes


Formaggi


Capriccio esotico: intorno al mango e all’ananas confit, un cremoso di erbe e sorbetto 4 fiori


Clos de Vougeot 1966 Leroy

9 Commenti.

  • AvatarClaudio17 Maggio 2012

    Un commentino in piú sul vino? Ricarichi della carta?

  • Avataralberto cauzzi17 Maggio 2012

    Poco più di un Km di muro che cinge 50 ettari, il grand cru più esteso di Borgogna. Con tantissimi produttori, con stili differenti, e con un terreno che varia in maniera impressionante da un tratto all'altro. Qui un vino in versione Négociant (e allora non poteva che essere così) prodotto dal papà di M.me Lalou Bize Leroy, nostra signora di Pinot Nero. All'inizio scontroso, chiuso a riccio su se stesso, ha avuto bisogno di tempo, amore e attenzione. Impeccabile lo stile nel versarlo nel bicchiere dell'incredibile sommelier (e qui qualcuno potrebbe sorridere a ciò che abbiamo narrato poco tempo fa su queste pagine). Un rincorrersi di incenso, cuoio, cioccolato finissimo e una nota persistente di petalo di rosa appassita al sole. Un vino tutt'altro che morto, che ci ha appagato per ben 2 ore nel bicchiere ... sorseggiato e centellinato come si deve ad un signore di questa importanza. Un vino bevibile ed interessante anche per chi sbaglia gli accenti e parla il francese come l'inspector Clouseau :wink:

  • AvatarAlessandro Pellegri17 Maggio 2012

    ...sto sorridendo... :-D

  • Avatarandrea18 Maggio 2012

    solo per curiosità: quando viene una bottiglia così?

  • Avataralberto cauzzi18 Maggio 2012

    Dimenticavo : carta dei vini da cui attingere, se si sa consultare, alcun chicche a prezzi tutto sommato coerenti per il luogo in cui ci si trova. Questa bottiglia è stata pagata 500 euro.

  • AvatarAlessandro Pellegri18 Maggio 2012

    Beh, se consideri che per quella cifra le ultime annate Madame te le fa vedere con il binocolo (o meglio, in cantina costano anche qualcosina meno, ma come sappiamo non è così semplice arrivarci...), sono sempre e comunque cinquecento europei, ma è un grandissimo prezzo!

  • AvatarGigi Eporedia20 Maggio 2012

    Pur con tutta la stima che nutro per Giorgetto nostro, dal quale ho trascorso serate indimenticabili, vederlo sopravanzare di un punto Klein mi sembra una valutazione quantomeno bizzarra. E poi, visto che nella recensione si e’ giustamente sottolineata l’immutabilita’ nel tempo della sua cucina, desidererei mi venisse spiegato cosa e’ successo in questi ultimi tempi di cosi’ eclatante in quel di Vonnas da promuoverlo dai precedenti 17 agli attuali 18/20. Scevro da qualsivoglia polemica, ovviamente... Un caro saluto

  • Avataralberto cauzzi20 Maggio 2012

    Ciao Gigi! Ricordati che noi non abbiamo, per scelta, deciso di mettere i mezzi punti. E questo impone scelte di campo. Aggiungiamoci poi che un (blanc) è blu e l'altro (klein) è rosso, e non possono a nostro avviso essere paragonati. Comunque entrambi (essendoci stato da poco) dal punto di vista meramente numerico sono due 17.5. Blanc è a 18 già dalla volta scorsa, quando ci andai io. Perchè ? Perchè i suoi piatti sono centrati gustativamente, piacevoli, senza sbavature nella loro agricola e rustica finezza (pare una contraddizione in termini ma non lo è). Klein è in un passaggio, a mio modesto parere, stanco e poco incisivo (e non sono solo io a dirlo, tra l'altro). Da un lato una certezza, dall'altro un luogo seppur piacevole ma che mostra più stanchezze e alti e bassi. Un abbraccio, a presto!

  • AvatarGigi Eporedia21 Maggio 2012

    In effetti ero fermo alla rece di Norbert del febbraio 2010: 17/20 appunto. Quanto a Klein, a questo punto devo ritenermi assai fortunato nell'aver imbroccato la serata giusta -)) Grazie e a presto

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