Passione Gourmet Annetta, Varese Capolago. di Azazel - Passione Gourmet

Annetta, Varese Capolago. di Azazel

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

14/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

Difetti

Visitato il 08-2020

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Recensione ristorante.

Diciamoci la verità. L’avrei voluto vedere io Tonino Guerra, seduto sulla riva del lago di Varese in una giornata di pioggia intensa a fine Marzo, a predicare ottimismo sotto un cielo più che plumbeo da saturnismo, senza neanche foglie gialle a terra che l’autorizzassero a cantare i Dik Dik per risollevarsi (poco) e cancellare gli inluttabili pensieri suicidi. Avessi perso tempo fischiettando il motivetto biccboissiano mi sarei consolato, ma avrei fatto tardi per pranzare in questo storico ristorante, aperto dal 1928, e qualcosa me lo sarei perso.

Gli chef Alberto Broggini e Daniele Bernasconi possono contare su un’importante base finanziaria, su una location arredata con gusto e misura, e sulla passione di Massimo De Lodovici, patron operativo in sala. La carta delle vivande è corposa, impegnativa per la cucina, molto tradizionale nelle materie utilizzate ed anche esagerata in certi barocchismi, abbondante com’è di articoli determinativi e di voci come “risottino”, che al giorno d’oggi un po’ strappano un sorriso. La carta dei vini è di rara completezza, ricca di spunti internazionali, ed offre all’appassionato quanto al cumenda l’occasione di divertirsi a prezzi relativamente (al livello medio della proposta) umani. Decidiamo di dare solo un paio d’indicazioni per la comanda e di lasciare per il resto carta bianca alla cucina.
L’appetizer è un buon baccalà mantecato, piacevolmente piccante e delicato nonostante il generoso giro d’olio. A seguire la portata che ci ha convinto di meno come esecuzione. Il tonno di coniglio all’extravergine con le sue conserve croccanti è però premiato da un colpo di fortuna. La cottura eccessiva del la carne e la quantità d’olio presente sul fondo del piatto si compensano, ed il palato ne risente relativamente, ma meno per meno in gastronomia non fa più e non posso non stigmatizzare l’eccesso di condimento, anche quando come in questo caso il risultato gustativo è, ripeto, comunque gradevole. Il coniglio peraltro è una delle poche carni cui la bassa temperatura mi pare aggiunga veramente qualcosa, e l’esperimento del tonno di coniglio sottovuoto è già stato condotto con successo altrove. Un pensierino ce lo farei. L’ovetto in camicia con fonduta di malga e catalogna di campo è più che corretto, sapido senza essere salato, coerente nelle consistenze e nelle temperature. Il pan brioche alla base aiuta anche una lunga persistenza in bocca, e noi si apprezza.
I tortelli di coniglio ed erbette di campo al marsala vergine denotano, oltre ad uno smisurato amore per i vezzeggiativi, un’ottima mano sulla pasta, tirata in modo esemplare. Una minore quantità di ripieno (la foto li fa sembrare più piccoli di quanto in realtà siano) non priverebbe di nulla il palato ma permetterebbe di apprezzar meglio la sfoglia. Il marsala, aromatico al naso quanto discreto in bocca, è il punto esclamativo su un’affemazione perentoria.
Più adatto sarebbe un punto interrogativo invece per i ravioli di barbabietola al burro in cui, ferma restando la piacevole callosità della pasta, l’eccesso di ripieno rende l’insieme troppo sbilanciato verso il dolce e la maggiorana crea uno stacco disarmonico. Acidità cercasi, ma anche equilibrio.
Il vitello glassato al forno, purè morbido e scaloppa di fegato grasso d’anitra è un secondo senza compromessi, con una cottura fondente del fegato millimetrica, un purè di sontuosa opulenza e carne succosa. Non perfetta la legatura del fondo.
Decliniamo l’invito ad un dessert più elaborato e ripieghiamo senza perdite sulle promettenti acidità di un morbido gelato all’ananas, pacossato e rimantecato al momento, e servito con ciccioli di ghiaccio e rum.
Non c’è che dire, è stata un’esperienza che ha superato le aspettative. In cucina c’è ricerca di persistenza senza abusi, c’è una finezza più discontinua che però non è sempre facilmente conseguibile con piatti così classici, ma per la quale si sta lavorando senza dubbio nella giusta direzione, e c’è soprattutto una palese passione che spinge a crescere e ad allargare gli orizzonti. Avanti tutta.

I piatti:

Tonno di coniglio all’extravergine con le sue conserve croccanti .

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Tortelli di coniglio ed erbette di campo al marsala vergine.

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L’ovetto in camicia con fonduta di malga e catalogna di campo

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Ravioli di barbabietola al burro.

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Il vitello glassato al forno, purè morbido e scaloppa di fegato grasso d’anitra .

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Gelato ananas.

