IN BREVE
Pregi
  • L'ambiente arioso e confortevole.
DIFETTI
  • Il servizio poco comunicativo ed empatico.
14/20 Valutazione

Ambiente chic e una cucina alla moda, per uno dei ristoranti più rinomati di Mosca

Le prerogative di un ristorante raffinato di Mosca sembrano poche, ma spesso sono una certezza. Sedie confortevoli, ambiente arioso, atmosfera rilassante e vini di una certa caratura. Non mancano poi, in alcuni casi, proposte gastronomiche in voga e al passo coi tempi.

La personalità della cucina però, in alcuni casi, sembra passare in secondo piano. Un po’ come se si volesse privilegiare il contenitore ancor prima del contenuto. E il Selfie, il secondo più importante ristorante del gruppo White Rabbit, sembra dare questa impressione. Ambiente curato, grande cucina a vista e molti cuochi all’opera.

Il resident chef è Anatoly Kazakov, acclamato in patria ma non solo -è stato tra i recenti partecipanti della bellissima iniziativa Care’s Etichal a Salina e ancor prima vincitore del contest “Silver Triangle” Best Young Chef 2012 della S.Pellegrino- che si cimenta con un percorso gastronomico intrigante, al quale affianca una carta interlocutoria e meno identitaria in cui piatti come cevicheE' una ricetta a base di pesce o/e frutti di mare marinati nel limone, uniti ad alcune spezie come il peperoncino e il coriandolo. Preparazione tipica della gastronomia di alcuni paesi dell'America Latina che si affacciano sull'Oceano Pacifico quali: Colombia, Cile, Perù, Ecuador, Panama, Messico, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica e Guatemala...., risotti, bruschette, burrata, insalate e foie grasIn francese significa letteralmente "fegato grasso" ed è definito dalla legge francese come "fegato di anatra o di oca fatta ingrassare tramite alimentazione forzata”. È uno dei prodotti più famosi e pregiati della cucina francese. Esistono tipologie di 'foie gras' non derivate da animali sottoposti ad alimentazione forzata. Spesso il fegato grasso è associato all'alta cucina francese e internazionale per... la fanno da padrone.

Se la domanda chiede, l’offerta risponde.

Certo, nessuno avrebbe da ridire se la qualità della materia prima -sulla carta, rigorosamente locale- fosse eccezionale e la tecnica delle preparazioni fosse ineccepibile. Invece, purtroppo, almeno durante la nostra visita, ci sono state alcune incertezze principalmente sulla persistenza dei sapori, oltre ad un servizio di sala, lievemente approssimativo e non in grado di comunicare con il cliente straniero.

Iodio latitante nelle capesante e nel tonno; a seguire un eccesso lipidico ha compromesso la riuscita dei ravioli di granchio con sugo di pomodoro. Degno sussulto gustativo, al contrario, nella zuppa di acetosellaOxalis acetosella (nome comune Acetosella dei boschi) è una piccola pianta alta fino a 12 cm, appartenente alla famiglia delle Oxalidaceae. Il nome comune della pianta deriva dal sapore acidulo (ma anche aspro) delle foglie usate anticamente come condimento per le insalate e che ricorda appunto l'aceto. Anticamente (nel Medioevo) si usava come condimento. Al pari dell'acetosa arricchisce di sapore..., rabarbaro e lingue di vitello, da mangiare con panna acida per un trionfo di sapori ad alto impatto locale.

Forse, affidarsi alle mani dello chef potrebbe essere la linea migliore da seguire in una visita futura. Probabile che la proposta del ristorante debba, per forza di cose, virare sul compiacimento dei gusti di una clientela poliedrica ma restia a comprendere sfaccettature gastronomiche non prettamente familiari. Abbiamo avuto modo di constatare come a Mosca non ci sia un orario prestabilito per sedersi a tavola nei ristoranti; da mezzogiorno a mezzanotte, infatti, è un flusso continuo.

Da queste parti aprire un ristorante che non proponga molteplici alternative è praticamente una scelta imprenditoriale suicida. Soprattutto nel momento di attuale incertezza economica della città, in cui non ci si può permettere di avere scelte obbligate o non omologate alla richiesta di mercato.

La galleria fotografica:

Visitato il 06-2017

A proposito dell'autore

Leonardo Casaleno

Consulente legale folgorato sulla via di San Vincenzo, costantemente alla ricerca di emozioni culinarie, evade dalla routine lavorativa rifugiandosi presso le grandi tavole con la speranza di trovare piatti in cui traspaia la filologia di un territorio, qualunque e ovunque esso sia. Legato in maniera viscerale alle materie prime, stenta ancora a comprendere l'utilità e gli effetti della “globalizzazione” dei prodotti alimentari.

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