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Un nuovo Iyo – Aalto – a Milano

di Orazio Vagnozzi

Sushi al banco e ristorante gastronomico

Iyo Aalto, il secondo ristorante di Claudio Liu, ha aperto i battenti il 5 novembre, nel distretto di Porta Nuova a Milano, in piazza Alvar Aalto, all’interno della Torre Solaria. Segue allo stellato Iyo di via Piero della Francesca. 

Iyo Aalto è un ristorante giapponese con due ambienti distinti: il sushi banco, per pochi intimi, raccolto, nello spirito della tradizione dell’edomae zushi (Edo significa Tokyo) e il ristorante gastronomico, nella cui ampia sala si serve cucina giapponese contemporanea.

Al banco nel percorso omakase edomae, i nigiri sono preparati davanti all’ospite e serviti uno alla volta secondo una sequenza progressiva di grassezze e umami. È un percorso che alterna sushi espresso a intervalli di “cucina cucinata” giapponese autentica, sia essa al vapore o alla griglia robatayaki nel rispetto di stagionalità, selezione quotidiana del pesce più pregiato, attenzione spasmodica al riso, intolleranze e idiosincrasie di ogni ospite. Dietro al banco i sushi master o meglio gli shokunin Masashi Suzuki e Luciano Yamashita assistiti in sala da Miwa Saito.

Nella sala del ristorante gastronomico, invece, viene proposto un ampio patrimonio di piatti, prodotti e tecniche dell’alta cucina giapponese con il Mediterraneo nello sfondo. Un approccio speculare rispetto a quello di IYO Taste Experience dove il Mediterraneo è il protagonista e il Giappone sta nello sfondo. A pranzo la possibilità di un veloce e flessibile lunch-menu (uno, due o tre piatti a scelta tra un vasto assortimento più dolce), a cena tre menu degustazione da 120, 135 e 150 euro o ampia scelta alla carta.  Nella modernissima cucina Domenico Zizzi, pugliese, che dopo un’esperienza all’Atelier du Rebuchon a Parigi e di cinque anni in Giappone – da Carme Ruscalleda prima e come sous-chef nel ristorante stellato di Heinz Beck poi – torna in Italia con l’occasione di mostrarci il suo talento e il non facile compito di proporre l’alta cucina giapponese contemporanea. 

In sala, una vecchia conoscenza, Savio Bina (Dal Pescatore di Canneto, Cracco-Peck, Isola Rizza e Aromando) coadiuvato da Matteo Coltelli a coccolare, consigliare e proporre agli ospiti vini, sake, tè, distillati, liquori e whisky giapponesi. Le 600 referenze della carta dei vini possono contare su un’imponente cantina a parete – con 6 diverse zone di temperatura – che collega la sala e il sushi banco alla cucina a vista.

Da provare.

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