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I vini:

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il pregio : La possibilità di cenare anche nella splendida cantina.

il difetto : La voce coperto 4 euro, ann(ett)osa polemica

Ristorante Da Annetta
Via Fè 25
21100 Capolago (VA)
Tel. 0332 490230
Fax 0332 490211
Menù degustazione euro 65
Alla carta euro 55-75

http://www.daannetta.it/

Visitato nel mese di Marzo 2010

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Azazel

32 Commenti.

  • Avataremanuelle28 Aprile 2010

    Ma hanno cambiato lo chef? Non si mangiava così in passato.

  • Avatarmassisol28 Aprile 2010

    ahhhh, Varese... città in eterno "fermento"! :-) Bravo Massimo, chapeau Azazel

  • Avatargianni28 Aprile 2010

    Sono stufo che in zona Varese recensite solo le comparse. A quando la visita al numero uno......... Ilario Vinciguerra forever.

  • AvatarAlberto Cauzzi28 Aprile 2010

    Grazie per l'assist Gianni :wink: Ilario Vinciguerra, a quanto ci risulta, non fa fare le foto ai piatti. Per noi, con queste preclusioni, non è possibile fare la recensione. Ciao

  • Avatarmassisol28 Aprile 2010

    Caro Gianni..., ahhhh caro Gianni! :(

  • Avatarmassisol28 Aprile 2010

    ...un po' di amor proprio per la tua/nostra città no??? :)

  • Avatarbreg28 Aprile 2010

    Icardi....Azazel! Icardi! Cosi ti ha ridotto il matrimonio? Icardi...da una carta vini di rara completezza e ricca di spunti...Icardi. :)

  • Avatargiovanni gagliardi28 Aprile 2010

    Carissimo, sii più preciso. A te Trovato e Gennarino provocano emozioni. A me toccherà tornarci. Forse sarò più fortunato. Un abbraccio. Ad Majora

  • AvatarThe Dark Knife28 Aprile 2010

    Ti posso assicurare che, avendo provato Annetta, La Torre del Saracino e Arnolfo nello stesso anno (2010), tra il primo e gli altri due c'è una differenza abissale tipo Annetta 15/20 (se proprio merita 15), gli altri due (30/20). La mia è una critica al metro di paragone tra Annetta e Gennarino/Trovato (tanto per fare due nomi con la stessa valutazione, o ancora paragonato a Berton). Sul versante emozioni invece, è la solita questione di gusti. La lasagnetta con pesce crudo di Gennarino mi emoziona, così come lo scampo con fegato grasso e fragole di Trovato, il capponmagro in carta da Annetta invece, l'ho trovato un piatto normalissimo, quasi insulso. Ripeto, è semplicemente una questione di gusti. Un abbraccio.

  • Avatargianni28 Aprile 2010

    Per Massisol Ho perso tue notizie, dopo la comparsata di Biandronno.

  • Avatarazazel28 Aprile 2010

    i vini nell'occasione non li ho scelti io...so sbagliare benissimo da solo ma non nell'occasione ;-)

  • Avatarazazel28 Aprile 2010

    beh d'altronde dando retta a te avrebbe 15/20 (dico...quindiciventesimi) La Strega, quindi è evidente che i nostri palati non siano proprio in linea. Certo il capponmagro non è il piatto su cui basarsi per valutare un ristorante di cucina prevalentemente a base regionale in quel di Varese non ti pare? a questo punto mi inquieta un po' il fatto che domani sera sarò da Esposito! D'altronde se pensi che le valutazioni della michelina siano il vangelo tanto vale evitare di discutere...ciao!!!

  • AvatarIl Guardiano del Faro28 Aprile 2010

    Breg! Quando ho visto Icardi sono venuti i brividi anche a me :D In effetti la carta dei vini è tra le migliori della zona, sta sul podio senza imbarazzi e devo ammettere che nei periodi che ho lavoricchiato da quelle parti, Annetta l'ho frequentato volentieri. Per i vini, per l'ambiente e anche per la solidità della cucina. Cucina che mi pare migliorata, anche se comunque nel recente passato non ho mai mangiato meno che da 14 , con alcuni piatti da 15. Credo quindi che Aza abbia qui arrotondato per eccesso e dunque non ci vedo nulla di scandaloso in questa valutazione, salvo poi fare paragoni diversi, relativizzando tutto, dicendo che erano scarse altre valutazioni ecc.. e così non si arriva a nessuna conclusione ;-)

  • Avatarsararlo28 Aprile 2010

    "La callosità della pasta" ... altro azezalismo. Continua, continua ad arpeggiare con la lingua, musica per le nostre orecchie.

