La cucina di Blumenthal a Dubai
Che Dubai, una delle città più cosmopolite del mondo, possa essere il luogo ideale per la cucina di Heston Blumenthal non è poi così sorprendente. La metropoli del deserto, nelle ultime decadi, è diventata il nuovo crocevia del XXI° secolo: un condensato di culture, tecnologie e possibilità che ne ha amplificato il ruolo sulla scena globale.
Ecco quindi che in queste strade, abitate in gran parte da espatriati, il ristorante Dinner dell’hotel Atlantis diventa la vetrina perfetta dove mettere in mostra l’iconica cucina di quello che è stato il più grande chef britannico di tutti i tempi. Un’iconicità frutto di studi e di riletture delle preparazioni tipiche del Regno Unito. Lo ha dimostrato ampiamente alla tavola del The Fat Duck e già nel suo Dinner di Londra, che chiuderà per sempre i battenti ad inizio 2027, dove i suoi ragionamenti su consistenze, memoria e abbinamenti prendevano forma in piatti diventati manifesto, come il Mandarin Meat Fruit, un trompe-l’œil in cui il paté rinasce sotto le sembianze di un mandarino, o come in questo caso di altri frutti come la prugna. Uno stile che oggi continua a esistere anche lontano dall’Inghilterra.
Un’avanguardia identitaria
Prendiamo come esempio la Capasanta con caviale e cioccolato bianco, evoluzione di uno degli abbinamenti-manifesto dello chef, in cui la sapidità marina va a braccetto con la dolcezza lattica e grassa, per un boccone elegante ed equilibrato.
Passando poi per Il concetto del predetto “Meat Fruit”, che qui a Dubai prende una nuova veste, trasformando i fegatini di pollo in una prugna da spalmare su pane tostato, riletta con intelligenza e rispetto per l’originale.
A seguire, un Controfiletto con osso eseguito con rigore, accompagnato da patate fritte in tre cotture – una sua tecnica “signature” – che sono un esercizio, appunto, di tecnica al servizio della golosità. E quando si arriva ai dolci, la Focaccia al burro e zucchero, servito con l’ananas alla brace, chiude il cerchio nel piacere più puro.
Dinner è uno scorcio della cucina londinese di uno dei grandi geni contemporanei, ricollocata negli Emirati ma capace di conservare identità e senso. E oggi si concede il lusso più difficile: essere chiara, leggibile e profondamente appagante.
IL PIATTO MIGLIORE: Capasanta, caviale e cioccolato bianco.
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