Passione Gourmet Ristorante St.Hubertus, Hotel Rosa Alpina. San Cassiano - di Rob78 - Passione Gourmet

Ristorante St.Hubertus, Hotel Rosa Alpina. San Cassiano – di Rob78

Ristorante
Recensito da

Valutazione

17/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

Difetti

Visitato il 09-2019

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Recensione ristorante.

Il contesto può far perdere la bussola. La fiabilandia creata dalla famiglia Pizzinini è qualcosa di incredibile, sia dal punto di vista alberghiero, sia dal punto di vista ristorativo.
Tante possibilità, tutte nel segno della qualità, tutte proposte col sorriso ben stampato in faccia che costa niente, eppure, chissà perché, è così difficile da trovare in giro.
Sei poi sei in Alta Badia, dove gli chef stellati, rinominati i DoloMitici, sono anche amici e danno almeno l’idea di fare gruppo, beh, allora ti devi proprio dare un pizzicotto ogni tanto per essere sicuro di non stare sognando.
E’ tutto oro quel che luccica?

In verità pare che anche qui la crisi abbia colpito forte e se al venerdì sera il ristorante di punta non fa completo mentre il wine bar lavora come non mai, una riflessione bisogna farla. In più si vocifera di qualche “partenza” tra i grandi della Val Badia.
Ma sempre di gossip si parla, non che non ci diverta discuterne, ma a noi interessa di più far lavorare la mandibola.
Ragioniamo quindi del St.Hubertus e di quello che può dare oggi, fine luglio, corrente anno.
Grandi colpi e qualche scivolata.
Mi spiego: avessi preso alla carta trota, risotto e tortelli, sarei uscito con un 18 o un 19/20.
Tre piatti degni dei colpi del miglior Cassius Clay.
Gancio destro: Trota fario leggermente affumicata su terrina di patate con coste baby e salsa al cirmolo, anno di creazione 2008 (la foto in apertura). Uaaaooh! Il prossimo che mi dice che le schiume sono sempre piazzate lì ad minchiam gli faccio scalare la Marmolada in ginocchio. Immaginate di pescare una trota al fiume e cucinarvela direttamente nel bosco, con tutti i profumi che vi solleticano il sistema limbico. Questo piatto è una foto, la cattura di un momento, la descrizione di un luogo tramite profumi e sapori.
Gancio sinistro: Tortelli ripieni con animelle di vitello cotti in infusione di menta fresca, gamberi di fiume, uovo di quaglia (2010).

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I primi piatti sono il pezzo forte del repertorio di Niederkofler. Queste animelle sono ingentilite quasi con tocco femminile. Tecnica, gusto e passione per un piatto che può diventare un grande classico.
Montante secco e k.o.: Risotto con pesca saturnina, anice stellato e porcini (2008).

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Qui sfioriamo il capolavoro. Non lo descrivo nemmeno, venite qui ed esigetelo.
Piatti anche di recente ideazione, il che fa supporre un Norbert in grande stato di grazia.
Però vi devo anche parlare del resto. Non di disastri, anzi, ma nemmeno di piatti al livello dei precedenti.
Buono il Carpaccio di scampi con vinaigrette di melone e finocchio (2005)

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con cui inizia la cena, acido e fresco ma col crostaceo leggermente mortificato dalla forza del melone.
Ottima materia prima nel Filetto di baccalà confit con cozze bouchot, vongole, salsa al nero di seppia e chips di limone (2009),

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ma nel complesso una preparazione che manca un po’ di mordente. Il limone aiuta nella ricerca di qualche stacco gustativo ma forse andrebbe pensato in altra forma. Insomma, un buon piatto che non spicca il volo.
Capitolo secondi che mi ha lasciato perplesso. Si nota la ricerca di un appoggio dolce al piatto di carne che, se può trovare un senso nel buon Maialino da latte con crema di avocado, schiuma di verbena e mostarda di albicocche della Val Venosta (2008)

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tenero e saporito, proprio non convince col Filetto di cervo in crosta di trombette dei morti, gnocchi di patate alla vaniglia e carote vichy (2006).

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La vaniglia è strabordante. Sì, il cervo ha una consistenza divina e anche le carote, cotte in acqua gassata perchè l’anidride carbonica le intenerisca, sono saporite. Ma quella vaniglia, proprio no, suona come una vuvuzela su un pezzo dei Rolling Stones.
Ci si rialza, anche di scatto, con la Pesca Melba St. Hubertus (2010):

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quenelle di crema chantilly, cilindro di cioccolato bianco ripieno di pesca liquida, lamponi marinati (da sballo) e pesca al forno. Buono, buono, buono.
Carta dei vini che ringhia, ma qualcosa a prezzo umano si trova e c’è anche un buon servizio al bicchiere.
Bel servizio, giovane, dinamico, magari non sempre perfetto ma il sorriso, come detto, è il passe-partout per lo stare bene al mondo.
Piccola Pasticceria di gran livello

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Il Potus: Breg Gravner 1999 e Bas Armagnac Marquis de Montesquiou 1977

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il pregio : Primi piatti da primato
il difetto : Il coperto a 5.50 è più di un difetto

Ristorante St. Hubertus
Strada Micura de Ru, 20
San Cassiano in Badia (BZ)
Tel. +39.0471.849500
Chiuso: martedì, aperto solo la sera, aperto da dicembre ad aprile e da fine giugno a ottobre
Menu 6 portate 129 euro
Menu 8 portate 155 euro
Alla carta: 125 euro
Coperto 5,50 euro

Visitato nel luglio 2010

http://www.rosalpina.it/

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Rob78

16 Commenti.

  • Enrico29 Luglio 2013

    Tempo fa ho mangiato da Nobert, ha una buona mano, ma credo che abbia bisogno di qualcuno che lo sostenga, la presentazione dei piatti mi ha lasciato perplesso in quanto cambia da un giorno all'altro,"testato ordinando lo stesso piatto una settimana dopo", la consistenza e' ambigua, la pasticceria semplice ma non all altezza di uno stellato!!!Ottimi i vini, grande somelier!!!