  • AvatarTino Granata28 Aprile 2010

    Uelà a me vedere quelle foto lì mi convinco che mezzo punto in meno sarebbe stato l'ideale. Cosa'ha Icardi di tanto scandaloso? io bevo bonarda, barbera e lambrusco

  • Avatarazazel28 Aprile 2010

    la cosa più divertente non potendo optare per i mezzi punti è metterci la faccia, o la firma, e rischiare con l'intuito. Questo in generale. Nello specifico non ho arrotondato. Per me è un 15 pieno. Non abbondante certo. Fra i 3 15 da me assegnati, l'unico che non mi ha causato alcuna esitazione (nè in su nè in giù). Detto questo, l'occhio sensibile al mezzo punto mi mancava!!! Icardi in sè è decente, certo han ragione gli etilologi che conoscono questa cantina ad aspettarsi qualcosa di più visto che, ripeto, qui c'è da divertirsi, per quanto sia reduce da una cantina come non ne avevo mai viste in un non stellato....

  • AvatarGianmarco28 Aprile 2010

    Io avrei una curiosità: il tonno di coniglio è tipico anche delle zone varesotte?

  • Avatarazazel28 Aprile 2010

    mmm non credo...se non erro va da torino in giù verso le langhe no?

  • AvatarGianmarco28 Aprile 2010

    Per quanto ne potessi sapere io si, diciamo autoctono dell'alto monferrato e dell'astigiano e riproposto pure in Langa, ma 'sta versione verdurosa mi aveva incuriosito! Grazie!

  • Avatarq.b.29 Aprile 2010

    quoto anch'io, astigiano e langa...poco diffuso nel torinese è stato introdotto negli ultimi anni !

  • Avatarsararlo29 Aprile 2010

    Io lo conoscevo nella versione maiala presentata come Tonno del Chianti, by Dario Cecchini. Era la ripresa di una antica tradizione locale per cui, quando moriva per malattia qualche maialino piccolo, questi veniva messo a frollare in olio, vino bianco e qualche aroma per renderlo comunque commerciabile bypassando i controlli (che non c'erano) del veterinario o qualche asl. L' invenzione "tonno", invero, è unicamente parto della fantasia del beccaio di Panzano in Chianti. Sarebbe bello sapere se qualcuno ricorda "l' etimologia" coniglia di cotale preparazione nelle lande del nord.ovest. Frutto della fantasia di qualche "Cecchini" autoctono, chessò, il Martini di Boves ?

  • AvatarKriss30 Aprile 2010

    Ilario ha cambiato idea sulle foto. http://www.porzionicremona.it/2010/04/30/ilario/

  • Avatarmassisol30 Aprile 2010

    EVVAIIIII!!! Food blogger di tutto il mondo: al mio segnale scatenate l'inferno :) (scherzo neh)

  • Alberto CauzziPresidente30 Aprile 2010

    Ma no, nessuna battaglia, abbiamo sempre una bella scorta costante di 20/25 recensioni pronte con annesse foto e scartati i -12 , ce la possiamo fare anche senza i fenomeni . Serenamente, pacatamente.

  • AvatarBenny1 Maggio 2010

    mizzica Azazel, cadi sempre sui vini, quoto con Breg! Ma non c'era niente di meglio da scegliere??

  • AvatarBenny1 Maggio 2010

    Massisol, non hai risposto a Gianni che chiedeva dove sei finito dopo la comparsata di Biandronno..

  • Avatarmassisol2 Maggio 2010

    Ciao Benny! Non rispondo perchè vorrei evitare la solita figuraccia... quella del tizio che appare ovunque e scompare in altrettanta fretta... tutto qua... mi son preso un paio di mesi per meditare... meditare... meditare... :)

  • Avatarmassisol2 Maggio 2010

    ...senza voler nulla togliere alla professionalità dei signori Vinciguerra ovviamente... grandi persone!

  • AvatarBenny2 Maggio 2010

    @Massisol, ti auguro di trovare un po' di stabilita' professionale e la pace interiore che ti meriti perrchè sei un bravo cuoco ma sopratutto una persona generosa..

  • Avatarazazel3 Maggio 2010

    Gran personaggio Gennaro. Affabile, accogliente ed ex clarinettista (un plus di simpatia da parte mia). La mia valutazione della sua cucina non si discosta a sufficienza da quella già data dai miei colleghi per rivalutare già ora la scheda. Posso dirti che a mio parere fra la Torre e Annetta c'è mezzo punto di distacco. Ma in una logica di assenza di mezzi punti il risultato è lo stesso. A mio parere non bisogna lasciarsi abbagliare dalle intenzioni per valutare i risultati.

  • Avatarazazel3 Maggio 2010

    ma dico io....leggete prima di scrivere?????

  • AvatarLucio29 Luglio 2010

    Perché? Cosa avete contro Icardi? L'unico piemontese a non farsi incastrare dalla vetusta tradizione francofona? Non lo prescrive il medico che perché un vino sia buono debba essere aperto mezza giornata prima per fare ossidare i tannini e poi sappia comunque di catrame, terra e muffa. Suvvia...

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