Passione Gourmet Comme Chez Soi - Passione Gourmet

Comme Chez Soi

Ristorante
Recensito da Leonardo Casaleno

Valutazione

16/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

Difetti

Visitato il 11-2020


Recensione Ristorante
“Come a casa vostra”. Una garanzia sin dal 1926 (così dicono). Nelle diverse incursioni in terra belga ci siamo incuriositi di questa storica salle à manger fondata nella prima metà del secolo scorso, dove si sono susseguiti tre generazioni, da sempre al servizio della noblesse della città: avevamo più volte rimandato l’appuntamento perchè interessati ad altre e più moderne tavole che spiccano in questo Paese.

E’ stato interessante fare un tuffo nel passato già solo di fronte a quell’insegna “Comme Chez Soi”, alla sola vista delle vetrate Art Nouveau, stile che predomina anche gli interni, conservati come nuovi. A dir poco suggestivi.
Ambienti in cui si respira aria di ricchezza e sfarzo, ma non si percepisce alcuna ingessatura, seppur la clientela del locale sfiori i tremila anni di età :-). Ci si sente a proprio agio sin da subito, non appena si poggiano i gomiti, pardon, gli avanbracci sui tavolini apparecchiati con pregiatissima seta fiamminga e postaeria d’argento.
Confortevole e fine opulenza. Come in pochi posti al mondo.
Certo, ormai in controtendenza con il moderno mondo dell’alta cucina, in cui la creazione nel piatto è al centro e tutto il resto orbita intorno passando in secondo piano (o latita). Quasi sempre, oggigiorno, le costose formalità connotano quella che è l’ormai datata ristorazione di lusso.
E’ anche vero, tuttavia, che alcuni di tali luoghi, ancora oggi, conservano una certa magia, luoghi in cui si respira un’atmosfera particolare. Come se si stesse sempre festeggiando un evento importante. Stimolante e bello che ci si possa tuffare ancora in luoghi come questo. Perchè è importante rispettare “quel” tipo di ristorazione di classe, fatta di attenzioni e sicurezze, quella che ti fa sentire coccolato dall’inizio alla fine. Quella, se pur costosa, fatta di certezza e concretezza. Il vero appassionato di alta cucina non può non fare i conti con la storia del passato di questo microcosmo.
Per rendere l’idea, questa maison (da sempre nel circuito delle Grandes Table du Monde) sta al Belgio come la famiglia Iaccarino, i Santini o i Pinchiorri stanno all’Italia: cucina di alto livello e servizio inappuntabile. Per la prima volta ci siamo trovati al cospetto del (consentiteci il termine non corretto) “rabocco del piatto”. Al rituale momento dello scambio di portate tra i commensali, si è palesato al tavolo  (per ben due volte)  il cameriere che ha ricomposto il piatto, con tanto di fondi e condimenti correlati. Davvero non ci era mai capitato.
La cucina è delle più classiche nella concezione e nella esecuzione (circa quest’ultima si nota a tratti una certa ripetitività di assemblaggio): costrutto totalmente transalpino, se pur con qualche inaspettato tocco moderno: da qui, il sapiente uso delle speziature e dei richiami alla freschezza orientale.
Lionel Rigolet, attualmente è uno degli esponenti intoccabili della cucina belga. La sua è una cucina legata alla tradizione, che però vede alternarsi a grandi classici, creazioni più moderne, alleggerite e sobrie nei condimenti. Non è francamente il ristorante della vita, ma la sensazione di sentirsi coccolati in un ambiente del genere, nel complesso, è un vero valore aggiunto. Alcuni grandi sussulti si sono visti, specie nel comparto dolciario, di caratura mondiale, tanto da arrotondare il punteggio verso l’alto.

Gli stuzzichini iniziali, gli unici assaggi sottotono: simili ai finger food sfornati dalle gastronomie di lusso: bignè con crema di baccalà e mini sendwich al salmone,


mentre pane e burro sono, ça va sans dire, eccellenti.


Piacevoli e freschi gli amuse bouche: spuma di pomodoro con gelatina di crostacei, zenzero e cipolla; sgombro marinato con shiso e tartare di hamachi con gambero fritto


Classico il gusto delle capesante spadellate con ratatuille e riduzione di lampone.


Poi optiamo per due classici del locale: la mousse di prosciutto delle Ardenne (piatto firmato Pierre Wynants, cuoco che officiava in questa cucina quando il ristorante era tristellato), un patè di rara eleganza che, anche in porzione a dir poco generosa, non pecca di stucchevolezza,


e la storica Sogliola con salsa al riesling e gamberi, di grande equilibrio e nettezza di sapori.


Dal gusto decisamente più complesso i Cannelloni di vitello, crema di fegato grasso d’oca, olive verdi e Comtè 18 mesi: di converso, qui l’equilibrio è decisamente precario.


Più semplice e sicuro il rotolo di filetti di sogliola, astice, insalata e cardinal crèmèe


Poi il Coq des prés’ con ras el hanout (spezie macinate) e dragoncello, cipolle dolci delle Cevenne e cucurbita moscata (una zucca molto speziata)


Fornitissima la selezione di formaggi francesi e belgi

E poi si chiude con gli eccezionali dessert: Duetto di ananas con anice stellato, melograno e sorbetto ai fiori


e lo straordinario (per tecnica, consistenza, densità di sapore e temperatura di servizio) Soufflé al lime con sorbetto al profumo di mojito: piatto del viaggio, nonchè milgior soufflé mai provato dal sottoscritto.


I vini scelti da una ricaricatissima carta presentata sull’ormai onnipresente Ipad.


La piccola pasticceria


e l’espresso, un tantino troppo allungato nonostante la nostra richiesta di averlo cortissimo, con la crema di latte in accompagnamento, quest’utlima invece fantastica!


La cucina vista dal “table du chef”. Sui muri sono affissi gli autografi dei volti noti passati da qui: Robuchon, Ducasse, Adrià, il Milan… =)

Il pregio: L’ambiente, rimasto perfettamente com’era… e quel soufflè
Il difetto: Occhio al conto finale: si paga il 21% di IVA sul vino e 12% sul cibo, in aggiunta ai prezzi indicati in carta.

Comme Chez Soi
Lionel Rigolet
23 place Rouppe • B-1000 Bruxelles
telefono: +32(0)2 512 29 21

Chiuso : la domenica, giovedì e il lunedì tutto il giorno. A pranzo
Prezzo menu degustazione 89-149-193 €;
Prezzo alla carta: sui 150 €

www.commechezsoi.be

Visitato nel mese di Marzo 2012


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Leonardo Casaleno

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