  • Piermario13 Agosto 2010

    A visita effettuata, posso confermare che il livello è alto, a tratti molto alto. La mano mi è sembrata felice soprattutto sui secondi: il piccione con anguilla, cuori di carciofo e anguria alla griglia è veramente un piatto folgorante, in perfetto equilibrio fra complessità e purezza delle sensazioni gustative. Meno costante la resa sui primi: una sicurezza il risotto di pino mugo con faraona croccante, meno centrati i tagliolini di farina di carruba con ragoût di capretto, pomodori confit e caprino stagionato. Non mi ha convinto il servizio dei vini, cortese e professionale, ma troppo 'convenzionale'. Ai tavoli era tutto un danzare di cervaro, sanct valentin, Rossj Bass, capitelli & C. Con una carta dei vini così (chapeau, ad esempio, per la bella selezione di riesling austriaci e tedeschi), si dovrebbe osare di più. Una bella serata, quella trascorsa a S. Cassiano, ma se devo dire fino in fondo la mia opinione credo che, nel felice comprensorio dell'Alta Badia, la Stüa de Michil rimanga tuttora, sia pure per una semplice incollatura, l'indirizzo complessivamente più valido.

  • consumazioneobbligatoria3 Agosto 2010

    Maffi prenotato un risotto autunnale

  • rob783 Agosto 2010

    Gianluca, hai mangiato gli stessi miei piatti? Cosa non ti ha convinto?

  • rob783 Agosto 2010

    E' vero Angelo, le carni dimostrano delle cotture stupende (vedi anche quel cervo). Sono gli abbinamenti che non mi hanno convinto. Il servizio quest'anno è molto più "easy", alle volte si vede che i ragazzi in sala non hanno grande esperienza ma sono simpatici e hanno saputo farci passare una bella serata

  • giancarlo maffi3 Agosto 2010

    @rob 78 : quoto

  • giancarlo maffi3 Agosto 2010

    come no !! .magari a novembre , cosi' facciamo quello al tartufo. si faccia dare la la mia mail dai boss. anzi mi viene una ideuzza ..... poi telefono a cauzzi e ne parliamo ....

  • Piermario2 Agosto 2010

    Mai recensione fu più tempestiva! La settimana prossima dovrei accomodarmi ad uno degli undici tavoli. Diciamo che un paio di cose sono fin da ora sul mio taccuino, sempre che col nuovo mese la carta non subisca una totale rivoluzione.

  • Roberto2 Agosto 2010

    Sig. Maffi vengo a trovarla se non disturbo...

  • angelo2 Agosto 2010

    La mia visita invece risale al settembre 2009. Il Sant Hubertus segui' il "laite" di Sappada (memorabile!!). Comumque la cena di San Cassiano fu di livello molto alto, senza cali tra primi, secondi e desserts. Il mio punteggio a fine serata fu 18/20, anche se non pienissimo. Ricordo con piacere enorme proprio le carni, divine nelle cotture e nelle consistenze. Se proprio pero' voglio trovare un neo, ricordo che non mi convinse del tutto il servizio, esageratamente ingessato e "tedesco".

  • gianluca2 Agosto 2010

    Sono stato in quel luogo circa dieci giorni or sono. DELUSIONE TOTALE. Non esiste alcun rapporto qualità prezzo. Ho scelto il menu degustazione da sei piatti, con abbinati vini tirolesi (nulla di che), ed ho dovuto sborsare ben 220,00 euro. Non credo nè che la cucina, nè che la location, sciatte e piatte, meritino una simile spesa.

  • rob782 Agosto 2010

    Per me comunque il Gran Maestro del risotto (come esecuzione tecnica) sta ad Isola Rizza. Certo anche questo di Norbert è da viaggio....cotto su una vecchia stufa a legna, viene appagato anche il lato romantico :)

  • giancarlo maffi2 Agosto 2010

    io. l'unico piatto che cucino in modo davvero eccellente. una passione sconfinata da 30 anni . i miei risotti , a parte uno l'estate scorso dove ( terribile ) ho dovuto fermare la cottura per il ritardato arrivo di una donzella, sono mediamente da 19/20 con tendenza al 20. per tutto il resto ,giusto per chiarire che non voglio tirarmelo, viaggio sui 12 con qualche ,rara, punta a 15 .

  • Roberto1 Agosto 2010

    qualche volontario che mi insegni a fare il risotto cosi?! grazie :-) (posso anche spostarmi)

  • giancarlo maffi1 Agosto 2010

    quel risotto li' basta vederlo: ti viene voglia di saltare nello schermo. ci ho mangiato l'ultima volta due anni fa: i salti modello montagne russe li ho fatti anch'io: un 19 poi un 15 poi un 18 poi un'altro 15 . boh. vai a capire perchè

  • IlSommelierAlDente1 Agosto 2010

    Grande Niederkofler, ma sopratutto grande Nicolo' Bagna (sous chef di Norbert..), riconosco la sua mano in questi piatti... ;-) Certo che il coperto a 5,50 euro mi lascia un po' perplesso :-(

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