Passione Gourmet Sora Lella, Roma, di Roberto Bentivegna

Sora Lella

Ristorante
Via Ponte 4 Capi, 16 - Roma
Recensito da Presidente

Valutazione

13/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • La cucina romana abita qui

Difetti

  • Il prezzo
Visitato il 03-2012

Eccomi già operativo. Però, 30 minuti di anticipo non sono pochi. Ok ragazzi, no problema: mi faccio una passeggiatina, giusto per “creare fame” (come se non ce ne fosse abbastanza). Tanto qualcosa con cui lustrarsi gli occhi qui si trova sempre…
Toh, un colonnato del Bernini, piazza del Vaticano, San Pietro….così, tanto per gradire.
Roma è così, assolutamente unica. Dovunque ti giri trovi scorci meravigliosi, vivi la storia. Ha più da raccontare un sanpietrino di qualunque di queste vie piuttosto che un qualsivoglia palazzo statunitense. Roma è sempre Roma, un cittadino della piatta pianura non si può stancare mai della sua Capitale.
Unica anche nei suoi piatti storici: carbonara, amatriciana, cacio e pepe, abbacchio, coratella, e chi più ne ha più ne metta. Piatti ignoranti, piatti pieni di cuore, di anima, di passione.
No, questa volta non portatemi a mangiare foie gras col prefisso 06. Questa volta voglio magnà romano. Voglio materia, gusto, piacevolezza. Anche un gourmet ha il diritto di staccare un poco la spina.
Possibile non ci sia un posto degno di questo obiettivo?
Sì, va bene: ci vorrebbe una frittata tipo quella di Arcangelo, la carbonara di Pipero o la matriciana di Roscioli…
Ok, ok, ma mica possiamo fare la via crucis delle meglio romanità romane!
Datemi un indirizzo unico!
-Ci starebbe la Sora Lella….
-Ma non era da turisti?
-Ma tu ci sei mai stato?
-No.
-E allora che parli a fa’…E’ deciso, tavolo da tre all’Isola Tiberina.
Dunque, partiamo dalla fine: il conto e quello che con questi euro “se semo magnati”.
Menu tipico romano – Tutto compreso € … 56,00
Frittata alla Paesana con Mozzarella di Bufala di Amaseno
Gnocchi di Patate all’Amatriciana
Rollè di Abbacchio disossato al Forno con Schiacciata di Patate
Torta di Ricotta Romana Dop con Confettura di Visciole
Pane dal Forno di Gabriele Bonci
½ Acqua minerale
Caffè o Cappuccino
Allora, siamo franchi: se questo menu costasse 40 euro, la Sora Lella sarebbe da mettere in agenda cerchiata di rosso e da raccomandare a tutti gli amici veri. Il prezzo è invero un po’ altino.
Bene, questo capitolo l’abbiamo chiarito subito e ci siamo messi il cuore in pace.
Lato cantina: c’è più di qualcosa con cui divertirsi. Per esempio un Faro Palari 2006 che è sceso con la facilità con cui Rocco si mangia le patatine.
Ma lo so, voi volete il lato cucina: è un bel lato, solido, non sempre impeccabile ma di sicuro appagamento. Diciamo che se tutto fosse come l’abbacchio (da vertici assoluti), lo gnocco (un po’ meno il sugo) o la carbonara, qui ci prenderei la residenza nelle mie puntate romane.
Non è tutto di questo livello, ma è comunque uno dei migliori indirizzi romani del genere.
Turistico? Eh, ma mica è un reato! Questi avevano il ristorante pieno una sera di mercoledì: baciarsi i gomiti facendo le capriole. E se poi l’ammericano vuole il cappuccino dopo l’abbacchio, e che sarà mai! Sorridigli mentre ti ciucci l’ultima goccia di Faro, qui, sull’Isola Tiberina.

Foto di Roberto Bellomo

Frittata alla Paesana con Mozzarella di Bufala di Amaseno

Gnocchi di Patate all’Amatriciana

Rigatoni alla Carbonara (cambio dal menu gentilmente concesso per uno dei compari della serata)

Rollè di Abbacchio disossato al Forno con Schiacciata di Patate

Torta di Ricotta Romana Dop con Confettura di Visciole

Faro Palari 2006

4 Commenti.

  • AvatarDanilo26 Aprile 2012

    perdonami... ma se l'incipit è "No, questa volta non portatemi a mangiare foie gras col prefisso 06. Questa volta voglio magnà romano. Voglio materia, gusto, piacevolezza. Anche un gourmet ha il diritto di staccare un poco la spina"... che magni a fare il rollè di abbacchio, l'amatriciana con gli gnocchi e te bevi er Faro di Palari? Poi dicono che uno non è gastro-snob... Se te voi fa na magnata romana "con quell'incipit", NON vai dalla Sora Lella, NON magni e bevi quel che hai magnato e bevuto. Te ne vai alla prima trattoria (e ce ne sono, di ottime!!) a magnà puntarelle, carciofi, abbacchio CON l'osso, l'amatriciana SENZA gnocchi e te bevi il rosso della casa.... Altrimenti, perdonami, non fai quell'incipit. Ok, mi sono svegliato polemico. Prosit.

  • Roberto BentivegnaRoberto Bentivegna26 Aprile 2012

    Caro Danilo, ho perso il conto di quante recensioni ho scritto sul web. Sai, iniziare sempre in modo diverso non è facile, per questo da parte di un lettore ci vuole anche una piccola dose di ironia. Penso che il senso di quello che volevo scrivere sia comprensibile. Gastro-snob? Io continuo a preferire il Faro Palari al vino della casa, a meno che il vino della casa non sia il Trebbiano di Valentini (e in chissà quale posto è così…:D) Forse sì, sono gastro-snob. Ma il vino della casa te lo lascio volentieri ;) Buona giornata

  • AvatarPiermario26 Aprile 2012

    E vabbe', ma Lei non può fare sempre così!... Metta conto la frustrazione di qualche poveretto di lettore "periferico" che al Povero Diavolo non preveda di tornare tanto presto... :-) Piuttosto, quando si trova nella Capitale e in mood da coratella, provi a saltare sul tram n. 8 in largo Argentina e si faccia portare sino al capolinea, Casaletto... Il perché del tragitto è spiegato su queste stesse pagine ;-)

  • AvatarVestino26 Aprile 2012

    ....Contrada Palazzo? ;-)

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