Asolo Prosecco: una nuova strategia di comunicazione

L’Asolo Prosecco inaugura la sua nuova strategia di rivalutazione delle comunicazioni indirizzata a mettere in luce il forte legame fra la tradizione locale del Prosecco e le colline del territorio di Asolo. Un restyling nell’approccio alle divulgazioni anche in campo agronomico, andando ad istituire un “manuale d’uso della denominazione” e fornendo ai vignaioli indicazioni sempre più precise su come ottimizzare le lavorazioni per la realizzazione di vini identitari, senza perdere però la semplicità di beva del Prosecco. Alla base della strategia di riposizionamento ci sono i dati dell’indagine Bva Doxa commissionata dal Consorzio dell’Asolo Prosecco lo scorso anno su una platea di 1000 consumatori italiani di vini frizzanti e spumanti.

Dopo aver superato i 17 milioni di bottiglie nel 2019 e un’ulteriore crescita nel primo quadrimestre 2020 (+22% rispetto da aprile dell’anno scorso), l’Asolo Prosecco – la più piccola delle tre denominazioni del panorama del Prosecco – mira a proporsi come una sorta di “cru” delle bollicine venete.

“I dati della ricerca – spiega Ugo Zamperoni, Presidente del Consorzio Asolo Prosecco – confermano che accostare la parola Prosecco al nome di Asolo rafforza l’identità territoriale della denominazione, già fortemente radicata.

La storia dell’Asolo Prosecco si intreccia indissolubilmente con la città di Asolo, riconosciuta  come uno dei borghi più belli d’Italia. E anche per questo il Consorzio, insieme a Angelo Peretti (content strategist) e allo studio Veronose Paffi, hanno realizzato un nuovo logo della denominazione dove vi è rappresentata La Rocca di Asolo e i profili delle colline su cui nasce l’Asolo Prosecco, mentre i colori riprendono quelli del vino e delle facciate delle antiche dimore del centro storico di Asolo.

credit photo: Studio Cru

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